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  1. Marco Ventoruzzo Rispondi
    Puo' interessare: http://www.repubblica.it/economia/2015/09/18/news/donne_hedge_fund-123140909/?ref=HRLV-4
  2. Andrea Rispondi
    Articolo basato sull'ideologia femminista; nella realtà è falso che le donne vengano pagate di meno a parità di lavoro, mentre è vero che gli uomini sono il 93% dei morti sul lavoro.
  3. Savino Rispondi
    L'unica quota che finora ha prevalso nel mondo del lavoro è quella dei soliti raccomandati (fra i laureati, ma, di recente, perfino nei lavori non specializzati). Colpa dei criteri di selezione e colpa della leggerezza e delle incapacità dei selezionatori di risorse umane. Le donne, in tutto questo, sono le più penalizzate tra i penalizzati, come elevato handicap lo hanno i più giovani. Tutto questo è assai rischioso per l'economia e assai pericoloso per i parametri del vivere civile. I selezionatori di risorse umane sono pregati di fare le persone serie e rigorose, perchè hanno un ruolo fondamentale nella nostra società e non possiamo permetterci di restare nel pantano della crisi anche a causa delle loro scelte sbagliate e/o in mala fede.
  4. Marco Trento Rispondi
    Non vi è nessuna solida evidenza empirica che le quote rosa portino vantaggi alle aziende e alla società, e quello che si nota nelle università, dove in molti paesi le quote sono purtroppo la regola, è che esse generano abbassamento della qualità. Ci sono posti dati a incompetenti solo perché sono donne. Solo il merito deve valere, in ogni settore. Ma l'agguerrita lobby femminista, ispirandosi a una ideologia sessantottina vetero-marxista che pretende eguaglianza di risultati (invece che di opportunità), impone il politicamente corretto e le quote rosa, ci costringe perfino a cambiare il linguaggio perché, secondo loro, veicola stereotipi. La verità è che le femministe non lottano contro gli stereotipi: semplicemente ne introducono di nuovi, per esempio la donna vittima di complotti, la donna indipendente, brava ma discriminata, la donna che "non deve chiedere mai", quella che lotta contro (presunte) ataviche discriminazioni. Fantasie. Nelle aziende e all'università si premi il merito e basta; perché un'azienda dovrebbe preferire un maschio mediocre a una donna brillante? Perderebbe profitti. Alla lobby femminista interessa generare rendite di posizione, privilegi, cricche di potere per perpetuare se stessa. E già si vedono all'orizzonte nuove lobby che battono cassa, a iniziare dagli omosessuali e minoranze religiose. E così via. E allora perché non le quote per i bruttini? È un fatto che statisticamente i belli guadagnano di più. A quando le quote "Bridget Jones"?
    • Marco Ventoruzzo Rispondi
      Gentile Signor Trento, La ringrazio delle Sue osservazioni. Sebbene non condivida quello che scrive, le opinioni su questo tema possono certo divergere, anche se sarebbe preferibile su basi più solide. Mi chiedo però quali dati abbia per affermare che le quote abbassano la qualità di università (dove peraltro in genere non sono previste) e aziende. Alcune ricerche (http://www.academia.edu/5172918/Gender_Quotas_and_the_Quality_of_Politicians) indicano che in politica è vero il contrario, e non ho ragioni per pensare che sia diverso nell'accademia o negli affari; ed è contraddetto dall'esperienza quotidiana di chi opera in questi settori, me compreso, in cui la presenza femminile è sicuro elemento di ricchezza ed eccellenza. Se poi mi consente una battuta, è curioso che pensando a un esempio di discriminazione dei "bruttini", come scrive, Le venga in mente proprio Bridget Jones, una donna, forse involontariamente riconoscendo le difficoltà di una donna non particolarmente attraente. E' vero che molti studi suggeriscono che i "belli" hanno un premio economico sul lavoro (Hamermesh), ma è interessante che almeno secondo alcune serie ricerche questo premio - o penalizzazione - sia in diversi casi più alto per donne belle - o brutte - che per gli uomini. Non sono questi indici di distorsione nella valutazione delle qualità sostanziali e professionali, in un mondo ancora prevalentemente maschile, che meriterebbero di essere superati?
      • Savino Rispondi
        Nelle Università la distorsione del merito è totale. Il merito, negli Atenei, lo fate proprio a pezzettini.
      • Marco Trento Rispondi
        Ci sono diversi paper a riguardo qui si mostra che le quote rosa incidono negativamente sui profitti: http://scholar.harvard.edu/files/rpande/files/gender_quotas_-_april_2011.pdf Qui emerge che le quote servono a poco in generale: https://www.utexas.edu/cola/_files/jd25763/norway_boards_5_2014.pdf Insomma, le quote rosa sono contrarie alla meritocrazia; esse sono solo il tentativo della lobby femminista di estrarre rendite di posizione nelle aziende, in politica e nell'università. Non è giusto che una donna incompetente abbia un lavoro solo perché è donna.