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  1. Concetta Brescia Morra Rispondi
    Gentile dottoressa, quando leggo articoli come il suo, forse a causa della mia esperienza personale, ho sempre l'impressione che i termini del problema non siano posti correttamente. La decisione medica sulla scelta del cesareo è molto complessa e deve tener conto di una percentuale di rischio sia per la salute del bambino, sia per quella della madre sempre presente in ogni parto. E' vero che al tempo antico si partoriva con dolore e senza assistenza medica, ma sono fra quelli che pensano che il progresso scientifico sia sempre un successo e debba essere usato il più possibile. Il suo ragionamento scientifico-economico, credo che dovrebbe corretto con un dato importante (forse difficile da calcolare con precisione): se è diminuita o aumentata la percentuale di bambini nati con gravi deficit mentali nelle aree dove è più alto il numero dei cesarei, Lo sa che bastano 60 secondo di apnea (che può essere causata da un banale giro di cordone intorno al collo, per cui secondo i medici si può nascere tranquillamente con parto normale) per avere un figlio con un grave deficit mentale? Io non sono un medico, ma una madre fortunata che ha fatto in tempo a far nascere il figlio con un parto cesareo molto rapido prima che quei 60 secondi passassero.
  2. simona tenaglia Rispondi
    complimenti per il lavoro, ho letto con molto interesse l'articolo. mi viene in mente che chi affronta un parto cesareo non programmato, dopo induzione del parto che può durare anche due giorni, rimane almeno tre giorni in più in ospedale (i due dell'induzione più un giorno in più post-partum). non sarebbe allora più conveniente, limitandoci a ragionare in termni di costi e senza tener conto della grande fatica che due giorni di tentativi di partorire naturalemente comporta, programmare il cesareo? o almeno farlo quando è evidente che il parto naturale non è spontaneo ed i tempi della gravidanza sono scaduti? simona tenaglia