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  1. GiovanniAle Rispondi
    E' vero che l'accordo non è trasparente, ma solo perché non c'è ancora un testo condiviso su cui discutere. Nonostante tutto credo che il TTIP sia un buon accordo perché permetterebbe alle nostre imprese di costruzioni di accedere ai ghiotti appalti USA. Basta leggere questo articolo su New York per capire di cosa stiamo parlando http://www.webuildvalue.com/it/infrastrutture/new-york-5-miliardi-per-i-ponti.html
    • Alessandro Rispondi
      Gentile lettore, grazie del commento. È vero ancora non c'è un testo definitivo, ma sarebbe comunque un bene che ci fosse trasparenza anche sulle proposte negoziali della Commissione, anche su quelle ricevute dalla controparte. C'è da dire che in termini di trasparenza dall'inizio dei negoziati abbiamo fatto passi da gigante, quindi c'è da augurarsi che si continui così. Per quanto riguarda gli appalti americani è vero, sarebbero un'ottima opportunità, il dialogo su questo punto andrebbe rilanciato al prossimo round di negoziazioni. Come dicevo nell'articolo il Ttip non è privo di buone potenzialità, ma occorre che i suoi effetti non pregiudichino le caratteristiche positive dell'economia europea.
  2. Lucia Tajoli Rispondi
    Sono un po' sorpresa di vedere sulla Voce un articolo poco informato e con commenti molto generici su un tema così importante. Su una serie di questioni, a cominciare dal discusso ISDS c'è già stato un grosso cambio di rotta e la proposta sul tavolo attualmente è ben diversa (cfr. sito DG Trade). Il Parlamento Europeo ha dibattuto e definito il mandato ufficiale della Commissione sul negoziato, come si può vedere sul sito del Parlamento UE lo scorso 8 luglio. E a proposito di trasparenza, non ci sono notizie sull'autore di questo articolo. Lucia Tajoli
    • Bonaventura Pacileo Rispondi
      Concordo in pieno
    • Alessandro Rispondi
      Gentile lettrice, grazie per il commento. Devo innanzitutto dire che per difficoltà tecniche l'articolo è stato pubblicato quasi tre settimane dopo la sua stesura effettiva e quindi su alcuni punti (ad es. ISDS) risulta poco aggiornato, soprattutto a seguito del fatto che dopo l'ultimo round di negoziati c'è stato effettivamente un punto di svolta per quanto riguarda le tematiche più controverse e la trasparenza. Il prossimo appuntamento tra le parti negoziali (a febbraio) sarà quindi di particolare rilevanza per l'evoluzione del trattato. Tuttavia a proposito della posizione del Parlamento, mi sento di sottolineare che anche nelle raccomandazioni per la Commissione dell'8 luglio che lei cita è richiesta maggiore trasparenza e viene espressa preoccupazione per molti dei temi che anche l'articolo ricorda. La critica mossa nel testo dell'articolo tra le altre cose si riferisce al fatto che si è dovuto aspettare il X round perché esso reagisse alle controversie riguardanti l'accordo. Per quanto riguarda l'autore, penso si provvederà a breve ad aggiornare la scheda, tuttavia molto in generale si tratta di uno studente al primo anno della laurea magistrale in Discipline Economiche e Sociali in Bocconi.