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  1. sauro Rispondi
    L'elettrificazione è sicuramente il simbolo del progresso, rispetto all'uso diretto di combustibili. Ma l'incentivo a usare più energia elettrica ha senso solo se il bilancio del sistema da come risultato un risparmio energetico. Faccio un esempio banale: il processo di trasportare gas, bruciarlo in centrale elettrica, trasportare energia elettrica, usare energia elettrica per lo scaldabagno è forse la più folle delle scelte dal punto di vista energetico, in quanto si distrugge il potenziale di lavoro iniziale a zero. Il secondo principio della termodinamica ci indica che se vogliamo veramente essere efficienti, dobbiamo trasformare quante meno volte possibile. Ciò significa produrre localmente ove si consuma ed estrarre la massima energia da ogni processo. Il declino dei consumi elettrici degli ultimi anni è dipeso anche da questo fattore: la produzione distribuita è aumentata e la qualità delle sorgenti di produzione sono migliorate (in primis quella fotovoltaica)
    • Nicolò Rossetto Rispondi
      Caro Sauro, non sono molto sicuro sul tuo ultimo commento. In realtà gli impianti di piccole dimensioni (gen distribuita) sono spesso meno efficienti di quelli grandi. Uno dei loro vantaggi, semmai, è che la corrente deve fare meno strada e ci sono meno perdite di rete (solo sotto certe condizioni peraltro). Ma dato che questa ammontano al 6-8% della richiesta totale di elettricità dalla rete, una riduzione delle perdite non può certo giustificare un calo della domanda di elettricità di circa il 7-8% dal picco del 2006-07.
      • Sauro Rispondi
        Caro Nicolò, la generazione distribuita va divisa fra quella termica e quella "fredda". Quella fredda, per esempio il fotovoltaico, non beneficia dell'effetto di scala: un pannello ha la stessa efficienza di 100000 pannelli. Quella termica invece, ha il vantaggio che quanto piu grande è l'impinato, quanto piu è efficiente. Tutto cio tuttavia, è vero solo se l'impianto lavora a massimo carico. Se una centrale termica funziona a carico parziale, la sua efficienza scende di molto. Gli impianti di piccola taglia distribuiti hanno il vantaggio quindi di: 1) generare secondo l'esigenza locale 2) produrre calore in cogenerazione 3) avere perdere di trasporto vicine allo zero 4) dare la possibilità a piccoli produttori di far parte del mercato dell'energia, oramai totalmente nelle mani di un oligopolio. Mi piace ricordare il famoso Totem FIAT come un esempio di questa generazione distribuita
  2. Giorgio Pezzuto Rispondi
    Sinceramente non ho capito in cosa consista la riforma della struttura tariffaria. Se pero' lo scopo è solo di consumare più corrente in modo da giustificare gli investimenti in nuovi impianti fatti dalla banche, non mi sembra una grande motivazione. Penso che in un paese con economia avanzata (e quindi meno industria pesante) il legame tra consumi elettrici e PIL non sia così proporzionale.
    • Nicolò Rossetto Rispondi
      Beh l'elettricità inquina ancora meno negli usi finali del gas e sotto certe condizioni è più sicura (non esplode). Detto questo mi pare evidente che Assoelettrica si auspichi scelte di policy che facciano tornare a crescere i consumi, magari inducendo comportamenti meno parsimoniosi nel pubblico.