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  1. Mario Rossi Rispondi
    I conti pubblici non sono mai stati sotto controllo in Italia! L'unica cosa che è sotto controllo sono i sondaggi del resto non importa nulla a nessuno! almeno fino a quando Draghi non si stufa di stampare soldi. Il problema di fondo è che si può gestire un paese con i sondaggi ed affidare al potere il solo incarico di autoconservarsi. il fatto è che se si vuole giocare all'americana non possiamo poi pensare di mantenere un sistema tanto costoso quanto inutile e dannoso, in america va a votare il 30% o meno della gente perchè tutti lavorano nessuno gli rompe le scatole e allora......che facciano un pò cosa vogliono. Ma quando per mantenere un sistema che unico scopo ha quello di mantenere una classe al potere spendi più della metà di quello che il lavoro produce......be allora auguri!!!!
  2. Enrico Motta Rispondi
    Interessante articolo di analisi, ma manca una presa di posizione: Lei è favorevole o no al pareggio di bilancio? Vari suoi colleghi auspicano deficit pari al 3% o più del PIL, posizione che non condivido ma di cui apprezzo il coraggio (o l'incoscienza?). E Lei?
  3. Luca Vota Rispondi
    Nutro forti perplessità sui dati relativi alla riduzione della spesa per interessi. Da Marzo 2015 ad oggi abbiamo pagato interessi sul debito in meno per 6 miliardi di euro, ma nello stesso mese di quest'anno il quantitative easing si esaurirà e non sappiamo con certezza per quanto ancora proseguirà. Quindi spero che quei dati in tabella siano stati stimati tenendo conto di tale fatto altrimenti sono di dubbia affidabilità.
  4. Virginio Zaffaroni Rispondi
    L'On. Damiano invece esulta per l'ottavo intervento a favore di (presunti) esodati, si felicita per le elargizioni ai pensionati (a prescindere dall'Isee), sostiene lo sforamento al 2,3 anche se (l'ho sentito dalla sua soave bocca ieri sera in tv) lui si augura uno sforamento fino anche al 3%. Tanto oggi paga da bere Draghi, e domani pagheranno da bere le future generazioni. Per scrutare il futuro dei giovani ieri dovevamo ascoltare bene cosa diceva Andreotti, oggi cosa dice Damiano.
  5. Massimo GIANNINI Rispondi
    "Se il domani della finanza pubblica sembra meglio dell’oggi, non è solo per l’inguaribile ottimismo dei politici: c’è anche la mano visibile di chi disegna le manovre di finanza pubblica". Non è la mano invisibile (che in economia potrebbe avere anche effetti positivi) ma è il truccare i conti anche a fini elettoralistici. Bisogna che qualcuno cominci a chiamare le cose con il loro nome e lo dica ai governanti.