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  1. Roberto De Vincenzi Rispondi
    I vincoli di natura amministrativa imposti dalla CE per l'attuazione dei programmi di contrasto alla crisi (nel periodo 2010-2012 con il finanziamento dell'Accordo Stato Regioni per le misure in deroga e poi negli anni successivi e ancora oggi con Garanzia Giovani) hanno anche "imposto innovazione". Si pensi, solo per fare un esempio, all'effettiva adozione della condizionalità (prevista dalle norme da molti anni). Ma il sistema delle politiche attive (la somma dei sistemi regionali) non può funzionare così. I servizi nella maggior parte dei territori si focalizzano su un target alla volta, due o tre anni solo sui lavoratori cassaintegrati e in mobilità (quelli in deroga per primi) e poi solo i Neet. Al disoccupato che si presenta al centro pubblico o privato accreditato, specie se trattasi di individuo non sussidiato economicamente, non viene riservato lo stesso tempo e attenzione. Il famigerato "welfare integrativo" (l'integrazione economica delle risorse della contribuzione aziendale destinate agli stessi scopi) non c'è. Le associazioni datoriali e sindacali attraverso loro emanazioni (enti, associazioni, scuole professionali ecc.) accedono ovunque alle risorse comunitarie per le politiche attive del lavoro gestite a livello regionale, tanto che non hanno interesse ad integrare le ingenti risorse della bilateralità. Elementi critici poi riguardanti le politiche passive e la loro stratificazione normativa e procedurale non mancano di sicuro.
  2. Marco Cali Rispondi
    Semplicemente Garanzia Giovani viene vista dalle imprese un modo per avere manodopera quasi gratis e ogni 6 mesi si cambia giovane da formare, semplice. Chi ha bisogno di personale fa cosi, prende un giovane, lo mette a lavorare, dopo 6 mesi ne prende un altro. Il primo giovane dopo 6 mesi è un disoccupato che si è fatto in quattro, 40 ore alla settimana, per 3000 euro complessivi, non ha diritto alla naspi, non ha contributi, niente. Vale anche per i laureati che hanno dato un esame di stato, quindi si suppone che siano già professionisti formati nelle loro mansioni. diciamo che è la classica buffonata all'italiana che non aiuta nessuno
    • Simone Rispondi
      Concordo con Marco. Sono stato una delle "cavie" in questa misura adottata dal nostro Governo. 6 mesi di Tirocinio "mascherato", in cui sei calato direttamente in una mansione, non in un percorso di accompagnamento "in-formativo". Lavori 8 ore al giorno come chiunque, ed alla fine PMI che non hanno possibilità di darti una reale prospettiva con un'assunzione ti dicono "Arrivederci", senza nemmeno il "grazie."