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  1. CLAUDIO Rispondi
    Ma perché si parla della nuova legge in vigore dal 6 maggio 2015 utilizzando il Prestisenior MPS con vecchie condizioni e modalità esose. Le nuove norme di legge cambiano le vecchie condizioni ( es. la non capitalizzazione annuale degli interessi che si possono liquidare annualmente - tassi di mercato ecc.) Perché le banche non applicano quanto indicato dalla legge? Se il prodotto non è conveniente x le banche perché i legislatori hanno perso tempo e nostro denaro per niente?
  2. Henri Schmit Rispondi
    Tempo fa ho vissuto per 3 anni in CH; per chi compra una casa, con la banca si può finanziare fino all'80% (almeno il 50%) del valore di mercato con un prestito ipotecario di primo rango, SENZA AMMORTAMENTO, a condizione che il reddito permetta di sostenere i costi immobiliari (manutenzione e riserva per interventi straordinari) e finanziari (interessi passivi estremamente bassi, il CHF è valuta senza inflazione, il mercato immobiliare meno volatile, più sicurezza sistemica = giuridica, e oggi il tasso è del 1,62% fisso su 10 anni; poi si rifissa). Il costo annuo complessivo non deve superare il 33%, meglio il 25% del reddito. Se la situazione economica cambia, non fa niente fin quando si riesce a pagare; se non si paga più la banca vende; si vende facilmente, il mercato è liquido, i costi di transazione NON sono ESORBITANTI e dissuasivi. Chi vuole finanziare oltre l'80% del valore del bene, deve chiedere un prestito ipotecario di secondo rango, a condizioni più onerose, ammortizzabile in 15 anni e comunque non oltre una certa età (60/65 anni). Nessuna banca accetterebbe di finanziare l'immobile (tutti gli immobili del cliente) oltre il 33% o 25% del reddito. In Svizzera gli immobili, le abitazioni, sono beni normali, necessari, ma è indifferente se in affitto o di proprietà; la proprietà costa (tasse), ma le transazioni costano poco. In caso di inadempienza, l'unico esito è la liquidazione, rapida e a valori di mercato. Perché non ispirarsi a questo modello, il contrario del PVI?
  3. Giuseppe Bonomi e Pietro Locatelli Rispondi
    Ecco un commento preciso e giustamente critico sul PVI. Da esperti del settore, avendo studiato il tema e progettato un tipo di PVI che riteniamo adatto al quadro socio-economico italiano che ovvia ai punti deboli della norma ora in vigore, condividiamo la sintesi fatta: lo spread applicabile deve essere coerente con il limitato livello di rischio del PVI, consentendo tassi decisamente inferiori a quelli dei mutui. Diverso è il discorso relativo al “loan to value”: l’abbassamento del limite d’età per allargare il mercato è un grave errore che apre il PVI ad una fascia di età che sosterrebbe i consumi, con beneficio per il PIL ma con l’effetto perverso di bruciare in poco tempo la riserva, trovandosi a 70 anni senza più nessuna risorsa emergenziale. Si ignora invece il fatto che il PVI deve essere la rendita certa che consente ai settantenni di trascorrere gli ultimi anni senza preoccupazioni. I calcoli di Lungarella basati sul vecchio Prestisenior purtroppo non sono tanto distanti dalla realtà: l’LTV salirà certamente da un ridicolo 16% al 40% circa, ma la realtà è che le le principali banche italiane che abbiamo sondato non hanno intenzione di portare tale limite ai livelli coerenti al limitato rischio-prodotto. L’errore della nuova norma pertanto è quello di forzare il PVI verso una platea troppo ampia, fidandosi troppo dell’effettivo supporto delle banche, per le quali esso ha il grave vizio di essere “credito fondiario” che troppe ferite ha lasciato recentemente!
    • raffaele lungarella Rispondi
      grazie per il commento. potreste indicarmi dove trovo il vostro progetto?
      • Giuseppe Bonomi e Pietro Locatelli Rispondi
        Caro Lungarella, in effetti non abbiamo reso pubblico il nostro progetto avendo provato a proporlo alle maggiori banche italiane (e non solo): i presupposti sono pochi e semplici, e una volta esplicitati, se condivisi diventa elementare sviluppare il modello sottostante. E' proprio dialogando con le banche che abbiamo toccato l'evidente disinteresse a sviluppare un prodotto finanziario sostanzialmente "povero", e che in teoria potrebbe appesantire il portafoglio crediti (dimenticando che si tratterebbe esattamente di un pacchetto di perfetti performing loans...): non è questo il tipo di cliente che le banche cercano. Se desidera approfondire l'argomento scriviamoci (o vediamoci), la mia email è quella fornita alla redazione. GB
  4. marcello Rispondi
    Perchè una persona sana di mente dovrebbe ricorrere a un prestito ipotecario vitalizio con un tasso d'interesse al 7% che in genere eroga il 20% del valore dell'immobile, a cui si applica il calcolo dell'interesse sull'interesse (anatocismo) e che ha un costo che raggiunge quanto anticipato in pochi anni e che si conclude con la vendita dal bene da parte della banca? Se proprio si deve rinuncare alla casa, allora meglio la nuda proprietà.