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  1. Roberto De Vincenzi Rispondi
    Circa la "soluzione pragmatica", personalmente non trovo che l'idea di uno Sportello Unico per il lavoro per l'erogazione dei soli servizi amministrativi sia condivisibile. L'unificazione in un solo luogo (Centro per l'impiego pubblico) dei servizi amministrativi e dei servizi basilari per il lavoro (accoglienza, colloquio di primo livello, analisi delle competenze e definizione Piano azione individuale) è, a mio parere, la strada da seguire, non a caso adottata nei paesi avanzati. Peraltro ciò renderebbe più facile applicare il principio di condizionalità, nostro storico tallone d'Achille. I servizi specialistici (orientamento, affiancamento e formazione nelle sue diverse tipologie) sono invece un altro affare, quelli sì da "acquisire" sul mercato dell'offerta privata. L'Italia è indietro (anche sul tema delle politiche del lavoro) rispetto agli investimenti di risorse finanziarie, umane e strumentali. Dovremmo almeno quadruplicarle, tanto per non essere ridicoli rispetto al resto d'Europa, ecco la soluzione pragmatica. Sulla capacità, poi, della nostra dirigenza pubblica (statale o regionale che sia) di saper gestire risorse e strutture conviene qui sorvolare (ce ne sarebbe da dire), ma il modello di riforma del sistema dei servizi per il lavoro (che sono servizi di prossimità che affrontano il vero disagio sociale) non può non considerare il ruolo fondamentale del settore pubblico e il valore aggiunto offerto dalla collaborazione con il privato.