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  1. Franco Tegoni Rispondi
    Il problema è che oggi i partiti non ci sono più nella forma prevista dalla Costituzione, ma ci sono gruppi o sistemi di potere incontrollati e incontrollabili. Questo rende difficile giustificare il loro finanziamento pubblico. Basterebbe che ogni eletto a qualsiasi livello fosse obbligato entro breve termine dall'elezione di rendere nota la sua situazione patrimoniale e l'elenco nominativo dei finanziatori e, in caso di falso provato, stabilire l'immediata decadenza dalla carica conseguita con l'elezione.
  2. Mario Rispondi
    Io ho espresso la mia preferenza per il 2 per mille, soprattutto per i rischi da Voi correttamente evidenziati, ma sono ugualmente convinto che tutti i partiti continueranno allegramente come prima, non solo perché la somma complessiva è esigua (anche se tutti contribuenti esprimessero una donazione), ma anche perché "la storia italiana ci ha insegnato che il ricorso a finanziamenti privati illegali, anche in presenza di enormi finanziamenti pubblici, non è stato certo un evento eccezionale". Purtroppo è nel loro "DNA", al di là di tutti vari bla bla contro la corruzione ecc. ecc.
    • LeM Rispondi
      Io invece credo che, più che dei politici, il problema sia degli italiani. Fino a quando non ci renderemo conto che il problema è di mentalità generale delle persone, che i politici corrotti sono figli del nostro lassismo e fino a quando ci indigneremo dell'episodio contingente ma continueremo con i nostri comportamenti a foraggiare le illegalità (niente scontrino o ricevuta, o la strizzatina d'occhio ai comportamenti illegali perché almeno "gliela facciamo pagare"), nulla cambierà, solo il nome del ladro di turno. Noi italiani siamo tendenzialmente dei furbi, pronti a saltare la fila o ad approfittare di un "buco" nel sistema x trarne qualche piccolo vantaggio, e poi ci lamentiamo dei furbi più "grossi" di noi...