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  1. stefano delbene Rispondi
    Sarebbe certamente auspicabile un incremento del trasporto pubblico (intendendo con questo termine non la proprietà ma l'uso del mezzo) su gomma, anche per le peculiarità della dstribuzione e quindi della mobilità della popolazione italiana, che spesso non trova nel trasporto su ferro una risposta adeguata. Mi chiedo però se il boom verificatosi negli altri paesi non sia dovuto, più che alla liberalizzazione, al contemporaneo forte aumento del numero di persone a basso o bassissimo reddito (leggi immigrati). Negli USA il mitico sistema dei Greyhound (ed anche in UK, per quel che è la mi esperienza di studente, la National Express) ha rappresentato, più della ferrovia, la risposta al bisogno di mobilità dei ceti a basso reddito.
  2. Fabio Rispondi
    Mi permetto di sottolineare che in realtà, in Italia, il trasporto di viaggiatori su gomma è tutt'altro che maturo. La principale colpa di ciò è la normativa esistente che si ostina a considerare un settore a prevalente carattere nazionale/internazionale come prerogativa legislativa della Regioni. Ciò causa una incredibile disparità di regole all'interno del territorio nazionale con un preoccupante fenomeno di migrazione delle imprese verso le Regioni ove si ritiene ci siano norme più favorevoli. Inoltre, se si considera che il Ministero dei trasporti gestisce già da anni il registro elettronico nazionale (così come previsto dalle normative europee), che di per sé sarebbe sufficiente alla gestione del settore, si può comprendere quali ampi margini di sburocratizzazione e sviluppo del settore sia ancora possibile. Fabio