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Salto nel buio

Dopo una lunga campagna referendaria che del caratteristico aplomb inglese ha avuto ben poco, il verdetto è e arrivato: 52 per cento per il Leave, 48 per il Remain.

I sondaggi sono stati ballerini: nelle ultime settimane una moderata inversione di tendenza verso il Leave, poi – nei giorni della vigilia – un’indicazione apparentemente forte di Remain, alla quale tutte le borse internazionali hanno creduto con rialzi ottimistici. Brindisi troppo frettolosi perché il risveglio venerdì 24 giugno è stato traumatico. I sudditi di sua Maestà hanno votato più con il cuore e la pancia che con la testa, preferendo tagliare i ponti con un’Unione, percepita come distante e burocratica. Ieri il Daily Mirror titolava “Don’t take a leap into the dark”, non fate un salto nel buio. Il salto c’è stato, e adesso arriveranno le conseguenze. Per il Regno Unito e l’Europa intera.

Nel primo grafico sono rappresentati i risultati dei sondaggi registrati giorno per giorno (per i giorni in cui sono stati svolti più sondaggi, viene fatta una media).

Schermata 2016-06-23 alle 14.54.44

Nel secondo grafico è rappresentata la media mobile a cinque periodi dei singoli sondaggi. Per delineare il trend elettorale, per “ripulirlo” quindi dalle possibili distorsioni causate dai singoli sondaggi (che portano sempre con sé un certo margine di errore), per ogni giorno viene fatta la media degli ultimi cinque sondaggi, rappresentata nel grafico.

Schermata 2016-06-23 alle 14.54.36

Fonte: Financial Times

Pagina aggiornata al 24/06/2016

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  1. Non mi ritengo che il popolo inglese abbia votato con il cuore e con la pancia. Mi sembra che abbia dimostrato una grande pacatezza nel valutare i pro e i contro dell’uscita dall’UE. E nessuna persona dotata di buon senso può ritenere che i vantaggi oggi siano superiori agli svantaggi. La realtà è sotto gli occhi di tutti, l’Europa unita sta franando sotto il peso delle sue contaddizioni: mancanza di convergenza nell’affrontare il problema dei migranti, moneta unica (UK escluso) che favorisce la Germania, fiscal compact quale dogma assoluto deciso ancora dalla Germania, nessuna politica convincente a sostegno dell’occupazione e della ripresa, sostegni alle banche per farle uscire dal baratro del fallimento e la gente povera diventa sempre più povera. l’Europa unita sta franando sotto il peso delle sue contaddizioni e si dimostra il concetto hegeliano di dialettica: tesi, antitesi e sintesi! La sintesi sarà il rinnovamento, si spera altrimenti muoia Sansone e tutti i filistei.

  2. davide445

    Ritenevo la Brexit un fatto positivo non tanto per la GB ma per l’Europa: di fatto stiamo testando gli effetti dell’uscita dalla EU sulla pelle di qualcun altro.
    Sarà una istruttiva lezione che (al netto di aiuti alla GB derivanti dai loro cugini USA) potrà dare utili indicazioni alla EU tutta come ai singoli stati sul beneficio oggettivo di essere o non essere stato EU, per prendere quindi le opportune decisioni e migliorare la situazione.

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