logo


  1. Edison Rispondi
    "Il n.° di migranti arrivati in Europa attraverso la rotta centro mediterranea,(...), è cresciuto di circa il 20% nel 2016, per un totale di 181 mila arrivi, il n° più alto mai registrato. Sono dati dell'agenzia europea Frontex, che parla di "record" per l'Italia". Così l'ANSA il 6/01/2017, a conferma che ormai l'immigrazionismo radicale dell'autore non rifugge dalla falsificazione plateale della realtà pur di continuare ad ammantarsi di "dotte" analisi sociologiche. Ovviamente con sempre minore credibilità, ma questo è problema de "lavoce.info".
    • sottoscritto Rispondi
      Non mi pare l'autore sia immigrazionista. Semplicemente spiega come secondo lui l'EU cerchi di evitare il problema più che risolverlo. Pagare lautamente degli stati (Turchia e Niger) per far sì che blocchino i migranti prima dell'Europa non credo sia una soluzione al problema. Le persone emigrano da sempre, bloccando una via ne troveranno un'altra. I flussi andrebbero gestiti, bloccarli è impossibile, evidentemente l'EU non ne è in grado.
  2. Roberto Breschi Rispondi
    Fare accordi coi paesi di origine è uno dei pochi mezzi disponibili per arginare un fenomeno che DEVE essere regolato. Chi è per accogliere tutti, anche da nazioni non in guerra (quindi in diritto di ottenere asilo) fa, involontariamente, la migliore propaganda possibile per l'espansione di movimenti politici di estrema destra, che continuerà in Europa e l'Italia non farà eccezione.
    • Massimo Rispondi
      Mi associo Roberto; accordi del genere sono la cosa più ragionevole, prima di arrivare ai respingimenti in mare, che comunque andranno fatti se i numeri continuano ad essere quelli che sono, dopo la sciagurata avventura libica dei nostri "alleati". Ma è tutto l'articolo figlio di un pervicace bias pro-migrazione costante (e piuttosto squalificante) nella produzione di questo sito sul tema; viste le registrate percentuali minime di veri profughi, non si comprende il pomposo accenno ai diritti dell'uomo, a meno di non volervi ricomprendere il diritto di qualunque zotico di svegliarsi un mattino e dire "non mi piace più il mio Paese X, vado nel Paese Y i cui abitanti hanno il dovere di accogliermi senza fiatare e di "integrarmi" (mantenermi).
      • sottoscritto Rispondi
        Direi che questi accordi sono la cosa più sbrigativa più che più ragionevole. Cercano di bloccare i flussi che si riperquoteranno comunque sul nostro continente per altre vie. L'autore può essere pro-immagrazione così come lei probabilmente è contro. Non vedo perchè uno dei due dovrebbe aver più ragione dell'altro, per ora sono tutte opinioni, la soluzione non l'ha ancora trovata nessuno. Presumo però che il Prof Ambrosini sia ampiamente più informato di lei sul tema. Tralsciando le posizioni, fortunatamente diverse, trovo piuttosto triste e irrispettoso il suo commento finale. Una persona che spende tutti i risparmi per un viaggio in condizioni inaccettabili in cui rischia la vita non credo sia uno zotico a cui non piace il proprio paese e decide di emigrare tanto per provare.
        • Massimo Rispondi
          Più che la presunta "tristezza" di sintetici commenti pubblicati in rete e censurati con piglio professorale , a me preoccupa invece, e molto, la tristezza vera dei quartieri delle (non più) nostre città , sempre più simili alle periferie delle metropoli americane, tra ghetti ed etnie rivali. Abbiamo evidentemente posizioni agli antipodi; fortunatamente, dice Lei, ed è l'unica cosa su cui concordo in pieno.
        • maurizio angelini Rispondi
          Difficile essere misurati con chi vede in persone comunque sofferenti e bisognose degli zotici. Faccio però notare che circa il 35 per cento dei richiedenti ottiene, dalle Commissioni territoriali, forme varie di protezione internazionale che ne giustificano la permanenza in Italia; aggiungendo chi fa ricorso al Giudice e lo vince si sfiora il 50 per cento. Ora con il recentissimo memorandum italo libico si delega il compito di istruttoria e di decisione sulle domande dei richiedenti Asilo ad uno Stato che non ha nessuna legge sull'asilo internazionale, uno stato in cui il sito Viaggiare Sicuri sconsiglia a TUTTI GLI ITALIANI DI RECARSI IN VIAGGIO. Comunque meglio zotici che disumani.
    • Alberto Rispondi
      Decenni fa, nell'ex URSS un ragazzino tedesco atterrò con un cesna sulla Piazza Rossa di Mosca come azione dimostrativa ma fu recluso per spionaggio. Sempre nell'ex URSS un aereo di linea il Korean Air Lines 007, nel 1983 venne abbattuto per aver sconfinato nello spazio aereo sovietico. Premesso che non comprendo a suo dire lo scopo dei confini nazionali e quindi della polizia di frontiera oltre Schengen, ma difendere i propri confini nazionali, nella fattispecie Europei, deve essere obbligatoriamente una caratteristica dell'estrema destra ?
  3. Alberto Rispondi
    Non si capisce la ragione dell'uso del termine xenofobia che significa paura dello straniero (dal Greco xenos: straniero e phobos: pausa). Il Niger poi, come i Paesi Europei, ha aderito alla convenzione di Ginevra del 1951.
  4. Luca_ba Rispondi
    Mi sembra che all'articolista sfugga un punto fondamentale. I presunti rifugiati che arrivano sulle coste italiane arrivano tramite organizzazioni criminali oppure si crede che siano organizzazioni benefiche che li fanno arrivare fino alle coste libiche. Quindi le varie organizzazioni fanno certamente il gioco degli scafisti che sanno che da un certo punto in poi questi disperati saranno in preso da altri (non è poi quindi così strano chiamarli complici). In qualche modo quest'esodo va gestito (che non vuol dire chiudere le porte a tutti) e da qualche parte dobbiamo cominciare. Il rischio di un'immigrazione incontrollata lo vediamo tutti i giorni senza arrivare al disastro di Berlino e lasciare campo libero a forze populiste e razziste potrebbe essere ancora peggiore.
  5. Gianluca Marcellino Rispondi
    grazie professore. Xenofobia mi pare un'etichetta efficace eppure limitativa. Esiste un nome scientifico per la reazione alla paura che consiste nell'identificare l'attore o la comunità che spaventa come diverso e rifugiarsi in una presunta comunità di simili, a prescindere da qualsiasi valutazione pragmatica di cosa sia utile fare? Credo questo tema definisca il futuro immediato di quella che con mal riposto orgoglio chiamavamo "civiltà occidentale". Quali iniziative concrete ci sono per attuare soluzioni più lungimiranti, che possano avere un impatto superiore a quello simbolico?
  6. Franco Rispondi
    "A scanso di equivoci va precisato che non si sono verificati incrementi degli arrivi via mare rispetto allo scorso anno: la cifra complessiva è rimasta sui 170 mila, come nel 2015." Vi è un errore: nel 2015 gli arrivi furono circa 150 mila (153.842, fonte unhrc "update #8 -- italy, sea arrivals"), quindi vi è stato un aumento apprezzabile rispetto al 2015. Per favore correggete.