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  1. Andrea Comin Rispondi
    D'accordo con Romagnoli. Perdendo la prossimità con il territorio e fondendosi in grandi conglomerati orientati al big business e al reperimento di profitti sui mercati finanziari, molte banche hanno abbandonato il loro ruolo di finanziamento dell'economia reale (particolarmente sul tessuto di PMI). Con la scusa del "non ha i requisiti" è un intero sistema economico-industriale che stalla; purtroppo le banche vengono garantite e riempite con i soldi pubblici. Già, le banche fanno bene il loro lavoro nel mondo dei... sogni, non nel nostro. Esattamente come l'ipotesi dei presunti mercati perfettamente concorrenziali, reperibile solo nei manuali di economia.
  2. Massimo Matteoli Rispondi
    Sulla "solitudine" della BCE la domanda andrebbe rivolta ai governi nazionali. Draghi non solo ha il grande merito di aver bloccato i peggiori mali dell'austerity, ma di averlo fatto agreggando sulla sua politica una solida maggioranza nel Consiglio della BCE. Perchè allora i Governi di quegli stessi banchieri centrali che sostengono Draghi contro la Bundesbank, nei Consigli Europei sanno solo chinare il capo davanti a Scauble? Non chiediamo alla BCE più di quello che può dare. Se vogliamo uscire dalla crisi, rilanciando sviluppo ed occupazione, dobbiamo chiedere ai Governi nazionali di mostrare nell'Unione la stessa consapevolezza dei problemi europei e decisione nell'affrontarli dei loro banchieri centrali. Anche a costo di mettere in minoranza i falchi dell'austerità a prescindere. E' troppo?
  3. Marcello Romagnoli Rispondi
    Vorrei modestamente dare un suggerimento al Sig. Draghi. Se vuole far arrivare velocemente denaro all'economia reale, creare occupazione e far crescere la competitività europea, non deve dare soldi alle banche che non li sanno usare per questo scopo, troppo interessate a far soldi con le operazioni finanziarie e non facendo le banche vere. Il Sig. Draghi dovrebbe varare un programma di finanziamento a fondo perduto della ricerca europea. Ad esempio 10-20 miliardi/ anno per 10 anni da aggiungere ai programmi europei di finanziamento alla ricerca. Si potrebbe pensare a un andamento del finanziamento a campana. Un po' il primo anno, di più fino ad arrivare a molti il quinto per poi ridiscendere. I soldi arrivano subito all'economia reale ( stipendi, acquisto di materiale, nuovi occupati ecc.). La ricerca produrrà un vantaggio competitivo verso gli altri paesi. Il denaro verrà distribuito su tutti i paesi europei. verranno assunte persone con alto livello di istruzione. Il tutto produrrà un immediato sviluppo dell'economia che potrà proseguire anche dopo la fine degli aiuti. Soldi che producono soldi ma nel modo giusto. Il debito potrà essere stracciato dalla BCE perchè il denaro è creato dal nulla. Dite che la BCE non può farlo per via dei trattati/Statuti? Questi non sono leggi di Natura, ma vincoli imposti dall'Uomo quindi possono essere rimossi con un tratto di penna. Se no...fine della UE
    • Maurizio Cocucci Rispondi
      Dipende cosa intende per "far arrivare il denaro all'economia reale", se lei ha i requisiti la banca i soldi glieli presta in un'ora, il tempo per stampare documenti e firmarli. Se invece è sua opinione che la banca dovrebbe darli alle ditte e alle famiglie in difficoltà finanziaria allora è diverso, la banca non è un istituto di beneficienza o la Caritas. La banca usa i risparmi di famiglie ed imprese, una banca centrale non fa altro che acquistare obbligazioni in cambio di denaro che la banca usa in forme diverse. Questo lo fanno tutti gli Stati al mondo, non solo la UE. Ricordo che nella ex Unione Sovietica tutti erano dipendenti statali, la banca centrale dipendeva dal governo e quindi ogni lavoratore poteva essere pagato adeguatamente per condurre una vita agiata dato che il denaro proveniva appunto dalla banca centrale che, come ritiene lei, può stamparne a piacimento. Eppure la realtà ha visto andare le cose ben diversamente... dai sogni.
      • Marcello Romagnoli Rispondi
        Se lei ha i requisiti la banca i soldi glieli da è una affermazione che fa sorridere. Per esperienza e per quanto sta venendo fuori dalle inchieste sulle sofferenze bancarie, io e Lei sappiamo che i requisiti possono essere due: ho questi soldi li hai già e li puoi mettere in garanzia (si ricorda la scenetta di Benigni, beh a me è capitato lo stesso) oppure conisci i vertici della banca o fai parte dei vertici della banca (vedi caso Zonin). Io non voglio una banca istituto di beneficienza, ma voglio una banca che sappia prestarli i soldi e l'ammontare dei NPL delle banche europee e americane dimostrano che non sanno farlo, ma pretendono di essere salvati proprio dalle famiglie e dalle aziende a cui hanno negato i prestiti (leggasi MES e aiuti che sono e verranno varati dagli stati per salvare le banche). Allora qualcosa nel suo discorso non va: profitti privati, perdite pubbliche. Ci troviamo in un momento economico non normale e ci vogliono risposte non normali. Le uniche che possono risolvere l'attuale situazione è spesa pubblica. Il suo esempio dell'URSS non vale applicato all'Italia e all'Europa in quanto confronta sistemi economici e strutture industriali assai diverse.