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  1. Markus Cirone Rispondi
    Fino a quando l'INVALSI manterrà un atteggiamento ambiguo e arrogante, i suoi test saranno sempre guardati con diffidenza. Qualche esempio? 1) Il test della terza media contribuisce al voto dell'alunno. Quindi viene usato per valutare l'alunno, non il sistema dell'istruzione. Si decida: che cosa vuole valutare? 2) L'INVALSI vorrebbe mettere un test simile a quello di terza media (nel senso che contribuisce al voto finale) anche all'Esame di Stato. Perseverare è diabolico. 3) A maggio, svolti i test alla scuola superiore, "intima" la consegna dei risultati entro pochi giorni. Arroganza totale. I docenti non sono al loro comando, hanno anche altre cose da fare (che poi sono quell per cui sono pagati).
  2. Paolo Dall'Aglio Rispondi
    Credo che a questo punto sarebbe opportuno rinunciare a fare la statistica sull'intera popolazione. Farla solo su un campione (ho sentito dire che secondo gli statistici un campione ben fatto sarebbe più affidabile) e tutto questo campione sia sorvegliato da esaminatori esterni. Inoltre introdurre il divieto di sciopero come per esami e scrutini.
    • Gigino a' Purpetta Rispondi
      L'idea del test censuario è di fornire indicazioni sullo sviluppo delle competenze a tutte le classi interessate, così da poter intervenire sulle criticità ed evidenziare gli esempi positivi, analizzandoli per migliorare il sistema. Sicuramente un test campionario produrrebbe risultati molto più affidabili e veritieri e a costi notevolmente inferiori, quindi si potrebbe continuare a far svolgere i test INVALSI a tutti (così da disporre comunque di dati che le scuole potrebbero usare a scopo diagnostico), ma basando poi le statistiche ufficiali solo sul campione per cui la prova sia stata svolta in presenza di commissari esterni.
  3. serlio Rispondi
    il fine della scuola dovrebbe essere la buona preparazione degli studenti, misurata con gli stessi criteri in tutta Italia. non bastano dei diplomati, occorrono dei buoni diplomati. purtroppo ancora una volta i sindacati combattono una battaglia sbagliata, quella contro la diffusione della conoscenza a favore dei ceti più agevolati, per difendere somari e pigri.
  4. Andrea Moro Rispondi
    L'autore sembra fraintendere la natura del GED nel contesto scolastico americano. Il GED e' un test che permette di conseguire il diploma di scuola superiore agli adulti che, per svariati motivi, non sono riusciti a conseguirlo durante il normale persorso educativo. Per questo motivo, chi lo consegue appartiene ad un gruppo speciale di persone. Gli studi di Jim Heckman dimostrano che il semplice conseguimento del GED non basta a dimostrare l'effettiva acquisizione delle conoscenze necessarie ad avere successo nel mercato del lavoro. Generalmente, chi ha conseguito un GED ha meno successo nel mercato del lavoro di chi ha un diploma di scuola superiore regolare. Non e' una sorpresa, ovviamente. Heckman prosegue poi portando evidenza che i fattori cruciali che determinano successo economico, minore propensione al crimine, maggiore salute e aspettativa di vita, sono le abilita' non-cognitive, e cioe' contano non tanto le capacita' logico analitiche (misurate per esempio dal QI), ma estroversione, amicalità, coscienziosità, stabilità emotiva, apertura mentale. Pur concordando con l'autore nella sostanza dell'esigenza di investire di piu' sull'Invalsi, trovo strano il parallelo con il GED, che negli USA e' stato usato come strumento per elargire diplomi (come si e' poi visto a persone non meritevoli) non come strumento per valutare il sistema scolastico.
    • paolo brunori Rispondi
      purtroppo il limite di spazio non mi ha permesso di discutere compiutamente il punto, la question è ben riassunta nella presentazione del volume da parte della University of Chicago Press: "Using the GED as a case study, the authors explore what achievement tests miss and show the dangers of an educational system based on them." la questione è che il modo di misurare la performance influenza il processo di apprendimento, secondo Heckman il sistema americano dovrebbe ridimensionare l'utilizzo dei test standardizzati tipo GED.
  5. Lorenzo Rispondi
    Oh questo è un abbozzo di critica. Abbastanza sbrigativa ché rimanda alle fonti però razionale. La soluzione non può essere non fare gli invalsi o qualsiasi altra versione migliore o peggiore di questa.
  6. Savino Rispondi
    I professori italiani devono solo tornare sui banchi di scuola come allievi