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  1. Henri Schmit Rispondi
    Ottimo articolo che rimane valido tale quale anche dopo l'esito a sorpresa dell'elezione. Sto pensando allo stesso esercizio per il referendum del 4/12. C'è poca differenza fra vittoria del si o del no. Con il si, rimangono 18 mesi, con il no, forse meno, fino alle elezioni. Quindi il governo sarà comunque troppo debole per fare riforme vere, tutto sarà (come adesso) strumentale al successivo test elettorale. Con un incertezza ulteriore (creata colpevolmente dallo stesso governo) sulla procedura elettorale: italicum (vince M5*), italicum bis (vince nuova maggioranza PD+DX), variabile Corte costituzionale, consultellum, nuovo paradigma, non ideale ma meno "perverso" delle altre ipotesi. In altre parole, da due anni il governo invece di occuparsi di riforme economiche, fiscali e sociali, si occupa di riforme istituzionali NON CONCLUDENTI (dissenso, verdetti popolari, sentenze giudiziarie), aumentando al contrario l'incertezza, con qualsiasi risultato. Conclusione: dopo il 4 dicembre le cose si metteranno male, perché il paese sarà messo davanti ai problemi concreti: NPL e rischio bancario, debito pubblico e spread, investimenti e competitività, disoccupazione-disuguaglianze-disagio sociale, immigrazione e MO+Africa. Il governo darà la colpa all'UE, entrando in un gioco al massacro di cui il paese uscirà per forza perdente. Un mio articolo pubblicato una settimana PRIMA di quello del FT sul ponte verso il nulla: http://www.land.lu/2016/09/30/catastrophe-annonc%C3%A9e%E2%80%A9/
  2. Ali Rispondi
    Smentito
    • Henri Schmit Rispondi
      Non è mica finita.
      • Alberto Rispondi
        L’economista è un esperto che saprà domani perché oggi non è avvenuto quello che lui aveva previsto ieri.