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  1. Omero Papi Rispondi
    Carlo Azeglio Ciampi e' stato un grande italiano, un grande Governatore, un grande Presidente della Repubblica. Grazie a Luigi Guiso per aver spiegato in termini chiari, credo comprensibili a tutti, l'importanza del metodo di lavoro nell'azione di Ciampi. Da Presidente della Repubblica Ciampi scriveva: "Sono tornato con la mente agli anni trascorsi in Banca d'Italia, orgoglioso di averne fatto parte e convinto del grande significato che quell'esperienza e quel metodo di lavoro hanno avuto nella nostra formazione; un metodo di lavoro, scevro di condizionamenti, estensibile ad ogni aspetto dell'attività umana, perché improntato alla correttezza dei comportamenti e al rispetto delle istituzioni". Anche su questo versante, di metodo, Ciampi ha lasciato un insegnamento indelebile: ha dimostrato come si passa da prodotti individuali a prodotti istituzionali, come si massimizza il contributo delle intelligenze disponibili, come si valorizza l'apporto qualificato costituito da idee anche molto diverse. E ha dimostrato che nel perseguimento del bene comune può trovare uno spazio importante il rafforzamento dello spirito di gruppo delle persone di un'Istituzione che si sentono sempre più protagoniste nella costruzione dell'output finale da consegnare al Paese. E, nella stessa ottica, da Presidente della Repubblica ha insegnato a unire le forze, a valorizzare le differenze, a recuperare la coesione nazionale per un'Italia sempre più patrimonio di tutti gli italiani.
  2. Vittorio Rispondi
    Una persona preparata, appassionata, e competente. Una presenza rara, ancor più oggi con un mondo sempre in tempesta e pronto a commentare negativamente questioni complesse, senza prima aver ascoltato e capito. Grazie per il bel ricordo.
  3. Maria Luisa Rispondi
    Mi piace ricordarlo da un punto di vista molto particolare: come normalista, laureato in filologia classica (a dimostrazione che latino e greco non escludono dalla vita civile e dalla partecipazione al presente), umanista vero. Addio, Presidente! http://normalenews.sns.it/questa-scuola-delluomo-la-mia-normale/
  4. GIOVANNI SCOTTO Rispondi
    Grazie per questo articolo, utile non solo a ricordare la figura di Ciampi, ma anche a spronarci ad apprendere e replicare per quanto possibile un modo di lavorare, di esecitare leadership, di costruire il futuro.
  5. Gabry gCosta Fd Rispondi
    Senza dimenticare MAI l'altro compagnuzzo di merende di Azelio,tale AMATO (ANCORA VIVO)... Allucinante confessione di Giuliano Amato, deposta come se si trattasse di una marachella qualunque e non della vita di milioni di persone: sapevano, li avevano avvisati, avevano previsto tutto ma andarono avanti lo stesso! Portarono questo paese nell'euro pur consapevoli che difficilmente avrebbe funzionato. Ma non è una lezione di storia, non è il racconto della decadenza del Sacro Romano Impero. E' qualcosa che sta succedendo adesso, qui. Andrebbe raccontato con ben altro sentimento di contrizione, non con questa nonchalance. Hanno giocato. Hanno perso, ma il debito di morte dobbiamo pagarlo noi. Siamo alla follia! Ecco le sue allucinanti parole https://youtu.be/uIEAflRcSvo
  6. Gabry gCosta Fd Rispondi
    Oh si si, davvero,vero vero Ve lo ricordate il 1992? SI IO ECCOME Visto cio0' che mi costo' la manovra Ciampi non ci credete? RIGUARDATEVI UN VECCHIO ,VECCHISSIMO TG de l'epoca Fortunatamente il web serve anche a questo: RITROVARE VECCHIE traccie di storia Italiana (finanziaria) di cui poco si ricorda ...o che si vuole che ci si dimentichi!! https://youtu.be/Joj4syv6R5s
    • Ennio Rossi Rispondi
      Senz'altro Ciampi deve essere stato una persona onesta e capace nella sua professione. Però ha fallito gravemente nel passaggio dell'Italia alla moneta unica. Paura di venir sopraffatti dalla speculazione, ma entrare in Europa con quel cambio è stato disastroso. Prodi e Ciampi hanno ridotto l'Italia in questa situazione che è diventata ancor più grave della Grecia. Non abbiamo più niente. Telecom, Fiat e tante industrie valide sono scomparse col cambio dell'euro, in più siamo schiacciati da un alto debito pubblico e un da regime fiscale insostenibile. Bravi Prodi e Ciampi.
      • Velocipede Rispondi
        Il debito pubblico si sarebbe potuto erodere significativamente se avessimo approfittato delle condizioni piu' favorevoli che l'ingresso nell'Euro ci aveva portato - i sacrifici sarebbero stati ampiamente compensati. Invece di pensare sul lungo periodo, si e' preferito usare questo temporaneo vantaggio per altri fini. Il debito e' rimasto alto, ed e' in larga parte il servizio del debito che determina anche ora quello che Ennio chiama "regime fiscale insostenibile". L'industria italiana non e' scomparsa col cambio dell'euro, e' largamente scomparsa a causa della produttivita', che in Italia e' (da tempo, mica dal 2007-2008) piu' bassa che altrove. Questo ha cause strutturali ed anche se tornassimo alle svalutazioni competitive pre-Euro non cambierebbe niente - anzi, si aprirebbe una crisi del debito di immani proporzioni, che come al solito pagheranno non gli elettori presenti, ma i loro nipoti (come sempre e' stato nella Prima Repubblica, e spesso nella Seconda).
  7. Francesco Rispondi
    Grazie, un bellissimo ricordo. Uomini così se ne vedono pochi in giro, purtroppo