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  1. Luca F Rispondi
    Il vero problema é che i booms sono difficili da prevedere anche per istituzioni come la Fed. Non possiamo sapere a priori dove e in che momento esploderá la prossima bolla.(spesso le bolle esplodono perché rialzi di tassi troppo bruschi eliminano improvvisamente le condizioni che permettevano alla bolla di sostenersi). Se la Fed non adattasse un processo lento e controllato di rialzi,il rischio peggiore sará quindi quello di alzare i tassi rapidamente generando gravi danni all'economia. L'ottimale sarebbe quello di raffreddare le potenziali bolle speculative in maniera moderata, evitando le scosse troppo forti.
  2. CHRISTIAN Rispondi
    La questione vera è: il mondo sviluppato appeso alle decisioni delle banche centrali può affrontare una normalizzazione? La FED ha alzato i tassi nel tentantivo di normalizzare e nella peggiore delle ipotesi cerca di aver qualche carta da giocarsi ex post (in anticipo su altri ancora in fase "espansiva"...). Forse si è resa conto che insistere ancora con misure ultra espansive non era più possibile .... Vedi: finanzacritica.it
  3. maurix Rispondi
    scusate la domanda ma ... non è un dato acclarato da anni che la validità della curva di phillips è andata a farsi benedire? Parliamo della crisi anni '70 quando il keynesianesimo si dimostrò incapace di prevedere l'esistenza del binomio disoccupazione/inflazione. Saremo mica a focus economia dove barisoni parla di keynes quando in realtà sviluppa concetti tipici del monetarismo.
  4. rino Rispondi
    Mi permetto un'interpretazione psicologica. L'aspetto importante di questo rialzo è il suo essere stato annunciato e dichiarato da tempo, con lo scopo di farlo digerire. Quello che c'è ora è un nuovo margine per riabbassarli senza ricorrere ai tassi negativi....
  5. Luca Rispondi
    Interessante visione dell'illustre Tommaso Monacelli, condivido la Sua visione sulla situazione che deve affrontare la Yellen e la conseguente critica a riguardo.