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  1. Piero Fornoni Rispondi
    Il problema greco e’ che delle riforme concordate con la Troika circa 80% e’ stato approvato dal parlamento greco ,ma solo circa il 30% e’ diventato pienamente operativo ed inoltre come sottolianea OECD : “An example is Greece, where much of the adjustment has been borne by workers, while monopoly power and barriers to entry have remained in place in many sectors (OECD, 2016c). “ Potete trovarlo a https://oecdecoscope.wordpress.com/2017/02/09/structural-reforms-to-revive-growth-in-europe-necessary-but-not-sufficient/?utm_source=Adestra&utm_medium=email&utm_content=Read more...&utm_campaign=February launch&utm_term=demo. E’ patetico che un governo di sinistra abbia il dovuto coraggio di chiedere sacrifici ai lavoratori ,ma allo stesso tempo abbia paura di eliminare le rendite di posizione dei monopolisti .
  2. Fabio Colasanti Rispondi
    Il disaccordo tra paesi europei e FMI non è tanto sul taglio del debito greco di per se, ma sulle sue modalità e sui tempi. I paesi europei non vogliono un taglio ufficiale del debito che la Grecia ha nei confronti dell'eurozona perché questo li obbligherebbe a registrare nei loro bilanci pubblici il taglio come una spesa. I paesi europei preferiscono l'ipocrisia del rinvio a scadenze lunghissime per non dover ufficialmente riconoscere nei confronti degli elettori/contribuenti il costo degli aiuti alla Grecia. Ma la sensazione che tutti gli osservatori hanno è che i paesi europei riconoscano che dei tagli effettivi sostanziali saranno necessari. Ma oggi non c'è nessuna urgenza. I rimborsi previsti in conto capitale cominceranno nel 2020 (e si parla già di rinviarli al 2034) e sono scaglionati fino al 2067. Ma anche la metà circa dei pagamenti di interessi è stata rinviata al dicembre del 2022. Quindi la posizione dei paesi europei è che il taglio del debito greco verso l'eurozona ci sarà sicuramente, ma che preferiscono rinviare l'operazione per avere degli strumenti di pressione supplementari nei confronti dei governi greci che esitano a fare le inevitabili riforme. Del resto, il fatto che la quasi totalità del debito pubblico greco sia nei confronti dei partner dell'eurozona fa sì che il problema della sostenibilità del debito pubblico del paese si presenti in maniera completamente diversa da quella dei paesi che hanno il loro debito pubblico sul mercato.