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  1. Mario Sebastiani Rispondi
    Naturalmente hanno ragione Ponti e Ragazzi che non si può parlare di concessioni senza trasferimento di rischio (di mercato o industriale o di entrambi) in capo ai concessionari. La questione può sembrare solo formale quando concedente e concessionario sono lo stesso soggetto ma le cose cambiano quando quest’ultimo diventa privato, in tutto o in parte, come dovrebbe verificarsi per le Ferrovie dello Stato. D’altra parte l’obiettivo di assicurare l’equilibrio economico dei concessionari ha “rango” comunitario, nelle ferrovie così come in ogni altre settore di interesse generale. Questo però non significa necessariamente il ripianamento a piè di lista delle eventuali perdite (versus la privatizzazione degli utili): non lo prevede né la direttiva comunitaria né la norma di recepimento se, come si sembra debba essere, la previsione che il pedaggio tenga conto dell’equilibrio economico del gestore della rete va intesa in termini ex ante, come si addice alla regolazione: un pedaggio coerente con le previsioni di costo al netto dei contributi pubblici e di obiettivi di efficientamento e di qualità. Accollando al gestore eventuali scostamenti fra le previsioni e i risultati su cui questi può esercitare un ragionevole controllo.