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  1. Marco O. Rispondi
    Sono molto sorpreso dal fatto che in quest'articolo non si menzioni, e non venga quindi minimamente preso in considerazione, il noto paradosso di Jevons.
  2. Amegighi Rispondi
    Manca la Germania, nel grafico. Un'economia mica da poco che si è impegnata nella riduzione delle emissioni e nella ricerca delle energie alternative, in modo differente dalla Francia. Vorrei vedere come si comporta, dal momento che ho visto personalmente un'immensa spinta alle rinnovabili nel giro di pochi anni. Non si possono fare paragoni "lasciando da parte" dei soggetti simili.
  3. bob Rispondi
    ..siamo oltre 110 anni dalla fine dell' 800, ma le tecnologie soprattutto dell'auto sono ancora quelle di quel lontano secolo. L' avidità di "7 sorelle" ha prevalso su tutta l'umanità
  4. Giovanni Teofilatto Rispondi
    Le emissioni inquinanti delle centrali termonucleari sono un vantaggio competitivo sulle rispettive matrici di Stato con la variabilità della dinamica di ciclo di vita dell'uranio comporta un aumento delle emissioni di antimateria irradiate dalla nostra stella con causa determinante del fallimento delle politiche ecologiche.
  5. marcello Rispondi
    Sono trent'anni che studio l'economia ambientale e sono almeno venti, da quando Chichilnisky e Heal hanno dato una definzione assiomatica della Green Golden Rule, che sono giunto alla conclusione che non c'è più nulla da aggiungere sul tema. Il clima è un sistema complesso, non avremo mai l'equazione che spieghi tutto, sappiamo però, al di la delle chiacchere e delle pretese assolute di alcuni, che la quantità di GHGs in atmosfera è aumentata in modo enorme in relazione all'attività antropica. Sappiamo che deforestazione e trasporti determinano oltre il 40% delle emissioni. Intervenire con combustibili alternativi e bloccare la deforestazione è possibile da subito. Il problema è il costo, ma nche i costi delle mutazioni climatiche, dell'inquinamento e quant'altro sono ormai esponenziale. Si tratta di pagare e chi è più ricco deve pagare di più molto di più, fine della storia, non credo esista altra strada con tempi ragionevoli. I cambiamenti possono essere improvvisi e irreversibili, vedi l'ormai dimenticato buco dell'ozono (che per inciso c'è ancora), con conseguenze catastrofiche. I tempi dello sviluppo tecnologico e quelli della sostenibilità del sistema sono troppo diversi, il mercato non è in grado di colmare il gap, quindi strumenti di controllo e divieti. Sappiamo abbastanza da poter per esempio vietare l'uso di diesel che producono polveri sottili, quelle che avvelenano le città e fanno ammalare i bambini di asma o peggio, ecc. ecc.
  6. Emilio Rispondi
    Mi sembra che sull'argomento ci sia molta propaganda basata sull'ignoranza. Gli itaiani hanno preferito anni fa le centrali a carbone e a gas ignorando che producono scorie nocive (CO2, ceneri) e le spargono liberamente nell'aria, alle centrali nucleari che non producono CO2 e prevedono il confinamento delle scorie in aree delimitate, dimenticando anche che i piu' grandi disastri con perdita di vite umane sono avvenuti in impianti idroelettrici (Vajont..) e di estrazione di carbone (Marcinelle..). Non si considera poi l'impatto totale sull'ambiente dell'energia da impianti solari fotoelettrici, perche' non si valuta il rapporto fra l'energia prodotta nell'intero ciclo di vita dei pannelli solari e quella necessaria per fabbricarli, e per smaltire le batterie esauste. Proporre ai paesi meno industrializzati di usare queste fonti equivale a dire di mangiare briosce a chi non ha pane. Bene invece insistere sull'efficienza, ma occorre essere piu' incisivi: ad esempio: perche' continuiamo a permettere la produzione di auto con potenza superiore a un limite ragionevole (es.: 50 kw) ?;anche su questo argomento l'ignoranza ha un grande ruolo: mentre tutti sembrano esperti d'energia quando parlano di calorie nelle diete, pochi si rendono conto di quanta fatica umana serve per produrre un kwora; quanti sono in grado di valutare se il costo di un certo grado d'inquinamento vale il guadagno in benessere che ne puo' derivare ?