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  1. giancarlo Rispondi
    1- l'occhiello promette approfondimenti che l'articolo non sviluppa. Peccato! 2- Da molti anni circola una riforma che, introdotta recentemente dal governo albanese, produce radicali risparmi della spesa pubblica: la soppressione di tutti i Comuni sotto ai 20.000 abitanti. (come 4 caseggiati di una media città...)
  2. Piero Borla Rispondi
    Concordo sulla notazione che questa riforma si distingue dalle precedenti per la sempre maggiore discrezionalità nella selezione dei dirigenti. Da qualche parte si fanno studi sull'impatto della legislazione; vorrei leggere qualche lavoro che, in rapporto alle riforme che si sono già succedute nel tempo e con riferimento a casi o categorie concrete, si tirino delle conclusioni : - sul conseguimento dei risultati dell'azione amministrativa - sull'andamento dei costi ed oneri a carico degli utenti
  3. enzo Rispondi
    Un'osservazione pr quanto riguarda la digitalizzazione : in italia si sta attuando una forzata digitalizzazione del cittadino/utente sul quale vengono scaricate l'obbligo di competenze informatiche, la conoscenza della contorta legislazione, la responsabilità delle operazioni e della dichiarazioni. si tenta cioè di bypassare l'impiegato statale facendo lavorare al suo posto il cittadino. Due esempi: negli usa la s.s. invia ai pensionati un cartoncino dove a caratteri cubitali sono inserite 4 domande a cui rispondere con una croce e poi si reinvia lo stesso documento al mittente. ciò non significa che il sistema americano non sia digitalizzato, significa che non si pretende dal pensionato di far finta di capire la missiva e poi rivolgersi al solito caf o consulente , tutor non tanto del cittadino quanto della pubblica amministrazione. secondo esempio: il 730 il cittadino ha laresponsabilità di conoscere le normative fiscali italiane, si assume la responsabilità di quanto dichiara egli stesso e quanto dichiara l'agenzia delle entrate. In altri termini siamo difronte ad una scorciatoia per evitare di affrontare il problema della legislazione italiana, dell'organizzazione della pubblica amministrazione, della selezione e formazione del personale : tutte cose molto più scomode e difficili da realizzare , molto più semplice scaricare tutto sul cittadino
  4. dario Rispondi
    Qualunque legge sulla pubblica amministazione fallirà se non si affronta il vero problema, la vera e reale licenziabilità dei numerosissimi fannulloni della pubblica amministrazione. E' evidente che senza la possibilità reale di licenziare esisteranno sempre mille modi per lavorare poco e male e anche i più onesti tendono ad allinearsi ai pelandroni. Un altro grave problema è la reale impossibilità di licenziare il personale in sovranumero, questo blocca tutte le importanti azioni per finire le emergenze. A volte bisogna assumere molte persone per risolvere emergenze varie, ma non si può perchè finita l'emergenza bisogna tenersi migliaia di persone che non servono più e allora si sceglie di non assumere e quindi di non risolvere mai i problemi.
    • etabeta Rispondi
      Rispondo a lei nella speranza leggano in molti, anche a costo di essere il bersaglio di alcuni improperi. A mio avviso, licenziare dei dipendenti pubblici significherebbe condannare (a spese della collettività?) una categoria di persone che, purtroppo non avrebbero più alcuna possibilità di inserimento lavorativo: chi vorrebbe mai assumere un "lavativo"? In più aggiungo: con quale criterio dovrebbero essere licenziati? Dovrebbe forse decidere il dirigente (magari più fannullone dell'impiegato/operaio)? E poi: il termine "fannullone" che significa? Ad esempio, un bidello alle scuole che legge un giornale se non ha altri compiti? La centralinista che lavora a maglia tra una telefonata e l'altra? E ancora: c'è chi parla di dare una serie di compiti/mansioni a personale esterno... quest'ultima trovata è la più geniale! Ammesso che la gara/appalto sia regolare (e già qui...) resta il fatto che la persona che svolgerà tale compito TEORICAMENTE dovrebbe costare alla stazione appaltante un prezzo pari alla retribuzione del dipendente, maggiorata di uno spread quale guadagno che l'azienda appaltatrice ottiene. Delle due l'una: o la ditta che fornisce il servizio lavora in perdita o il dipendente è sottopagato...
      • dean Rispondi
        condivido in pieno. E aggiungo; molti dipendenti pubblici sono spesso obbligati da norme medioevali a fare cose inutili, spesso anche in maniera macchinosa. Ebbene una seria riforma della P.A., che non sia cioè un mero spot elettorale (ve lo ricordate quel Ministro che bruciava leggi e decreti ?) non può prescindere da una ricognizione di norme e procedimenti. Altrimenti continueremo ad avere lavoratori pubblici sottoimpiegati (e fatti passare per fannulloni) ed altri stressati (spesso, credetemi, anche peggio che nel settore privato). Del resto non è mai l'impiegato a difendere l'utilità del suo ufficio (tanto, se lo spostano, qualcuno lo stipendio glielo paga ugualmente) ma piuttosto il dirigente, che corre il rischio di trovarsi spiazzato, senza potere. Gorbaciov fu silurato dai vertici della burocrazia post-sovietica,
  5. Paolo Rispondi
    Quello di spacciare leggine per riforme è uno sport praticato da tutti i governi, in cui quello attuale eccelle a livelli record. Stavolta effettivamente la riforma e' epocale, in quanto rende l'amministrazione totalmente succube alla politica. Il modello nordcoreano di concezione del dirigente (spesso fino ad oggi unica difesa del cittadino, nonostante i casi criminali noti alla cronaca), prono ai voleri dei manovratori salvo rimetterci il posto, non potrà che provocare aumento dei costi, aumento destinato ovviamente a venire sottratto alle procedure di gara per finire nelle tasche degli amici (nello stesso quadro si inserisce la riduzione delle stazioni appaltanti: Gare sempre più grosse, sempre più ostaggio del cartello dei grandi operatori, giacché le gare piccole aggiudicate equamente non generano "riconoscenza")
    • rosario nicoletti Rispondi
      Sono completamente d'accordo con Paolo. Poi, non mi è chiaro il motivo per il quale non si possono licenziare i dipendenti pubblici. Si sono persi milioni di posti di lavoro - tutti nel settore privato - e non si capisce che "alleggerendo" il settore pubblico, si potrebbe anche iniziare una razionalizzazione del suo funzionamento. Ma siamo alle solite: basta far finta di riformare.