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  1. AM Rispondi
    Allora si potrebbe trovare una correlazione anche con i flussi migratori
  2. Alberto Rispondi
    Sul fronte della sicurezza, il ministro (Alfano) ha evidenziato come nel «nostro paese stanno diminuendo i reati». Lo conferma, infatti, l’indice di delittuosità: -10,2% i delitti commessi, di cui -11,16% gli omicidi, -13,8% le rapine e -9,7% i furti.[Fonte: Ministero dell’interno]. La CGIA di Mestre: “Furti in diminuzione, ma non nei negozi: secondo la Cgia uno ogni 5 minuti - Oltre il 77% dei furti nelle attività produttive rimane impunito (e spesso non si denuncia neppure). Nel 60% dei casi i denunciati/arrestati sono cittadini stranieri, mentre il restante 40% sono cittadini italiani“. L’Eurostat (http://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/Crime_statistics/it) evidenzia come i furti negli appartamenti siano aumentati in Europa. Zone del nord Europa in cui i furti nelle case erano più unici che rari rientrano, nell’ultimo decennio, nelle statistiche con numeri ingenti (nota che il 60% dei colpevoli individuati è straniero). Il furto in appartamento è ai fini del crimine il più remunerativo (i beni sono in casa) e il meno rischioso; si scappa e la vittima non rincorre, se qualcuno spara rischia chi spara, nei rarissimi casi lo dovessero acciuffare, per mancanza di carceri rimangono poi a piede libero. Un criminale è come un predatore, attacca la preda più debole per rischiare il meno possibile. Verificare la correlazione tra stranieri presenti e numero di reati.
  3. Giuseppe Rispondi
    Bah, sono esterrefatto da come una semplice associazione statistica venga scambiata per causa-effetto da un rispettabilissimo studioso. Prof. Barbagli, dal suo articolo sia deduce che l'impoverimento o la perdita del lavoro inducano le brave persone a diventare topi d'appartamebto, suvvia!!! Si rende conto di quello che sostiene? Provi ad indagare sulla provenienza presunta è dimostrata in tribunale di tali ladri, e scoprirà che relazioni molto diverse...
    • stefano delbene Rispondi
      Infatti Barbagli non parla delle persone "normali" ma di quelle marginali, ossia di quelle che vivono ai confini dellalegalità, e che in una situazione di maggiore difficoltà, tendono più facilmente a valicare questo confine. Ed è la ragione per la quale l'ntervento pubblico, più che di tipo poliziesco-repressivo, dovrebbe essere, per la natura di questi potenziali operatori di illegalità, di tipo sociale-preventivo.
  4. Giacomo Rispondi
    Trovo questo articolo tanto interessante quanto superficiale. I dati sono quelli ma per dire che l'aumento degli scippi dipende dalla crisi servirebbero degli argomenti, non supposizioni. Con la stessa modalità si potrebbe supporre che l'aumento dipenda dall'immigrazione, o perché no dalle fasi lunari o dal fatto che negli ultimi anni è la Juventus che ha vinto lo scudetto. Fatte così sono chiacchiere da bar.
    • stefano delbene Rispondi
      Ha detto bene, le chiacchiere da bar si fanno al bar, evitando di intasare luoghi di dibattito....
  5. serlio Rispondi
    Di recente ho avuto modo di vedere una politica del pd (non ne ricordo il nome) che asseriva che la insicurezza degli italiani, circa furti e scippi, era frutto di una percezione errata.... Innanzi tutto la percezione della realtà vale come la realtà stessa se non di più, e inoltre il rifiutare la percezione altrui (gli elettori e i cittadini) comporta un ulteriore distacco sfiducia nei confronti di una classe politica che anche in questo caso ha dimostrato la propria pochezza.
  6. Vittorio Rispondi
    Mi sembra di ricordare una ricerca di Transcrime (Centro studi di derivazione della Cattolica di Milano) di qualche tempo fa che addebitava la crescita dei furti in appartamento non solo alla crisi economica, ma anche all'entrata in campo di vere e proprie organizzazioni criminali a forte specializzazione. Spesso bande provenienti dai paesi dell'est Europa ad organizzazione quasi paramilitare... L'impennata del 2004 d'altra parte, difficilmente può spiegarsi con la crisi.
    • bob Rispondi
      ..giudizio centrato! Aggiungo che una diversa legislazione tra L' Italia e i Paesi dell' Est Romania in particolare, ha incentivato la migrazione di criminali. In Romania il furto di una cavallo ( abigeato) prendi 7 anni di galera in Italia non esiste neanche più simile reato. Nell' intercettazioni fatte dalla polizia ad Ostia ad una banda di criminali rumeni dediti ai furti in villa testuale il criminale ad un suo parente " ..vieni qui si può rubare e non ti mettono in galera..". Il furto in casa dovrebbe essere considerato violazione di domicilio con pene severissime soprattutto in presenza di vecchi e bambini.
    • Gerardo Rispondi
      Non conosco questo studio, ma ahimè dalla esperienza del mio quartiere di un capoluogo medio-grande del centro-nord devo confermare. In questi ultimi due anni nel mio quartiere (normalmente tranquillissimo) ci sono stati parecchi furti o tentati furti in appartamento, di cui uno anche a casa mia. Nel mio caso erano certamente Rom visto che l'ho colta sul fatto (una giovane donna) e l'aspetto era inequivocabile. Tra l'altro avevano lasciato tutti i vari "segni" sulle porte. Nei casi dei miei vicini, invece, più recenti, si trattava di una banda di uomini dell'est-europa specializzata in furti in appartamento, che faceva due o tre colpi al mese tutti nella stessa zona prima di passare alla successiva. Fortunatamente sono stati arrestati poco tempo fa, come ho appreso dai quotidiani locali.
  7. gianni Rispondi
    l'aumento dei piccoli furti è legato anche al fatto che non vengono mai puniti neanche in flagranza di reato!!! oggi si ruba domani mattina si è fuori.
    • AM Rispondi
      Mi raccomado.Nessuna rduzine dellepene