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  1. Gabriele Rispondi
    Il dibattito aperto dai testi di Tyler Owen sulla scomparsa della media (come classe sociale e come reddito nella società americana) si è oggi concentrato sul ruolo dell'innovazione tecnologica nel determinare questi effetti. Mi pare che poco si stia dibattendo sul fatto che la tecnologia, come sempre, è "neutra" in sè, ma, se utilizzata in un determinato contesto, può intensificare caratteristiche che già esistono in una struttura sociale. In un contesto istituzionale in cui non c'è un intervento "politico" che modifica i processi di distribuzione della ricchezza prodotta dalle nuove tecnologie, queste ultime non fanno che intensificare i processi "spontanei" di concentrazione di tale ricchezza. In sintesi, in una società diseguale, l'innovazione tecnologica non fa che aggravare tale diseguaglianza. Rispetto però ad un approccio luddista (di rifiuto estremo dei cambiamenti determinati dall'uso della tecnologia), si potrebbe assumere un approccio "riformista". Quest'ultimo potrebbe consistere nell'imporre (una volta per tutte, mediante un accordo fra USA ed Europa), alle grandi multinazionali (Google, Facebook, ecc.), di pagare la giusta quota di tasse sui loro ricavi raccolti a livello mondiale. Tutto questo però non a favore degli Stati in cui queste multinazionali hanno sede (ad es. Lussemburgo o Irlanda), ma piuttosto agli Stati in cui queste multinazionali operano la loro raccolta pubblicitaria (quindi anche in Italia, ad esempio).
    • Piero Rispondi
      Tutto ciò che hai scritto è verosimile, ed è la versione condivisa dal 99% degli esperti e dai 3/4 della gente comune. Quello di cui non tenete conto è che vi basate sulla storia pregressa dell'800 (fase di Lancio del capitalismo) e del '900 (fase di sviluppo) in cui i mercati non erano saturi, e quindi la manodopera espulsa dopo un periodo di crisi ciclica poteva esser riassorbita in altri settori, soprattutto servizi. E' per questo che siete destinati a considerare visionaria la mia tesi: questa è la fase numero 3 cioè la maturità dove ormai tutti son pieni di cellulari case e le arance in eccesso son schiacciate dai trattori. Con forti diversità tra i paesi, la disoccupazione strutturalmente crescerà in tutto l'occidente (insieme ai debiti) decennio dopo decennio. Gli occupati della VW sono l'effetto dei disoccupati della Fiat, ma il totale sistemico è in sovra-capacità permanente.
      • sottoscritto Rispondi
        Ciao Piero, esisteranno sempre prodotti e servizi che la gente vorrà acquistare, forse non saranno più televisori, automobili a benzina e nemmeno smartphone. Sono perfettamente certo che tu possa capirlo. Ciao
        • Piero Rispondi
          Certo che sì ma ci vogliono sempre meno persone.. tutto nasce si sviluppa e declina.. ma chi è dentro ad una forma organizzativa è destinato a credere che quella forma (il capitalismo in questo caso) sia una eccezione storica votato all'eternità (od equilibrio dinamico come ossimoricamente lo definiscono gli esperti).. in CityGroup lo han quasi capito (vedi link).. al residuo 99,9% non son bastati gli ultimi 30 anni e non basteranno neppure i prossimi 30.