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  1. giancarlo Rispondi
    Articolo del tutto condivisibile. Per alcuni anni ho fatto la progettazione sociale di un Centro Servizio Volontariato. I finanziamenti sono tutti di provenienza Fondazioni Bancarie. Esperienza deludentissima. ll CSV, come quasi tutti gli altri, è un organo clientelare della cui politica assistenziale le Fondazioni si disinteressano. Distribuiscono risorse finanziarie senza avere una loro strategia welfare e solo per sostegni consulenziali in favore di "amici". Andrebbero semplicemente aboliti. Qualcuno ha mai condotto una analisi sulla loro efficacia ?
  2. Qualewelfare Rispondi
    "Le verifiche istituzionali realizzate negli anni si sono limitate a considerare i processi erogativi (ad esempio il numero di quelle effettuate rispetto a quelle previste) senza valutarne gli esiti." Al di là di qualche problema con la concordanza maschile/femminile che compromette la piena comprensione del significato di questa affermazione - oltre al fatto che alcune misure citate sono state oggetto (RMI !) di articolati rapporti di monitoraggiogio e valutazione, si potrebbe anche concordare col punto di partenza: sperimentazione-buona valutazione- generalizzazione e istituzionalizzazione degli interventi sarebbe un percorso efficace, e così non va l'esperienza italiana. Non si caspice però perchè il ruolo delle fondazioni bancarie - così come degli altri attori del cosidetto "secondowelfare" tanto di moda - non debba essere oggetti di valutazione altrettanto stringente. Nella parte finale, invece, solo qualche dato grezzo di spesa e/o beneficiari. Più uno spote che una riflessione seria.