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  1. roberto Castelli Rispondi
    Ho letto il suo volume per il Mulino I signori delle autostrade e la seguo sempre nei suoi articoli per LA Voce. Apprezzo la profondità di analisi, la chiarezza e - mi permetta - l'anticonformismo delle sue riflessioni. Intendo per anticonformismo il coraggio di andare contro tesi dominanti e opinioni diffuse che - almeno fino aieri - riguardavano un argomento complesso come quello delle concessioni autostradali. Così complesso e così delicato che altri autorevoli studiosi di economia dei trasporti si guardano bene da affrontare. E' un vero dispiacere vedere che le speranze di un cambiamento radicale degli equilibri economici e sociali del nuovo Governo si infrangono (ad esempio nel decreto Salva-Italia) a causa degli oscuri interessi di potenti lobby - come quelle autostradali - e pochi o nessuno ha avuto il coraggio di dirlo. Una delle ragioni della diffcile ripresa dell'Italia è prprio la permanenza di forti poteri oligopolistici, che non sono altro che il sottoprodotto del capitalismo di relazione e di meccanismi di cattura del regolamentatore. Cari saluti
  2. bob Rispondi
    ..il sistema-Paese non esiste più! Bande all'arrembaggio di quel poco che è rimasto
  3. laura mezzanotte Rispondi
    peccato che l'Autobrennero sia di fatto bene comune dei territori che attraversa (proprietà di regioni e comuni a stragrande maggioranza) e che nel tempo abbia evitato di distribuire dividendi - soldi che sarebbero quindi andati alle amministrazioni pubbliche di quei territori - e li abbia messi da parte per investire sulla mobilità ferroviaria. Poi, quando si è aperta la gara per la concessione, c'è stato l'assalto all'arma bianca dei soliti noti (Benetton e dintorni) che avrebbero voluto prendersi un'autostrada dove non devono investire niente ma con in cassa mezzo miliardo di euro. Ah, esisteva anche l'alternativa che il mezzo miliardo se lo prendesse sic et simpliciter il governo.
  4. serlio Rispondi
    percorro lo stesso tratto autostradale da circa 25 anni; ricordo che quando cominciai a farlo costava £ 2.500, e ora costa €5.10, vale a dire £ 10.000. questo è l'effetto del regalo fatto da mr prodi alle società autostradali a spese del contribuente. provate voi, cari signori a dirmi se nel frattempo il vs stipendio si è moltiplicato per 4? non lo credo. conclude questo brevissimo intervento evidenziando come nel frattempo il tratto percorso a pagamento sia stato ridotto di circa 30 km (a fronte, come detto della quadruplicazione del costo nominale del biglietto), per effetto della cosiddetta "liberalizzazione" di un tratto, ora non più a pedaggio. I professori universitari è meglio lasciarli nelle aule piuttosto che portarli al governo o all'iri, visto i danni che fanno....