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  1. Giuseppe Rispondi
    Non mi piace questa riflessione: liquida troppo sbrigativamente le ragioni dei No Tap. Vanno viste e analizzate nel concreto.
  2. Michele Rispondi
    Il principale ostacolo alle grandi infrastrutture è il discredito nei confronti della politica e degli "esperti" da parte della stragrande parte dei votanti, che poi vuole dire dei paganti le opere stesse. Vogliamo parlare di Mose, di AV costata 3/4 volte più che in Francia o Spagna, di allungamento senza fine delle concessioni autostradali, di tariffe, della Salerno-Reggio Calabria, degli innumerevoli cantieri mai finiti e abbandonati etc.? I fatti parlano da soli. Oggi ogni opera subisce, a ragione, una serie di presunzioni fortemente negative, tutte responsabilità degli errori di chi le ha gestite nel passato. Ora, per recuperare la situazione occorrono dosi massicce di trasparenza e comunicazione non manipolativa. La tentazione dell'imposizione porterà solo a peggiorare le cose. Chi paga per le grandi opere prima o poi vota.
    • gmn Rispondi
      tutto vero salvo che fare di tutt l'erba un fascio non non farà che avvicinarlo il fascio
  3. Henri Schmit Rispondi
    Sono perfettamente d'accordo. Conosco la zona e la gente del posto. Chi contesta agisce come se mancassero procedure di valutazione e di dibattito preventive, come se l'opera fosse invadente al punto di rovinare l'ambiente naturale davvero bellissimo e da preservare a tutti i costi, per ragioni ecologiche e turistiche. L'unica critica sensata sarebbe stata di contestare in tempi utili il tracciato, spostarlo verso la zona industriale a sud di Brindisi, ma non conosco le ragioni tecniche delle scelte attuali. Speriamo che dopo il TAP si faccia anche l'altro gasdotto sottomarino, Eastmed, che da Israele o da un giacimento marino porterà il metano per Cipro e la Grecia fino alla Basilicata. Fonti ambientaliste parlano dell'arrivo a Otranto. L'accordo appena siglato dai quattro governi, Calenda per l'Italia, è stato lungamente commentato .... alla televisione francese, mentre in Italia il progetto non sembra interessare l'opinione pubblica; se ne parlerà solo quando inizieranno le proteste.
    • gmn Rispondi
      paradossalmente l'approdo nel sito industriale era di gran lunga più impattante per l'ambiente sottomarino e la tecnica si è, come altre volte, piegata alle esigenze ambientali
  4. Francesco Zanotti Rispondi
    Credo che il fenomeno dell'opposizione sociale allo sviluppo del sistema delle infrastrutture sia non compreso nella sue origini e nelle sue manifestazioni. Stiamo studiando origini e manifestazioni. Stiamo pubblicando i primi risultati in un blog e abbiamo lanciato un "call for papers" per un numero speciale di una rivista internazionale sulle infrastrutture come "Commons artificiali". Non aggoiungo link per rispetto alle politiche de "lavoce". Grazie Francesco Zanotti