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  1. Marco Felicetti Rispondi
    Vorrei solo che i vostri letttori ascoltassero le parole del prof. Stiglitz, nobel statunitense per l'economia. È stato ospite del parlamento italiano e rispondendo ad una domanda ha detto: https://www.youtube.com/watch?v=HsIO5YCuqmU
  2. Rick Rispondi
    Bello il titolo scelto dagli autori, perchè il TTIP non è un moloch ma un insieme variegato di accordi raccolti sotto un unico cappello (quello del TTIP) e volti ad un unico scopo. Esiste un 90% e oltre dell'accordo, in termini di importanza dei servizi coinvolti (servizi, finanza, appalti pubblici) su cui c'è davvero poco da discutere se non cercare di ottenere il miglior accordo possibile con gli americani. Esiste poi un 10% di ridotto impatto economico ma di grande impatto emotivo, che rischia di mettere a rischio tutta la costruzione: la regolamentazione nel settore alimentare (un solo esempio: il divieto degli ormoni per i bovini in EU mentre negli USA è possibile usarli, ma ce ne sono tanti altri). Infine c'è la bega degli ISDS, strumenti che nascono per proteggere investimenti nei paesi del terzo mondo, con "imperfetti" (eufemismo) sistemi giudiziari e mancata separazione tra potere giudiziario e potere esecutivo. Vogliamo mettere a rischio il 90% del TTIP per queste due cose?
  3. Alberto Zoratti Rispondi
    Gentilissimi, cogliamo la proposta e la disponibilit. Siamo assolutamente disponibili a un confronto sul vostro sito sulle questioni ISDS, SPS, standard sociali e ambientali del TTIP. Diteci voi come e quando sarebbe possibile. Grazie molte
  4. Marcello Romagnoli Rispondi
    Ringrazio gli autori per la disponibilità a discutere. Il meccanismo Isds non è che "è lontano dall’essere perfetto" è totalmente imperfetto e, per quanto riguarda l'Italia, va contro l'art.1 della Costituzione. Pertanto, fino a quando vige quest'ultima, e io spero ancora per tantissimo tempo, la clausola è inaccettabile e basta. "Ancora non si sa se la clausola Isds sarà effettivamente inserita nel testo" e qui sorge il secondo grave problema: la mancanza di trasparenza nelle trattative e il sospetto ( badate bene ho detto sospetto però per me fortissimo) di sudditanza da parte dei negoziatori europei rispetto agli USA fa temere che ce ne accorgeremo solo dopo la firma del trattato stesso, magari dopo i cinque anni inseriti come clausola di segretezza. Inoltre i negoziatori europei non hanno alcuna legittimazione democratica per trattare. Chi sono? Da chi sono stati eletti? E se non sono stati eletti come temo chi rappresentano? L'economia, importante quanto si vuole, viene domo molte misure dopo la legalità e la democrazia. Quando non ci sono questi due requisiti, nessun vantaggio economico può essere preso in considerazione. Non sa