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  1. giorgio Rispondi
    La proposta contenuta nell'articolo mi pare macchinosa, poco efficiente e comunque costosa. Per i Comuni basterebbe tornare ai segretari comunali di un tempo, funzionari del ministero degli Interni. Per le Regioni, riattivare le Commissioni di controllo sugli atti che un tempo esistevano presso i Commissariati di governo. In generale penso tuttavia che la corruzione non si combatte con i piani, i funzionari preposti, etc., bensì responsabilizzando ogni dipendente pubblico, in particolare dirigenti e funzionari, per ciascuno dei quali il rispetto delle norme deve essere una regola la cui violazione va sanzionata pesantemente. Il resto serve a poco..
  2. Antonio Petrina Rispondi
    la prevenzione dell'anticorruzione di cui alla L 190 (20'12 è materia non di codice penale ,ma di formazione e turnazione dei dirigenti che per roma,in base alla delibera n 13/2015 di Roma capitale l'Anac ha approvato il piano perdipsoto dal segretario , nonostante il parere contrario dei sindacati dei vigili per la turnazione .il codice penale è altro e non spetta ai funzionari farlo applicare ma ai giudici.
  3. Sergio Rispondi
    Ma non diciamo castronerie per combattere al corruzione esiste solo un modo:Volerlo e dando mandato, strumenti e competenze per farlo alle Forze di Polizia tutto il resto fa parte di un "depistaggio" ben preordinato per non arrivare a nulla. Affidare il contrasto alla corruzione a singoli segretari o "Commisione" aumenta solo il prezzo della corruzione, per questo anche le Forze dell'Ordine dovrebbero avvicendare l'incarico frequentemente.
  4. Michele Giardino Rispondi
    Aveva un senso la dipendenza dei Segretari Comunali dal Mininterni, superata a suo tempo in nome di un decentramento superficiale e raffazzonato che ha dato i noti risultati, più allarmanti che deludenti. Tornare a quel passato, ovviamente aggiornandolo, non sembra peggio che moltiplicare uffici e funzioni già abbastanza confuse e sovrapposte. Ma a parte ciò, poiché la corruzione si alimenta di prezzi gonfiati e violazioni di contratti, sembrerebbe ancora più utile puntare su severe verifiche dei lavori e attività appaltate, ma oltre che a priori, anche a posteriori,insomma "a cose fatte". Due bravi geometri in più, cento buche per strada in meno; e margini assai meno appetitosi per imprese abili nel trovare contratti sapendo già che nessuno ne verificherà seriamente l'esito, e dunque andrà bene qualunque ribasso sul prezzo base, e ci sarà spazio per qualunque bustarella.
  5. Emanuele Rispondi
    Patrizio il meccanismo del sorteggio non basta, scattano sempre forme di commistione inevitabili (siamo umani). Ciao Luigi, indubbiamente è una soluzione che reciderebbe alla radice il nodo più problematico, l'indipendenza del sistema di controllo. Sarebbe anche una risposta organizzativa adeguata rispetto ai carichi di lavoro dell'ANAC, la quale dovrà comunque far fronte alle nuove competenze che le sono state affidate. Semplice e senza dubbio molto efficace, anche considerando che una eventuale obiezione sull'incremento di costi non sussisterebbe. Andrebbe ben articolata nelle modalità di coordinamento tra enti interessati dalla misura con la specificazione dei ruoli e responsabilità, poi presentata, visto l'attuale ritorno in agenda di una revisione della legge Severino.
  6. Virginio Zaffaroni Rispondi
    Ho chiarissimo per esperienza diretta che attualmente il segretario comunale non è assolutamente soggetto terzo ed autonomo dalla Giunta. Quello fra giunta/sindaco e segretario è spesso un intreccio dove si è reciprocamente "catturati", a scapito di trasparenza, indipendenza, utilità per i cittadini...e per il comune. Un tempo, almeno per i controlli formali (che spesso avevano risvolti sostanziali), esistevano i Comitati Regionali di Controllo, enti esterni al Comune che, seppure inquinati dalla politica e dai partiti, una funzione di filtro e rigetto la svolgevano. Ora il Segretario è nello stesso tempo consulente, verbalizzatore e controllore, con buona pace della distinzione dei ruoli. E, senza offesa per la categoria (ma se ritengono si offendano pure) il loro livello medio di consulenza e comprensione delle questioni è del tutto scadente, al di sotto dell'aura di sacralità che li circonda.
    • Giovanni Secco Suardo Rispondi
      Proprio così. Aggiungo che un tempo il Segretario Comunale dipendeva dal Ministero degli Interni. Oggi invece il suo destino dipende dal gradimento del suo sindaco che può essere onesto o meno. Conosco il caso di un segretario che ha firmato chiudendo un occhio anzi due su trasferte gonfiate e infattibili.
    • Davide Rispondi
      Concordo. Se ricordo bene l'abolizione dei controlli del CoReCo viene ancora vantata come una norma di efficienza amministrativa...
  7. patrizio Rispondi
    La revoca del segretario non è un passaggio facilissimo. Si deve dimostrare l'inadempienza dei doveri di ufficio. La precarizzazione c'è ma basterebbe introdurre meccanismi di sorteggio dall'albo come per i revisori in quasi tutta italia.
    • Marco Redaelli Rispondi
      Uno Stato perfetto non esiste e non esisterà mai, ma oggi la prevenzione della corruzione non esiste: i segretari comunali sono "scelti dai sindaci" sbarazzarsene non è così difficile come sembrerebbe. In ogni caso il Segretario intransigente lo vuole nessuno e la massimo può sperare di lavorare fino alla scadenza del sindaco che l'ha nominato. Segretari Comunali a parte, la presuppone un approccio diversificato: controlli esterni effettivi, indipendenti ed efficienti. Norme processual penalistiche che consentano processi più rapidi. Maggiori poteri all'autorità inquirente. La risposta dello Stato italiano è sempre la stessa: la redazione di piani, cioè atti formali, adempimenti, burocrazia; l'individuazione di un capro espiatorio (il responsabile della prevenzione della corruzione); la palese volontà di non colpire realmente il fenomeno, soprattutto nella sua componente politica. Vista dal punto di vista del funzionario il meccanismo è paradossale: la politica crea le regole; il funzionario cerca di pretenderne il rispetto; sempre la politica cerca di violare quelle stesse regole; se il funzionario cerca di impedirlo è un burocrate da mettere alla gogna.