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  1. Giacomo Rispondi
    Il fatto più inquietante dell'articolo, sul quale però si mette poco peso, è che i profitti crescono, guarda caso, nei "comparti regolati, maggiormente interessati dalle privatizzazioni e dalle liberalizzazioni degli anni Novanta". Questo la dice lunga su come sono state fatte le privatizzazioni in Italia, e sul fatto che non hanno beneficiato né lo stato né i consumatori, ma soltanto chi di quelle imprese si è appropriato.
  2. Emanuele Rispondi
    Ci sarebbe una "produttività" che in Italia è costantemente in crescita mentre dovrebbe essere frenata. La burocrazia e le continue modifiche normative.Troppe risorse sprecate in pratiche inutili e improduttive con costi altissimi.
    • bob Rispondi
      esattamente! Non solo la "massa burocratica" ha innescato una nuova "lotta di classe" per difendere privilegi assurdi pensiamo solo alla barzelletta degli evasori considerati tali i baristi, i fruttivendoli, piccola e media impresa cioè coloro che senza chiedere nulla e rischiando sulla propria pelle sono i "ladri" di questo Paese distogliendo l'attenzione su multinazionali, banche etc . . Per avere un quadro del peso dell'inutile burocrazia basta vedere i dati delle elezioni: 50% non votanti "coloro che ogni giorno si invetano la vita", 40% votanti privilegiati in qualche maniera dalla politica , 10 % per dovere civico
  3. VITTORE DE BORTOLI Rispondi
    L’analisi fornisce elementi concreti per cercare di analizzare a livello generale l’ evoluzione del sistema economico nazionale. Vale la pena di sviluppare qualche ulteriore breve considerazione, forse utile a capire aspetti collegati al fenomeno descritto. In breve: 1) la rigidità del costo del lavoro e quindi dei redditi da lavoro (ciò senza per altro avere un corrispondente effetto positivo sul reddito disponibile e sui consumi) ha impedito nei periodi di congiuntura positiva di avere benefici marginali per i percettori, ma ha anche impattato in maniera crescente sulla redditività delle attività industriali nelle fasi di congiuntura negativa. Gli effetti collaterali sono stati in parte la delocalizzazione, in parte anche l’acuirsi delle crisi aziendali con conseguente aumento della disoccupazione. 2) la riduzione della marginalità nel manifatturiero ha penalizzato in maniera sostanziale la possibilità di investire e la propensione all’innovazione (ricerca e sviluppo) e quindi la possibilità di aumento della produttività, 3) La progressione delle rendite immobiliari ha nella sostanza dirottato crescenti risorse dal settore produttivo verso il settore finanziario, riducendo un importante buffer di risorse da destinare agli investimenti. In tale contesto inoltre va evidenziata la situazione fiscale del paese. Una spesa pubblica su livelli limite e assolutamente rigida, con collegato carico fiscale molto alto, ha disincentivato gli investimenti produttivi interni.
  4. Rainbow Rispondi
    Articolo molto tecnico,ci sono alcune cose che non ho capito bene nonostante legga molto di Economia! L'articolo dice che il Pil, a livello distributivo, si riparte tra salari, profitti e rendite immobiliari. Ma nel PIL non dovrebbe esserci anche la rendita finanziaria ossia la quota del Prodotto Nazionale che remunera il capitale finanziario: interessi su obbligazioni,dividendi, etc? Per rendita immobiliare, se ho capito bene, si intende il servizio abitativo, ossia l'affitto virtuale che remunera chi possiede una abitazione. E cosi?
  5. Maurizio sbrana da Lucca Rispondi
    I salari più bassi di così...si muor di fame! Se per 'interventi fiscali' si intende riduzione del cuneo fiscale ed una Riforma che riprenda i concetti originari dell'Art.53 della nostra Costituzione (che farebbe emergere l'immenso sommerso che esiste in Italia...), allora siamo d'accordo! Ma occorre fare presto a diventare un paese credibile, perchè il tempo sta scadendo!!
  6. Franco Rispondi
    In Italia ormai da 20 anni non cresce la produttività e tutte le grandezze correlate. E' una litania, tutti se ne lamentano. Profitti in calo, salari stazionari, aumento della rendita .. E' congiura?, è incapacità?, è stupidità?, è mancanza di imprenditorialità?, è riottosità/ esosità dei salariati?, sono relazioni industriali e sociali ingestibili? Mai nessuna analisi che approfondisca il tema. Si saprebbe, in un contesto negoziale, come attivarsi per intervenire sul problema. Venti anni di ritardi tendono a descrivere un quadro di totale incapacità d'azione.
  7. Franco Becchis Rispondi
    Analisi interessante sarebbe utile conoscere l'impatto dell'evasione fiscale sulla quota di profitti
  8. Silvio Rispondi
    Buongiorno, non è normale che la quota profitti decresca nel corso di una crisi, visto che i salari sono relativamente costanti, mentre i profitti risentono del ciclo economico?
  9. bob Rispondi
    "....accentuazione della moderazione salariale" Professore per "moderazione salariale " intende stipendi più bassi? Grazie
    • franco milli Rispondi
      Ma naturalmente, che domande!! I salari degli altri naturalmente. Quelle delle élite non si toccano. Sono indispensabili per permettere loro di lavorare per il nostro bene in assoluta tranquillità d'animo.