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  1. marcello Rispondi
    Non vorrei sembrare banale, ma mi sembra che il tema sia ampiamente dibattuto in un testo di qualche decina di anni rsono dal titolo Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta. Se la crisi viene affronatta con la riduzione dei salari reali, e gli investimenti si contraggono, cose più che documenetate, nel contesto di una crisi di sovrapproduzione di commodity e materie prime, che determina una riduzione della cerscita dei paesi emergenti, con una ripresa americana che procede per bolle speculative e non per una crescita della produttività dei fattori di produzione, come può un paese come l'Italia pensare di sostituire la domanda inetrna con le esportazioni e rilanciare così la dinamica del PIL? Se come sembra siamo entrati in una stagnazione secolare, forse l'unica possibilità di tornare a crescere a tassi decenti è una decisa politica di spesa pubblica, anche in deficit, o dico una cosa troppo ovvia? O forse qualcuno spera che la Germania che a guugno ha realizzato un surplus commerciale di oltre 24 milairdi sui 25 dell'intera Unione, lasciando all'Italia un attivo di 3,5 milairdi, è approssimando per il terzo anno un attivo del 7% del PIL, quando la Cina ne segna uno del 2%, possa voler spontaneamente cambiare strategia?
    • francesco daveri Rispondi
      La possibilità di intraprendere politiche keynesiane per rilanciare la domanda interna è leggermente complicata dal fatto che stavolta partiamo già con un debito pubblico del 132 per cento del Pil.
      • marcello Rispondi
        E' vero, ma... se cassa depositi e prestiti facesse quello che fa KFW e per esempio emettesse bond garantiti dallo stato, per esempio su un fondo con asset patriimoniali non strategici, con cui finanziare investimenti in reti e innovazione, invece di investire meno del 15% e tenere il 52% in liquidità, se si istituisse una patrimoniale sopra, per esempio, 800mila euro, in Francia sono partiti con 1 milione, comunque e ovunque detenuti, con cui finanaziare l'abolizione dell'IMU su prima casa e si usassero i risparmi di spesa per gli investimenti pubblici e se, come la Francia, si forzasse un po' sul rapporto debfict/PIL qualche punto di PIL di spesa si avrebbe e il moltiplicatore fiscale da solo farebbe il resto e la crescita tornerebbe sui livelli di cui si parla nell'articolo. Per quello che possono valere, le aspettative sull'euro sono di un cambio alla pari con il dollaro entro la fine dell'anno, mentre tutte le altre valute continueranno a svalutarsi, a chi venderemo i beni in cui anche il prezzo conta, come sosterremo la ripresa, con una domanda interna inesistente?
  2. Franco Bianco Rispondi
    Partendo dal Prospetto 1 a pag. 2 del rapporto Istat (http://www.istat.it/it/archivio/166848), il dato del Pil (cosiddetto "concatenato") relativo al IV trimestre 2014 era di 384.223 mln; una crescita annua dello 0,7% (la previsione del Governo) porterebbe questo dato ad assumere, alla fine del 2015, il valore di 386.913 mln (384.223 x 1,007); il confronto con il valore del I trimestre 2014 (385.151 mln) - quello di quando il Governo Renzi si è insediato - mostra che, nella migliore delle ipotesi, in circa due anni di lavoro il Governo Renzi avrebbe ottenuto una crescita di 386.913 / 385.151= + 0,46% (*). NOTA: A titolo di esercitazione, osserviamo che se la crescita del 2015 si limitasse - come peraltro non pochi prevedono - allo 0,5% (invece che lo 0,7), la crescita complessiva dei due anni sarebbe di un microscopico 0,25%!!!! In circa due anni, (22 Febbraio 2014 - Dicembre 2015), ed in una congiuntura generale europea per molti versi favorevole (forse irripetibilmente), questo Governo avrebbe (al condizionale) al suo attivo una striminzita e risibile crescita di meno dello 0,5% (per bene che vada - sennò addirittura dello 0,25%): e che ce ne facciamo (che ce ne faremmo), di una crescita così esigua? Quale conseguenza positiva significativa può mai avere sulla piaga della disoccupazione , su quella della povertà dilagante e via lamentando? No no, i numeri veri dimostrano che questa non è una buona ma una pessima strada, l'Italia così affonda in un gorgo mortale.
  3. Luciano Rispondi
    Uno dei vantaggi (o meglio il maggiore dei vantaggi), della ripresa è l'aumento dell'occupazione e per ottenerlo una volta si diceva che il PIL doveva crescere almeno del 3% all'anno; c'è una stima di tale soglia OGGI?
  4. Luciano Rispondi
    Una volta si diceva che la crescita per causare il tanto agognato e necessario aumento dell'occupazione doveva essere almeno del 3% annuo; sarebbe assai interessante (ma sconfortante?), sapere quale OGGI è stimata necessaria la crescita annua per appunto aumentare l'occupazione.
  5. salvatore Rispondi
    Quante analisi e quante chiacchere! Avete dimenticato quello che disse l'emiro del Qatar a Monti: Troppa corruzione e troppa criminalità organizzata = niente investimenti seri dall'estero e (aggiungo io) dall'Italia. Problemi delle Giustizia? -15 giorni di ferie!!! Falso in Bilancio? Peggiorato. Autoriciclaggio? Ridicolo. Prescrizione? da repubblica delle banane, ecc. E vorreste investimenti in queste condizioni? DA RIDERE:
  6. Giovanni Teofilatto Rispondi
    La necessità di vita dell'uomo è maggiore al ciclo di vita della merce il prodotto di esistenze è sempre maggiore del prodotto netto: insufficienza domanda effettiva.
  7. Antonio Carbone Rispondi
    Come riportato su lavoce.info (Centorrino e altri, giugno 2014) da settembre 2014 il nuovo sistema dei conti europeo prevede, tra l'altro, la contabilizzazione dell'economia illegale (prostituzione, droga, contrabbando) nel calcolo del PIL. Anche se gli autori nell'articolo citato, prevedevano un effetto non molto significativo sui tassi di crescita, più consistente, invece, riguardo ai rapporti deficit/PIL e debito/PIL; oggi che tale sistema pare sia entrato in funzione, mi chiedo quanta parte dell'attuale crescita "zerovirgola" sia legata ad esso e, soprattutto, se i confronti con gli anni precedenti vengono fatti "depurando" i dati dall'effetto delle nuove "voci" contabili. Non sono un esperto di economia ma mi piacerebbe sapere se  qualcuno ha fatto tale verifica.
  8. enzo Rispondi
    Condivido tutto, quindi anche cio' che si dice a proposito dei compiti a casa dell'italia. tuttavia la cosa maggiormente rilevante è che la crescita del pil è diventata insignificante in tutti i paesi industrializzati occidentali ( e anche per gli altri le cose non vanno troppo bene). certo potremo invidiare lo zero vrgola tedesco superiore al nostro ma anni fa sarebbe stato anche quello considerato un disastro, Inoltre come già è stato detto altrove, la crescita non procura benessere e quelli che una volta erano cittadini ed oggi contribuenti/consumatori potrebbero stancarsi di politiche utili a soddisfare solo un moloch. quindi a breve urgono riforme politico-economiche tese a costringere la finanza a tramutarsi in realtà altrimenti l'unica produzione possibile sarà quello di fare carta con altra carta (ma non potrà durare all'infinito) ovvero (oppure anche) quello di gestire le società industrializzate in assenza di crescita
  9. bob Rispondi
    ..il virus tutto italiano della "perdita di memoria" colpisce a 360° . Ripresa, meno tasse, più inflazione, Stato snello bla bla bla con le tabelle, le statistiche e i numeri che si sostituiscono alla realtà. Mi chiedo chi e come è stata Governata l' Italia negli ultimi 30 anni? Mi chiedo se è possibile parlare di ripresa in un Paese che non ha più piani e strategie industriali ( scomparsa la chimica, l'auto, l'elettronica etc). Professore con che cosa la facciamo la ripresa me lo può spiegare senza tabelle o numeri ma con degli esempi pratici? Apriremo altri 5000 "compro oro"? Oppure inseriremo le slot machine nei cortili delle scuole? Assumeremo 50 mila accertatori di sosta?
  10. giovaner arrabbiato Rispondi
    I dati dicono anche che dal 1997 (introduzione dei cambi fissi per l'Euro), la bilancia commerciale tedesca inizia a gonfiarsi, quella dei paesi del Sud Europa (Francia inclusa) crolla. Nessuno ha il coraggio di dire che il problema è l'Euro? Con libere fluttuazioni più la gente compra tedesco, più deve comprare moneta tedesca, più questa si rafforza rendendo i prodotti tedeschi meno competitivi, mentre nel ''Sud'' succederebbe il contrario. Il mercato si autobilancerebbe da solo. Con l'euro continuiamo ad importare tedesco, perchè l'euro ci da l'illusione di potere d'acquisto che non abbiamo e che prima della crisi era finanziato a debito grazie ai tassi di interesse bassi. Letteralmente un suicidio economico che gran parte dell'accademia Italiana e del Sud Europa in generale si rifiuta di ammettere. Vogliamo finalmente puntare all'elephant in the room o continuare con la disonestà intellettuale?
    • Piero Rispondi
      Perfetto. È' proprio ciò che è successo, alcuni economisti avevano annunciato questo misfatto prima dell'entrata dell'euro; i favorevoli all'euro affermavano che gli squilibri si sarebbero correnti da soli, ossia in maniera endogena, ciò non è avvenuto e non poteva avvenire. Oggi raccogliamo solo macerie, abbiamo i danni superiori a quelli di una guerra, la differenza è che dopo la guerra c'è sempre una ripresa, qui invece c'è la morte se la politica non alza la voce e gli economisti sudditi al potere non cominciano ad affermare la verità attuale è quella storica.
  11. Piero Rispondi
    Per avere le riprese di una volta occorre una sana e robusta inflazione; dopo 15 anni di sacrifici con l'euro, l'economia e' arretrata, le riforme, oggi uccideranno gli ultimi spiragli di crescita. Le riforme si faranno, anzi dovranno essere fatte dopo che è stato risolto l'ingente ammontare del debito statale, per il futuro dobbiamo avere uno stato più snello e competitivo che costa meno, quindi si avranno di conseguenza meno tasse.
  12. Michele Rispondi
    "Le tanto osteggiate (e poco comprese) riforme" se fatte male - e la mia opinione è che quelle del governo Renzi sono mediamente pessime - aggravano la situazione: non sono la soluzione, ma il problema.
  13. Piero Rispondi
    Fare le riforme in momento di crisi e' da suicidio; oggi occorre una sana e robusta inflazione, rimetterà tutto a posto, poi naturale che le riforme vanno fatte, lo stato deve arretrare dall'economia, sarà uno stato più leggero e meno costoso, quindi meno tasse. Ma oggi abbiamo bisogno di inflazione, il QE di Draghi dovrebbe portarla; gli effetti si vedranno dopo circa un anno, si dovrebbe arrivare a circa 700 mld di base monetaria aggiuntiva.
  14. Giovanni Teofilatto Rispondi
    La condizione di libera circolazione dei diritti di proprietà finanziaria è singolare di derivazione delle tecniche di produzione in varietà delle condizioni di lavoro. In altre parole lo scambio è moneta distruttrice di crescita aggregata del capitale e del lavoro a svantaggio dei momenti di accumulazione del capitale e della specializzazione del lavoro..