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  1. EzioP1 Rispondi
    In qualsiasi progetto l'importante è tenere nel dovuto conto la capacità di immaginare e non limitarsi al fascino che l'immaginazione porta con sé, ma procedere nei passi successivi fino alla realizzazione. Prendendo ad esempio la metafora del volo, dal desiderio e dall'immaginazione di Icaro abbiamo dovuto attendere migliaia di anni per giungere a Leonardo; questi mantenne intatto il desiderio di volare e aggiunse alla pura fantasia “l'ingegnerizzazione fantastica”; fantastica perchè introdusse il concetto dei congegni meccanici indispensabili per consentire l'utilizzo dell'energia per volare, ma mancante ancora della adeguata tecnologia. Successivamente dovettero passare circa 600 anni per giungere ai fratelli Wright per vedere il primo velivolo sollevarsi in volo per qualche decina di metri e a pochi metri da terra. In sintesi dopo l'idea che appartiene al mondo dei sogni bisogna trovare la meccanica e la tecnologia che consentano l'organizzazione e l'utilizzo delle forze in natura per raggiungere l'obiettivo. Questa logica progressiva si applica a qualsiasi progetto che si voglia realizzare. Il M5S pare ancora fermo al primo passo, e purtroppo sarà così fino a quando i suoi parlamentari non saranno in grado di passare dalla semplice propaganda, alle ipotesi di realizzazione corredate da piani sostenibili, convalidati e validi, e infine alla vera realizzazione e controllo dell'implementazione.
  2. Henri Schmit Rispondi
    Premetto che il tema dell’articolo m’interessoa da molti anni. L'analisi di Paolo Balduzzi mi sembra ineccepibile, dall’inizio alla fine. Molto più discutibili sono le proposte del M5S, soprattutto se si tiene conto della scarsa credibilità della democrazia diretta all’interno del movimento. L’idea della petizione è intelligente se si segue il modello di Westminster, se no rischia diventare un inutile inganno. Il bilancio partecipato può significare solo massima trasparenza, con eventualmente un obbligo di fornire spiegazioni secondo il modello delle petizioni. Il referendum consultivo è un ibrido pericoloso, da evitare. L’unica proposta valida è quella del referendum propositivo, che comunque significa poco se non si definiscono le condizioni, di procedura, di firma, di dibattito, di navetta con l'assemblea costituita, di maggioranza, di quorum. Sarebbe pure interessante come accenna l’autore sperimentare lo strumento (anzi: gli strumenti, anche la petizione aperta a sottoscrizioni potrebbe diventare un obbligo per il destinatario dopo il raggiungimento di un certo numero di firme e un’opportunità per i cittadini di esprimersi attraverso un referendum in caso di dissenso persistente fra promotori e legislatori) a livello locale per introdurlo poi a livello nazionale. Sarebbe infatti cruciale per dare sostanza al principio della sovranità dei cittadini enunciata all’art. 1 della costituzione che non prevede strumenti sufficienti per attuarlo.