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  1. Piero Battini Rispondi
    Credo sia davvero folle prendere in considerazione e discutere della riforma elettorale e delle riforme costituzionali fatte approvare da un parlamento "liquido" e dove trovano posto anche indagati e sopratutto dettate da un Primo Ministro mai eletto da alcuno.La sola speranza risiede nella bocciatura tramite referendum
  2. Massimo Matteoli Rispondi
    L'Italicum riesce a sommare i difetti di un Parlamento che in maggioranza sarà composto di "nominati" con la lotta per le preferenze che caratterizzerà l'elezione delle seconde file dei deputati. Penso sia un primato mondiale di inettitudine di cui certo non dobbiamo andare fieri. E tutto questo per imporre una "governabilità" che se non sarà travolta dal trasformismo eterno delle classi dirigenti italiane (basta vedere che succede già ora con il "partito della nazione") rischia di trasformarsi in una camicia di forza istituzionale calata sul paese da modeste minoranze trasformate per miracolo dell'Italicum in maggioranze parlamentari. Non date retta alle favole, il rospo rimane rospo.
  3. Henri Schmit Rispondi
    La legge 52/2015 regola due cose da tener separate. 1. Voto di lista con riparto nazionale e doppio sotto-riparto, soglia nazionale del 3%, premio di maggioranza con eventuale doppio turno, divieto di fusione fra liste fra i due turni. 2. Cento capilista bloccati, uno per collegio, con possibilità di candidature multiple fino a 10; (secondo) voto individuale facoltativo con un massimo di due preferenze obbligatoriamente di genere diverso. Come valutare? 1. Le disposizioni relative alle liste sono politicamente neutre, valgono parimente per tutti gli schieramenti. Il voto di lista tende però a pesare sui diritti elettorali (libertà di candidarsi, libertà di scelta, cf. teoria della scelta razionale, teorema di Arrow). Bisogna stare molto attenti e non creare privilegi inutili alcuni (le segreterie dei partiti; "i signori delle liste"); la Svizzera (1919) e meglio ancora la Finlandia (1955) hanno ridotto questi rischi al minimo. 2. Lo stratagemma dei 100 capilista pluri-candidabili bloccati e il voto di preferenza facoltativo subordinato a quello di lista creano gravi (ed inutili) limitazioni ai diritti elettorali individuali; c’è un rischio di incostituzionalità, ma il Parlamento ha appena nominato giudici che in anticipo hanno dichiarato per iscritto che ritengono la nuova legge conforme. La soluzione assomiglia alla legge Acerbo del 1923 e alla legge truffa del 1953, poi bocciata. Bisogna rifiutare restrizioni inutili ai diritti individuali, il resto importa e incide poco.
  4. Alberto Lusiani Rispondi
    Rispetto alle leggi elettorali diffuse nelle democrazie consolidate dei Paesi piu' progrediti a me sembra che l'Italicum abbia queste anomalie, che considero tutti difetti: - candidature multiple: sono utili solo ai partiti e ai loro vertici. Per cittadini e per buon funzionamento della democrazia e' meglio che ci sia legame e responsabilita' a livello di seggio elettorale tra eletti ed elettori, quindi ci si candida e si viene eletti in un unico seggio, come mi sembra ovunque nei Paesi progrediti. - soglia nazionale del 3%. secondo me una stupidaggine anti-democratica che rieccheggia lo sbarramento turco del 10%, se non consente, come ad es. in Germania, che chi ha maggioranze relative a livello di seggio non elegga nessuno, e per chi ha multiple maggioranze relative di seggio di superare lo sbarramento. In generale nei Paesi progrediti occorre avere maggioranze relative a livello di seggio per essere eletti, mi sembra. - premio di maggioranza ad un partito invece che (implicitamente) ad una persona, come nelle presidenziali francesi e USA: e' un meccanismo praticamente bandito da tutti i contesti di democrazia consolidata. E' una stupidaggine anche solo considerando il principio constituzionale dell'assenza di vincolo di mandato a livello personale. - preferenze. Molti Paesi anche progrediti le hanno, ma le ritengo negative, perche' aumentano la conflittualita' entro i partiti e le spese elettorali. In Italia aumentano l'influenza delle mafie e delle clientele.