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  1. paolo logli Rispondi
    Bravi ricercatori e bravi scienziati non sono necessariamente bravi a insegnare.Mi sembra più' corretto stimare quanti laureati trovino lavoro poco tempo dopo la laurea nei settori da loro prescelti(come si fa alla Bocconi)
  2. Giulio Rispondi
    Fa una certa impressione vedere confondere la nozione di costo opportunità (non usata in nessuna delle stime citata) con quella di costi indiretti. Anche quei fantasiosi dei britannici usano il sistema dei costi indiretti.
  3. Giovanni Federico Rispondi
    Due punti i) le valutazioni dei costi sono stime fantasiose basate sui costi opportunità dei referee. Non ho mai visto usare gli stessi criteri per il costo-opportunità dei referee per riviste scientifiche. Il costo per lo stato è dell'ordine dei 5-6 milioni, peraltro risparmiati non pagando i referees ii) se ho capito bene (il link rimanda ad un articolo a pagamento), gli autori propongono una bibliometria pura. E cosa propongono per i settori non bibliometrici?
  4. Alessandro Rispondi
    Attenzione, la retorica dell'eccellenza trita e ritrita ha portato a profonde storture negli Atenei, difficilmente sanabili con una bibliometria che è già molto discussa in giro per il mondo. Intanto occorrerebbe banalmente dividere la produzione per numero di autori; poi arginare la prolificazione dello stesso pane e dello stesso pesce, cambiato di titolo e con un giro al carosello degli autori. Ma sarebbe decisamente un altro passo avanti rapportare i risultati ai fondi ricevuti, alle strutture e strumenti in senso lato realmente accessibili, e a tutti quei servizi che stimolano la ricerca. Non da ultimo, occorre creare un meccanismo compensativo che lascia un finanziamento funzionale garantito a tutti per la libertà della ricerca e della didattica: perché gruppi forti saranno sempre più forti, esaltando il darwinismo accademico/sociale, inutile, nuova gattopardesca forma del feudalesimo baronale. Invece i più deboli non riescono ad avere un cent., a rimanere aggiornati, e se gli si rompe il pc dovranno tornare a carta e penna! Salvo vincere progetti europei e portare le loro ricerche all'estero!! Attenzione anche alle nefaste ricadute sulla didattica di qualità: tutte questi indici premiano le classi pollaio (150-250 studenti), con lezioni semplici, leggere ed esami ancora più facili, perché così lo studente, non facendo fatica e sacrifici, darà i voti migliori e finirà gli studi più in fretta... ma a cosa serve per la società italiana e per il suo tessuto industriale?!?!
    • Marco Simonetti Rispondi
      Sottoscrivo, anche se non propone soluzioni...