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  1. Giovanni Teofilatto Rispondi
    Le masse monetarie di grandezza moltiplicativa delle produzioni di merci hanno lo scopo di alleviare i redditi bassi: falso. In altre parole le politiche dei policy-makers non sostituiscono le maggiori aspettative di aumento dei redditi più svantaggiati in quanto la gestione dell'attività finanziaria è concentrata a svantaggio delle fiscalizzazioni del reddito monetario con conseguente mano visibile sui conti di costo delle vari saldi di pagamento: non è giustizia.
  2. Maurizio Cocucci Rispondi
    L'unica osservazione che mi sento di muovere personalmente a questa chiara e semplice illustrazione riguarda la critica alla politica di consolidamento dei conti pubblici. Io non credo che si possa generare crescita attraverso un aumento smisurato del debito e per smisurato intendo quando esso, come ne caso italiano, eccede una certa soglia. E' come per una famiglia che non arriva a fine mese il chiedere ed ottenere un prestito o un fido pari a qualche mensilità di entrate ordinarie. Una volta che quel denaro viene a terminare il problema si ripresenta ed in misura ancora più grave. Sono decenni che cambiamo e siluriamo commissari alla Spending Review, gli ultimi due (Cottarelli Perotti) se ne sono andati perchè hanno visto inutile il loro contributo. Abbiamo fior di soluzioni tese a riportare la spesa al suo ragionevole costo senza ridurre i servizi ma intervenendo sugli sprechi eppure non si fa nulla e si preferisce chiedere altri soldi ai mercati, altro debito, altri oneri da aggiungersi in futuro.
  3. massimo de biasio Rispondi
    Ottimo riassunto, anche per non "addetti ai lavori", sull'argomento QE. Grazie professore.
  4. Stefano Scarabelli Rispondi
    In sostanza la BCE è sempre assolta con il solito ritornello: è l'unica istituzione dell'area euro non disfunzionale. Ma questo perchè è in grado di operare senza precisi vincoli (che essa stessa stabilisce e modifica ogni 6 mesi con il beneplacito della Corte di Giustizia Ue), il che dovrebbe interrogarci sulla salute della democrazia europea (e non solo). Peraltro, se la Bce ritenesse (come dice di ritenere) che, così come è strutturata attualmente, l'unione monetaria non sta in piedi, dovrebbe cessare di fare il pompiere e far precipitare la situazione, di modo che le autorità politiche siano incentivate o a correggere il progetto europeo o ad abbandonarlo del tutto. Inoltre, anche sotto il profilo strettamente economico, l'obiettivo di inflazione (che per la Bce cela l'obiettivo, impossibile senza trasferimenti espliciti, di diminuire il fardello del debito estero dei paesi periferici) si allontana sempre più; ma il refrain è sempre il medesimo: colpa di fattori esogeni, come il calo delle commodities e il rallentamento delle economie emergenti. Ma forse questi fattori esogeni tanto esogeni non sono, visto che zona Euro e Giappone hanno già, senza bisogno del QE, surplus commerciali enormi e che la disponibilità di credito a buon mercato determinata dal Qe (specie in dollari) ha indotto ad un eccesso di investimenti in settori come quello delle materie prime.