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È tutto politico il no ai profughi di quattro governatori

Lombardia, Veneto, Liguria e Valle d’Aosta hanno ragione di lamentare un sovraccarico di richiedenti asilo? I dati dicono che il sistema di accoglienza è semmai squilibrato verso Sud. Sommare rifugiati e migranti non è corretto, ma in ogni caso anche l’immigrazione è in calo.

Chi accoglie i rifugiati
La presa di posizione sui profughi del presidente della Lombardia, seguito dai colleghi del Veneto, della Liguria e della Valle d’Aosta, apre una questione delicata: è vero che l’integrazione delle persone è sempre locale, ma diritti difesi dalla Costituzione (articolo 10), nonché dall’Onu e dalle convenzioni internazionali, possono essere messi in discussione da un presidente di regione o addirittura da uno o più sindaci? L’immagine internazionale dell’Italia può dipendere dalle deliberazioni di alcune autorità locali? Per questo, una materia già di per sé sensibile come quella dell’asilo è di pertinenza del governo centrale, ma le resistenze locali tendono a farne un terreno incerto e conteso.
Per cercare di apportare qualche elemento di chiarezza, proverò a rispondere ad alcune domande.
La prima: Lombardia, Veneto, Liguria e Valle d’Aosta hanno ragione di lamentare un sovraccarico di richiedenti asilo? Secondo i dati elaborati dalla redazione de lavoce.info, non parrebbe: la Lombardia ospita nei centri di accoglienza (o in altre strutture temporanee) 60 profughi ogni 100 mila abitanti, il Veneto 50, la Liguria 80, la Valle d’Aosta 50. Fanno molto di più le regioni del Sud: la Sicilia, prima in valore assoluto, ha nei centri di accoglienza 270 profughi ogni 100 mila abitanti, la Calabria 240, il Lazio 140.
Il sistema di accoglienza è squilibrato verso Sud e questo non è un bene, per diverse ragioni. Ne cito una: i profughi che otterranno una qualche forma di asilo (in media, circa la metà), molto probabilmente si sposteranno verso Nord in cerca di lavoro, e l’impegno d’integrazione locale dovrà ricominciare praticamente da capo.
I costi per le comunità locali
Seconda domanda: l’accoglienza è un costo per le comunità locali? In linea di massima, no. Anzi, l’ospitalità agli immigrati porta risorse (i 35 euro al giorno pro capite per i gestori delle strutture). Questo pur modesto tesoretto si traduce in posti di lavoro per operatori locali, acquisto di derrate alimentari, abiti, generi di consumo. Per chi gestisce coscienziosamente l’accoglienza, non restano molti margini, ma intanto un po’ di circolazione di risorse si produce.
È senz’altro opportuno coinvolgere i richiedenti asilo in attività socialmente utili: per incrementare le opportunità di socializzazione e integrazione sul territorio, per occupare il tempo in attesa della risposta alla domanda di asilo, per accrescere l’accettazione sociale.
Ma non è vero che i richiedenti asilo siano in debito con le comunità locali, è più vero il contrario.
Terzo: i rifugiati rimangono sul territorio, intasando le strutture e invadendo le città? A parte quanto già spiegato in altri articoli (l’86 per cento dei rifugiati è accolto nei paesi in via di sviluppo), la maggior parte di loro transita e cerca di oltrepassare le Alpi. Dei 170 mila sbarcati nel 2014 soltanto 7 mila hanno chiesto asilo in Italia. Per esempio a Milano, su circa 60 mila profughi transitati negli ultimi due anni, ne sono rimasti 200.
Immigrazione in calo
Quarto: è giusto sommare immigrati e rifugiati? L’immigrazione è aumentata per effetto degli sbarchi? Migranti in cerca di lavoro e richiedenti asilo possono in parte sovrapporsi, ma è importante tenere distinte le due categorie: i secondi hanno diritto a vedere esaminata la propria istanza e se riconosciuti come bisognosi di protezione, in un paese democratico, vanno accolti. Questo oggi è pressoché automatico nel caso di siriani, eritrei e somali, a motivo dei contesti di guerra e repressione da cui cercano scampo.
Nonostante la visibilità e i drammi degli sbarchi, va ricordato che i nuovi ingressi di immigrati sono diminuiti negli ultimi anni, a motivo della crisi economica: nel 2013 sono stati 307 mila, 43 mila in meno rispetto al 2012. Restano tuttavia più numerosi degli sbarcati, anche al lordo dei transiti verso altri paesi.
I motivi del rifiuto sono dunque essenzialmente politici. Stupisce un po’ che i maggiori organi d’informazione li raccolgano con enfasi, con titoli in prima pagina come “Il Nord dice basta”.
Da questo punto di vista, l’offensiva del solstizio di Roberto Maroni ha senza dubbio già segnato un punto.

Leggi anche:  Nel dopo-pandemia rischio marginalità per gli immigrati

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16 commenti

  1. Roberto Orsi

    Quello che sta accadendo in Italia è di un’assurdità tale che mai nei miei peggiori incubi avrei immaginato si potesse arrivare all’idea di “svuotare l’Africa” dei suoi abitanti facendoli traghettare in Europa dalla Marina Militare in collaborazione con i trafficanti criminali, e con la vasta complicità di dirigenti politici, militari, dei media e della Chiesa, nella più grande operazione di immigrazione illegale mai architettata. Chi arriva non viene nemmeno identificato. Ora ne arrivano anche 3-4mila al giorno. Cosa accadrà quando saranno 20-30mila al giorno? Cosa accadrà tra 5 o 10 anni? Com’è possibile che nessuno veda i problemi legati alla sicurezza, le implicazione politiche di un paese in piena implosione demografica che apre le porte a popoli ben più aggressivi e dinamici? Possibile che in Italia non sia rimasto nessuno con una minima capacità di analisi strategica?

    • Massimo Gandini

      Gentile sig. Roberto, l’autore dell’articolo è uno dei terzomondisti nostrani che si spende (e anche molto) perchè l’invasione da lei ipotizzata si realizzi nei fatti. E’ ovvio che la decisione dei governatori del nord è solamente politica, una voce di testimonianza contro il delirante andazzo attuale. Quello che avvenne all’impero romano a adrianopoli il 9 agosto del 378 con gli immigrati goti è destinato a ripetersi tra non molto qui in italia, sicuramente in termini diversi ma , nella sostanza , con eguali effetti

    • Piero Fornoni

      L’Italia e’ uno dei paesi piu’ vecchi del mondo, piu’ del 33% ha almeno 55 anni (55-64 anni 12.4% e 65 anni ed oltre circa il 21%) con una natalità 8.84 nascite/1,000 abitanti (2014 est.) , con una mortalità di 10.1 decessi/1,000 abitanti (2014 est.) , una fertilità 1.42 children born/woman (2014 est.) , una immigrazione netta del 4.29 immigrati/1,000 abitanti (2014 est.) e con tutta questa immigrazione la popolazione sta crescendo del 0.3% all’anno (2014 est.).
      Non sono un demografo, ma a me sembra che la popolazione italiana diminuirebbe se non ci fosse l’immigrazione.
      Senza ricordare del dovere di solidarietà per la gente che fugge dai genocidi , dalla fame e dalle dittature.
      Oggi vivo in Canada e quando dico che sono italiano scopro che parecchi sono arrivati in “occidente” passando per l’Italia.
      La mia domanda è perché questi immigrati che oggi occupano buone posizioni in Canada e sono una ricchezza per il paese non sono rimasti in Italia?
      E’ nell’interesse economico , sociale e culturale dell’Italia lasciarsi “rubare” questi giovani talenti ?

  2. mauro

    scusatemi ma dire che ci sono 50 profughi per molte migliaia di abitanti vuol dire analizzare i dati in modo curioso. Il numero non è quello di chi è ospitato in strutture di transito ma di quelli che da tali strutture fuggono e si disperdono (90%). O lei vive in una magione della brianza o forse non vede che i numeri parlano di 10% della popolazione arrivata qui in modo non autorizzato. Le altre nazioni hanno detto giustamente che si prenderanno alcuni e solo i veri profughi (inferiori al 5% di arrivi). Schengen di fatto è stata bloccata. Quindi … Profughi da guerre? I numeri sono chiari: Africa equatoriale, Egitto, Tunisia, …, per non parlare dello scandalo dei cinesi entrati per expo e subito “scomparsi” .

  3. Francesco Piras

    Gentile autore ho letto il suo interessante articolo. Tuttavia credo che la domanda iniziale sia sbagliata. Non dobbiamo chiederci “c’è ancora posto?” ma dobbiamo chiederci “è questa la soluzione più giusta?”. Ho vissuto come emigrato per 10 anni lontano dalla mia città e le posso assicurare che nessuno lascerebbe la propria terra se solo trovasse le minime soluzioni per restare. Bene, pensiamo di risolvere il problema di uno dei più popolosi continenti del mondo accogliendo tutti in Europa per garantire loro una falsa integrazione? Vogliamo continuare a far finta che la soluzione dei conflitti in quei paesi dipenda solo dalle potenze occidentali? L’opinione pubblica dovrebbe iniziare a pretendere che conflitti di natura puramente europa vengano definitivamente risolti e gli stati africani pacificati attraverso politiche non predatorie e di stampo neo coloniale. Credo quindi che ci si trovi davanti ad un atteggiamento bipolare che riscia di portare presto all’implosione. Da una parte si alimenta e si fa in modo che l’instabilità di quell’area aumenti o comunque non diminuisca e dall’altra si accetta l’immigrazione di massa da un continente come un fatto ineludibile riducendosi a chiedersi se c’è o meno il posto per loro! Spero qualcuno possa spiegare perchè i nigeriani scappano da uno stato tra i più ricchi di risorse e petrolio. Spero si arrivi a capire se la politica perseguita dall’ENI in Libia abbia favorito l’instabilità dell’area. Ecco le domande giuste.

  4. bob

    “…l’accoglienza è un costo per le comunità locali? In linea di massima, no. Anzi, l’ospitalità agli immigrati porta risorse…”. Mi perdoni come fa ad affrontare un discorso così delicato e di politica assolutamente internazionale con una simile affermazione! A parte l’ uscita leghista, che qualsiasi persona di minima intelligenza e con un briciolo di buonsenso, capisce l’enorme idiozia simile al Clan che la esprime, ma senza avere più un politco di spessore internazionale dove crediamo di andare. La Lega è la rappresentazione esatta dello spessore culurale di una parte di questo Pease: cioè nullo! Non solo l’uscita di questi dementi non sortirà assolutamente nulla, ma causerà un danno in termini di rapporti europei inimmaginabili, ponendoci e relegandoci (oltre quello che già siamo) all’ultimo posto. La follia di una “bufala federalista” porta a questo scempio di un Paese dove i bidelli sono diventati professori e dove la società civile, attiva e propositiva ( oltre il 60%) è relegata in un angolo da questi ” masanielli”

  5. Accoglienza senza limiti? L’articolo sostiene tesi assurde, per varie ragioni. L’affermazione “…Lombardia, Veneto, Liguria e Valle d’Aosta hanno ragione di lamentare un sovraccarico di richiedenti asilo? Secondo i dati elaborati dalla redazione de lavoce.info, non parrebbe: la Lombardia ospita nei centri di accoglienza (o in altre strutture temporanee) 60 profughi ogni 100 mila abitanti, il Veneto 50, la Liguria 80, la Valle d’Aosta 50. Fanno molto di più le regioni del Sud… “ non tiene conto di quanti stranieri sono già stati integrati negli anni nelle regioni del nord. Fra Lombardia e Veneto mi pare siano stati circa un milione! Quanti ne sono stati integrati nel sud?
    Altro punto “…diritti difesi dalla Costituzione (articolo 10), nonché dall’Onu e dalle convenzioni internazionali…” ma L’Onu e le Istituzioni Internazionali cosa stanno facendo per aiutare l’Italia?
    Se nessuno vuole aiutare l’Italia dobbiamo continuare a fare tutto da soli? E con quali limiti? Ci dovremo fermare quando? 500 mila? 800 mila? 2 milioni? O l’Europa o l’Onu si faranno carico della situazione oppure l’Italia esploderà! Chi vuole arrivare a questo?
    Altro punto “…Anzi, l’ospitalità agli immigrati porta risorse (i 35 euro al giorno pro capite per i gestori delle strutture)…”. Infatti le cronache su Mafia Roma spiegano bene quanto e come ci guadagnano i gestori…! Altro che vantaggi per le comunità locali!

    • Massimo

      Lasci perdere : certi articolisti non capiranno mai.
      Comunque se regalare 35 euro ad ogni profugo non danneggia l’ Economia come afferma intelligentemente l’ Autore , io mi domando :
      – Perché lo Stato non li spende anche per me ?
      – Come mai in questo Sito si parla sempre di sprechi dello Stato ?
      Per me Maroni ha perfettamente ragione.
      Quanti ne possiamo accogliere ????
      Tutti non è possibile.
      Comunque Buzzi ringrazia l’ Autore.

      • Massimo Gandini

        Purtroppo l’autore dell’articolo ci ha abituato a affermazioni che forse non sarebbero plausibili neppure se pronunciate dalla ineffabile Boldrini tanto sono incredibili , è sufficiente leggere quanto si trova in archivio nella Voce. L’iimigrazione è diventato uno dei punti salienti della politica italiana (è sufficiente considerare la situazione della stazione di milano) ma per ora si è deciso di ignorare il problema

  6. Arduino Coltai

    La questione è: possiamo continuare ad “accogliere” gente all’infinito? Le prefetture fanno già fatica a trovare posto per coloro che stanno arrivando, cosa accadrà in futuro? E’ corretto questo modo di affrontare la situazione? Davvero qualcuno se la sente di favorire l’economia aumentando i posti di lavoro lucrando sul fenomeno migratorio, come scrive Ambrosini (basandosi sui soldi che arrivano pilatescamente dall’UE)? A me sembra che si sia persa la capacità di ragionare con un minimo di logica: per accogliere un numero indefinitamente crescente di persone occorrono risorse continuamente crescenti (dove li mettiamo? Che gli facciamo fare?). Le abbiamo? Questa è matematica spicciola, non c’entra nulla con l’ideologia. E allora cosa fare? E qui un’altra domanda: dimentichiamoci di essere l’Italia. C’è forse qualcuno che pensa che paesi come il Regno Unito o la Francia, al nostro posto, affronterebbero il fenomeno così come stiamo facendo noi? Abbiamo una forza armata, che ci costa un sacco di soldi e che, più che fare la crocerossina dovrebbe difendere i confini del paese. Perchè, fintantochè ONU ed UE non si pronunciano, non la impieghiamo pattugliando le coste libiche al fine di impedire le partenze? E perchè parallelamente non cominciamo a fare opera di propaganda urbi et orbi dicendo che in Italia non si arriva più? Non sarebbe questo in tempi relativamente brevi, un deterrente ai viaggi, evitando anche le ecatombi nel canale di Sicilia?

  7. Piero

    La verità è che il nostro governo,come gli altri precedenti, hanno sempre eluso l’argomento sperando in non so che cosa.
    Una cosa è certa. L’Italia conta sempre meno e ce lo meritiamo.

  8. IC

    Sicuramente le posizioni assunte da alcuni governatori delle regioni del Nord sono state ispirate dal desiderio di raccogliere consensi, preziosi anche a fini elettorali. Non dobbiamo tuttavia cadere nell’errore di confondere una posizione politica strumentale con il gravissimo problema che sta a monte, ossia il flusso migratorio incontrollato e crescente proveniente in primis dall’Africa. Sinora è mancata una politica del governo italiano per disincentivare questa migrazione, anzi con la nota operazione MARE NOSTRUM questo flusso è stato incentivato con grande soddisfazione dei trafficanti di uomini.

  9. AM

    L’Autore ha senza dubbio ragione quando afferma che l’economia locale attraverso coop e indotto ne trae un beneficio. Ma il medesimo beneficio potrebbe essere il risultato di politiche di intervento a favore di poveri italiani (disoccupati, disabili, ecc). Pensiamo anche al reddito di cittadinanza proposto da Grillo. Guardando i benefici non si possono ignorare i costi. Una parte non rilevante è coperta dall’UE, ma circa un quinto dei fondi UE è ancora fornito dall’Italia. Secondarimente si devono ricordare i maggiori costi che l’afflusso di immigrati irregolari provoca per l’Italia e quindi per il contribuente italiano: maggiori spese per la sanità. l’ordine pubblico, servizi pubblici in generale e infine recupero dei naufraghi e misure contro gli scafisti

  10. Enrico

    Sicuramente le affermazioni dei governatori (leghisti e/o centro-destra) sono fatte per raccogliere consensi: Proprio qui sta il punto: se raccolgono consensi significa che la molti cittadini lo considerano un problema (basta alscoltare cosa si dice per strada….a meno che non si viva in circoli radical-chic dei quartieri bene).
    Sinceramente trovo incredibile che quando si afferma che c’è un problema (in questo caso troppi immigrati) la risposta sia “al contrario, non ne avete tanti, potreste averne di più”.
    Ritengo che prima di fare simili illazione, sarebbe necessario comprendere maggiormente le realtà locali ed i problemi che vi sono.
    Ma è da “intellettuale” affermare che c’è un problema di migranti, molto meglio prodigarsi per dimostrare il contrario e poi tornare nel proprio attico centrale.

    • bob

      l’ uscita del clan Lega ha sortito un primo effetto: servire un alibi perfetto alla Francia per giustificare le sue decisioni di chiusura! Dilettanti e masaniellli di tale livello creano danni incalcolabili e sono la spia del degrado e del declino di questo Paese

      • AM

        La Francia è uno stato sovrano e il Governo di Parigi non ha certo bisogno delle chiacchiere dei leghisti per giustificare le proprie decisioni. Decisioni che non mi sembrano razziste o xenofobe

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