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  1. prome teo Rispondi
    Gli economisti vogliono nuotare senza bagnarsi; perciò discutono sempre sul bagnasciuga e non si muovono. Così dimenticano di farsi le domande serie: 1.Con una crescita di decimali dove andiamo a parare? 2. E senza una crescita seria come fa a calare il rapporto deficit-pil? 3. E come cavolo si fa partire la crescita seria, nelle condizioni date dell'Italia? E' incredibile lo stravolgimento logico della realtà! I politici-alla Renzi- si assumono la responsabilità delle loro scelte e decidono in tempo reale e vengono tacciati di elettoralismo (con elezioni al 2018!!!). Gli economisti giocano al cerchiobottismo, in attesa del ....vedere come va! A ognuno il suo gioco, ma almeno diamo merito a chi rischia di suo. Ma una draconiana spending rewiew aumenta, da subito, la crescita? Tutti sanno di no, ma giocano al furbismo. Altra cosa è una drastica riduzione degli sprechi, con la contrazione delle centrali di acquisto -e si è fatta-.L'eliminazione di un milione di dipendenti pubblici è il sogno di tutti i rigoristi; peccato manchino-e costino- le camere a gas! Per spostarli in settori carenti, si deve passare per la cruna dell'ago sindacale, lasciando, sempre furbescamente, al politico coraggioso il rospo degli scioperi. La politica è una cosa complessa, perciò gli economisti giocano a semplificarla.
    • marcello Rispondi
      Allora cominciamo a dire delle cose che hanno senso. Quanti sono i dipendenti pubblicic in paesi europei come il nostro, tipo UK e Francia? Rispettivamente oltre 5,5 milioni e oltre 5 milioni, in Italia sono 3,2 milioni. Riprendendo una rispcerca Eurispes 2014 si rileva che. "È significativo il dato della Svezia, dove la Pubblica amministrazione conta circa 135 impiegati ogni mille abitanti, in Germania invece si contano 54 impiegati ogni mille abitanti. Gli altri Paesi posti nelle posizioni intermedie sono la Spagna con 65 impiegati ogni mille abitanti, la Francia con 94 dipendenti ogni mille abitanti, l'Italia con 58 impiegati ogni mille abitanti e il Regno Unito con 92 dipendenti ogni mille abitanti". Come segnalava il Ministro Barca, sotto un certo numero di dipendenti la macchina smette non di essere efficiente, ma persino di operare. Questo non toglie che siano possibili miglioramenti, a esempio se si abolisse quello scandalo della compenente di risultato dello stipenddio dei dirigenti pubblici che vale diverse centinaia di mln di euro e si usassero quei fondi x nuove assunzioni e sviluppo dell'IT forse le cose potrebebro migliorare. Invece si parla solo tagli.
  2. marcello Rispondi
    Se le previsioni sono così fosche avere una manovra restrittiva a che servirebbe? Meglio spendere al massimo consentito, visto che non si vuole usare Cassa Depositi e Prestiti come Kfw (75% degli investimenti in aziende private) e si preferisce che continui a detenere una liquidità superiore al 50%. Il moltiplicatore fiscale farà crescere il PIL e quindi le entrate, gli errori sulla sua rilevanza nel caso dell'austerità espansive sono ormai storia. Semmai si può discutere della sua composizione: si potevano tagliare le componenti di risultato degli stipendi dei dirigenti pubblici e degli enti locali uno scandalo che vale diverse centinaia di milioni. Si poteva fare un'azione selettiva sulla Tasi o introdurre una patrimoniale. Si poteva mandare a regime lo Zero Base Budgeting, tuttavia come suggeriscono in molti la spesa in deficit è necessaria, vista la sua natura anticiclica. perchè il problema è passare una notte che sembra non finire mai.
  3. Michele Rispondi
    Manovra tutta elettorale. Lo conferma anche l'annunciato incremento della soglia massima dei pagamenti in contanti a 3000€, supportata dalla ridicola teoria che sosterrebbe i consumi. Un peccato sprecare un altro anno di condizioni generali irripetibilmente favorevoli (tassi, qe, petrolio, cambio) senza fare nulla per attuare politiche di riqualicazione della spesa, lotta alla evadione fiscale e riduzione del debito/gdp
  4. Giovanni De Lorenzi Rispondi
    La legge di stabilità 2016, da quanto si è potuto apprendere, contiene importanti novità sul fronte della finanza locale. Sembra profilarsi l'eliminazione dell'IMU e della TASI senza peraltro precisare quale forma di "compensazione" otterranno gli enti locali (speriamo che non vengano premiati, come accaduto con l'abolizione dell'ICI sulla prima casa, quegli enti che hanno aumentato le proprie aliquote) . Ottima (se effettivamente posta in essere) l'eliminazione dei vincoli del patto di stabilità per il finanziamento di determinate e selezionate spese in conto capitale, a condizione che avvenga attraverso l'utilizzo di fondi già disponibili (l'avanzo di amministrazione degli enti locali è una risorsa molto consistente!).
  5. Enrico Motta Rispondi
    I politici devono scegliere tra due possibilità: 1) politiche espansive aumentando il deficit e rinviando il pareggio di bilancio, o 2) politiche di contenimento del deficit senza stroncare la ripresa. Ma anche gli economisti (non parlo di Daveri e Bordignon)dovrebbero schierarsi chiaramente, e in particolare non dire cose del tipo: rinviamo il contenimento del deficit a quando ci sarà una ripresa più forte. A parte il fatto che il deficit pubblico in Italia si è formato soprattutto in anni di crescita del PIL, e che il deficit è stato anzi il motore della crescita, scommetto che, una volta che ci fosse una crescita stabile e forte, gli economisti neokeynesiani direbbero che per mantenerla sarebbe un delitto fare una politica di controllo del deficit. Insomma, dite chiaramente se e quando è necessario raggiungere il pareggio di bilancio; su questo dovete schierarvi anche voi, non solo i politici.
  6. andrea del becero Rispondi
    la ripresa economica sembra proprio il famoso godot del teatro di Becket! non credo che il capitalismo così pensato sia ormai più riprendibile. cambiate le regole, almeno!
  7. EzioP1 Rispondi
    Il nesso logico con la campagna elettorale mi sembra molto lasco essendo le elezioni previste nel 2018. Pare piuttosto che il paese abbia bisogno di stimoli di ripresa individuabili oltre che negli investimenti pubblici e privati, anche nella possibilità di aumentare la propensione ai consumi e la fiducia nel futuro dei consumatori famiglie e imprese. Le azioni miranti a lasciare maggiore disponibilità economica a livello famiglia sembrano sostenere una maggiore capacità di spesa dei consumatori mentre la riduzione delle tasse alle imprese può essere loro di stimolo nell'espandere la loro attività. In sostanza, potrò sbagliarmi, ma le azioni sembrano consistenti anche se al prezzo di un maggiore indebitamento.