Lavoce.info

Il paradosso del ticket nella sanità del Lazio

Il prezzo di un esame del sangue

Vivo nel Lazio e sono un medico che ha rivestito incarichi di responsabilità nel Servizio sanitario regionale. Ho dunque qualche conoscenza diretta della sanità laziale e forse qualche responsabilità per le sue attuali condizioni, ma vorrei provare a raccontare i suoi paradossi con una vicenda personale che mi sembra consenta di illustrarli.
Non godo di alcuna esenzione e contribuisco dunque pienamente alla spesa per le prestazioni erogate in regime ambulatoriale, pago insomma il ticket con le integrazioni previste dal piano di rientro dal colossale disavanzo che la Regione Lazio ha maturato all’inizio degli anni Duemila.
Mi sono rivolto alla struttura pubblica nella quale lavoro per effettuare alcuni accertamenti, esami sul sangue, e ho pagato un contributo di 40 euro; se mi fossi rivolto a una struttura privata avrei pagato per le stesse prestazioni circa 25 euro, non è dunque difficile capire la ragione per la quale un numero crescente di persone, sprovviste di esenzioni, disertano ormai le strutture pubbliche. Ma con quali effetti?
Le strutture pubbliche godono, per le loro dimensioni, di maggiori economie di scala, il loro costo marginale per le prestazioni che ho eseguito si avvicina ai 12 euro mentre i costi delle strutture private sono prossimi a 15 euro.
La pretesa da parte del sistema pubblico di un margine così elevato per rimpinguare le sue casse esangui genera, per ogni rifiuto del cittadino a sottostarvi, un risparmio per lo stesso sistema di 12 euro, un margine per la struttura privata di 10 euro e una spesa direttamente proveniente dalle tasche del cittadino di 25 euro.
Se invece di 40 euro il ticket fosse pari al costo marginale sostenuto dal sistema pubblico e il cittadino aderisse a questa proposta, il Servizio sanitario non otterrebbe alcun risparmio, la struttura privata non otterrebbe alcun margine e la spesa dalle tasche del cittadino scenderebbe a 12 euro.
Se il ticket fosse pari ai 25 euro richiesti per la prestazione dalla struttura privata e il cittadino aderisse a questa proposta, il sistema otterrebbe un margine di 13 euro, la struttura privata non otterrebbe alcun margine e la spesa dalle tasche del cittadino non varierebbe in alcun modo rispetto alla migliore delle alternative oggi disponibili.

Un conto elementare

Quale sarebbe la strada più conveniente per il sistema senza aggravare la penalizzazione del cittadino?
La risposta sembrerebbe ovvia, ma non appare così evidente né alla Regione né al ministero dell’Economia, dove si continua forse a ritenere che scoraggiare la domanda fino a farla scendere al di sotto della capacità produttiva istallata sia un buon affare.
Quello che succede, al contrario, è che se le prestazioni nel sistema pubblico continuassero a ridursi più rapidamente di quanto non si riducano i costi fissi, più rapidamente insomma della velocità con la quale il sistema pubblico decidesse di farsi da parte, l’inefficienza operativa del Servizio sanitario tenderebbe ad aumentare insieme al costo medio del numero, decrescente, di prestazioni erogate.
Sono, mi sembra, conti elementari, un’economia domestica intenzionalmente lontana da qualsiasi considerazione sull’effetto distorsivo di ticket così elevati in termini di equità nell’accesso e di appropriatezza delle prestazioni eseguite. In un caso del genere sembra sufficiente il buon senso, senza scomodare i piani alti dell’economia sanitaria e senza neppure contestare l’ormai insostenibile assunto che il valore del ticket orienti in modo virtuoso la domanda riducendo le prestazioni inutili, troppe evidenze scientifiche dimostrano il contrario perché valga la pena di discuterne.
Non protesto la mia totale innocenza, ho avuto, lo ripeto, qualche responsabilità che mi impedisce di farlo, ma può essere forse utile una riflessione che coinvolga anche i non addetti ai lavori, con la speranza siano loro a offrire le soluzioni che il sistema sanitario nella sua autoreferenzialità non sembra in grado di trovare.

Carlo Saitto

Lavoce è di tutti: sostienila!

Lavoce.info non ospita pubblicità e, a differenza di molte altre testate, l’accesso ai nostri articoli è completamente gratuito. L’impegno dei redattori è volontario, ma le donazioni sono fondamentali per sostenere i costi del nostro sito. Il tuo contributo rafforzerebbe la nostra indipendenza e ci aiuterebbe a migliorare la nostra offerta di informazione libera, professionale e gratuita. Grazie del tuo aiuto!

Precedente

Spesa sanitaria: il governo è realista. Forse fin troppo

Successivo

Per la crescita ripartire dalle risorse umane

  1. Rosanna Gava

    Anche qui in Veneto il ticket della struttura pubblica viene maggiorato di 10 euro rispetto a quella privata, favorendo, naturalmente, quest’ultima.
    Mi ricordo che, quando è stata data questa possibilità alle regioni, il nostro presidente Luca Zaia, aveva dichiarato che non l’avrebbe mai applicata, cosa che fece, invece, fin da subito. L’importante sono le dichiarazioni e i conseguenti titoli dei giornali, ai fatti non si fa più attenzione. Buon lavoro.

  2. Stefano Gasparri

    Ho riscontrato anche io questo comportamento assurdo che mi ha portato a rafforzare la mia assicurazione privata e non accedere più al sistema pubblico se non per i farmaci. Questi comportamenti sono analoghi in tutti i campi (si preferisce far fallire un debitore dello stato piuttosto che agevolarlo nel pagare)-
    Un Paese così è morto e ancora non ce ne siamo resi del tutto conto.

    • bob

      ..la follia delle Regioni ci porterà al disastro. Le 21 “signorie” sono biada per il popolino analfabeta e panacea per il politico mediocre che senza questa follia non avrebbe avuto futuro

  3. Rino

    La stessa cosa accade in Abruzzo, con la conseguenza che la gente si rivolge alle strutture private dove non esistono liste d’attesa

Lascia un commento

Non vengono pubblicati i commenti che contengono volgarità, termini offensivi, espressioni diffamatorie, espressioni razziste, sessiste, omofobiche o violente. Non vengono pubblicati gli indirizzi web inseriti a scopo promozionale. Invitiamo inoltre i lettori a firmare i propri commenti con nome e cognome.

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén