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  1. Francesca Rossetto Rispondi
    Post sempre attuale! I giovani di oggi non hanno buone prospettive per la loro pensione futura! Per questo ho consigliato hai miei figli di investire in fondi privati tipo amicus invest, così potranno godere di migliori prospettive future!
  2. mario benatti Rispondi
    cari economisti accademici italiani, vi state intorcinando in argomenti senza senso.Vivete la realta' inps come l'unica possibile. durante una vita attiva il cittadino paga i contributi e le imposte sul reddito.Pro quota quest'ultimo gettito va all'inps per l'"assistenza" e il mantenimento del suo corpaccio inefficiente. il diritto alla pensione dovrebbe basarsi sul montante fiscale conlogiche attribuzioni .
  3. Andrea Chiari Rispondi
    Con il metodo contributivo io avrò indietro solamente i soldi che avrò versato (più eventualmente quelli che integrerà il datore di lavoro per obblighi contrattuali). Per quale motivo non potrò disporre liberamente di questi miei risparmi non solo per una pensione integrativa ma per una pensione sostitutiva? Perchè mai dovremmo tenere in vita l'INPS e la previdenza statale? No regalo, no obbligo. Non siamo bambini da tutelare. Gli strumenti finanziari sono tanti ed efficienti. Lasciateci la libertà di decidere del nostro futuro.
  4. Andrea Chiari Rispondi
    Con il metodo contributivo io avrò indietro solamente i soldi che avrò versato (più eventualmente quelli che integrerà il datore di lavoro per obblighi contrattuali). Per quale motivo non potrò disporre liberamente di questi miei risparmi non solo per una pensione integrativa ma per una pensione sostitutiva? Perchè mai dovremmo tenere in vita l'INPS e la previdenza statale? Nessun regalo, nessun obbligo. Non siamo più bambini da tutelare. Gli strumenti finanziari oggi sono tanti ed efficienti. Lasciateci la libertà di decidere del nostro futuro.
  5. Carlo Pipinato Rispondi
    Ho una proposta semplice per la perequazione futura delle pensioni (da verificare se è fattibile anche per gli anni 2012/2014). L'idea è quella di aumentare il lordo dall'assegno pensionistico di un importo uguale per tutti. Potrebbe essere l'importo pari al 100% del valore pari a tre volte il minimo. Nel 2014 questo importo sarebbe stato pari a 17,84 € mensili lordi per tutti. C'è tutta una logica costituzionale nell'idea; lascio scoprire le mie considerazioni, che qui per brevità non esplicito, a chi mi legge.
  6. Massimo Gandini Rispondi
    Dobbiamo anche pensare che gli attuali pensionati sono stati pagati con la risorsa piu preziosa che esista, assulutamente non monetizzabile, ovvero il tempo. Andare in pensione a 57 anni (come era normale fino a poco fà) è ben diverso che andarci a 70 anni suonati
    • Enrico Rispondi
      Gandini, sono perfettamente d'accordo on lei. Tutti i calcoli che si fanno non danno un valore al tempo, come se fosse la stessa cosa andare in pensione a 57 anni con il 70% dell'ultimo stipendio ed andare a 70 anni con la stessa % (o forse anche superiore). Da quarantenne devo dire che proprio la questione tempo riduce l'appeal del sistema pensionistico italiano: mi serve a poco il 70% dell'ultimo stipendio se mi restano 14 anni di vita media (da 70 a 84), potrei tranquillamente coprirli con i risparmi se semplicemente li lasciassero in busta (salvo investirli indicizzati all'inflazione).
  7. Piero Fornoni Rispondi
    Posso essere d'accordo sulla generosita' ed insostenibilita' delle vecchie pensioni, ma non vedo i giovani particolarmente svantaggiati : I giovani posso partecipare ai fondi pensioni “complementari “, prima questo non era possibile . Se il fondo pensione complementare ha bassi costi ed investe in azioni ed obligazioni a livello globale dopo 20 anni puo' rappresentare una fetta non indifferente del reddito pensionistico . Essendo uno dei danneggiati dalla riforma Dini/ Amato perche' ho lavorato quasi sempre all'estero negli anni 1994 ho iniziato a contribuire ad un “pension account” o conto pensione/previdenziale , dove potevo scegliere come e dove investire. Ho scelto di investire in ETFs diversificati ed a basso costo con risultati più che soddisfacenti e con investimenti adattabili alla mia situazione. Sfortunatamente i politici italiani considerano i cittadini come bambini scemi e fanno le leggi che non permettono questo (almeno secondo le mie informazioni vecchie di alcuni anni ). Le leggi italiane dovrebbero favorire la diffusione e la flessibilità di fondi/conti pensione e l'educazione finanziaria che dovrebbe essere continua.
    • Silvestro De Falco Rispondi
      Veramente, dopo che è stato prelevato il 32,80% dallo stipendio non è che rimane molto spazio per la previdenza complementare. I salari in Italia non sono molto alti proprio per il peso del cuneo fiscale. Questo senza considerare che, come fanno da tanto i massimi responsabili della previdenza italiana, dire a chi paga il 32,80% - la seconda a aliquota previdenziale più alta fra i paesi dell'OCSE - che la pensione pubblica non sarà sufficiente mi sembra, come dire, ingiustificabile?
      • Piero Fornoni Rispondi
        Sono d'accordo che dopo aver pagato il 32.8% per la pensione/previdenza INPS non rimane molto per la previdenza complementare . Il “sistema Italia” deve essere sostanzialmente cambiato se dopo aver versato il 32.8% dello stipendio “emerge che il 64,3%delle pensioni ha un importo inferiore a 750 euro. “ : Tra virgolette dati INPS riportati da Repubblica.it .
    • Andrea Chiari Rispondi
      Vorrei che qualcuno rispondesse a questo semplice quesito. Se con il metodo contributivo io avrò indietro soltanto i soldi che ho versato io (o il datore di lavoro per obblighi contrattuali) che significato ha conservare l'INPS e il sistema contributivo statale? Se i soldi sono miei e nessuno mi fa regali è giusto che li gestisca io non solo come versamento "integrativo" ma come versamento sostitutivo. Siamo usciti dall'infanzia.
  8. Silvestro De Falco Rispondi
    Se posso aggiungere alcuni calcoli. Un lavoratore nato nel 1980 che versa per 38,7 anni il 32,8% del suo reddito - che si rivaluta al 3,57% all'anno, PIL + inflazione, e senza calcolare gli incrementi salariali - si ritroverà con un montante pari a più di 26 anni di stipendio. Se riceve il 70% del suo stipendio per 17 anni si vedrà restituire al massimo 11 anni di stipendio.
    • Emanuele Rispondi
      No beh, se lei non considera gli incrementi salariali il tasso di sostituzione del 70% non è piu' valido (perchè è stato calcolato considerando questo parametro). Resta vero che con molta probabilità chi inizia a lavorare oggi non avrà alcun incremento salariale nel corso della sua vita...
      • Silvestro De Falco Rispondi
        Ho capito, devo essere proprio impietoso. Se consideriamo anche l'aumento dell'1,5% all'anno del salario, quindi delle contribuzioni, il montante finale è pari a circa 33 anni di stipendio, a fronte di 11 anni di stipendio incassati.