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  1. andrea lorenzo capussela Rispondi
    domanda all'autore: l'articolo dice che è sensato punire solo le valutazioni consapevolmente scorrette: ma non era già così? ossia, sbaglio a pensare che la legge puniva solo il falso consapevole, e non anche l'errore innocente?
    • IC Rispondi
      Ma a chi spetta l'onere della prova? Spesso il PM invece che provare le motivazioni fraudolente chiede all'indagato di dimostrare l'assenza di tali motivazioni.
  2. Elio Iannuzzi Rispondi
    Elio Iannuzzi Analisi corretta e rigorosa fatta da persona qualificata che conosce la materia di cui discute. Cioe' che sa che i valori espressi in bilancio rappresentano sempre un equilibrio tra una contabilità di quantità certe e una contabilità di.quantità aleatorie, comunque assoggettate a valutazioni razionali. Diverso discorso concerne le valutazioni dolose e/o fraudolente, queste non rientrano nei retti propositi e nella presupposta onestà propri della moderna economia d'impresa, ma riguardano profili penali e sanzioni amministrative.,
  3. AM Rispondi
    Il bilancio è l'agglomerato di migliaia quando non di milioni di dati. In parte si tratta di valori certi, che tuttavia potrebbero non corrispondere alla realtà a seguito di errori umani, di disfunzioni della tecnologia informatica e di deliberate falsificazioni, non necessariamente operate ai vertici. Disconrso diverso è quello dei dati stimati che, come giustamente afferma l'autore, sono spesso prevalenti. In questo caso è importante la componente soggettiva. A distanza di tempo, a seguito di impreviste mutazioni nei mercati, anche stime prudenziali potrebbero rivelarsi sbagliate. In conclusione di fronte ad una posizione aggressiva di un perito o di un magistrato a distanza di tempo nessun bilancio è inattaccabile. Il reato dipende quindi essenzialmente dalla malafede di chi ha fatto il bilancio, malafede che deve essere ovviamente provata. Importgante è la regola di precisare i criteri adottati nelle valutazioni che se risultano omogenei e scrupolosamente applicati servono a scagionare a distanza di tempo i valutatori.
  4. Virginio Rispondi
    Articolo illuminante.
  5. Massimo Biondi Rispondi
    Potrebbe forse essere reso più definito e stringente l'obbligo di dettagliare esaurientemente nella relazione i criteri di valorizzazione delle poste in bilancio? Limitare la discrezionalità, insomma, per quanto possibile e nel contempo aumentare la responsabilità di chi il bilancio lo sottoscrive. I criteri, se ben dettagliati, potranno sempre essere contestati dagli aventi causa