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  1. Marco Rispondi
    Non sono d'accordo con il punto di vista dell'estensore dell'articolo sopratutto per la "riabilitazione d'ufficio" che egli opera nei confronti dell'agricoltura, paragonando gli 11 km3 di acqua consumata ad uso irriguo, con i 9 km3 di acqua prelevata a scopi potabili. Non si possono infatti confrontare grandezze disomogenee tra di loro, quindi delle due l'una: o si confrontano gli 11 km3 di consumi irrigui con i 5,23 km3 erogati ad uso potabile, oppure su confrontano i 9 km3 prelevati ad uso potabile con i 20 km3 prelevati ad uso irriguo. In entrambi i casi ci si accorge che i quantitativi impiegati dall'agricoltura sono superiori a quelli prelevati ad uso potabile del 100 % circa e non, come riporta l'autore, "solo di poco maggiori", paragonando il prelievo idrico potabile (appunto 9 km3) con il quantitativo irriguo erogato (11 km3). In queste cose occorre essere precisi, soprattutto in affermazioni "rivoluzionarie" come queste. Colgo l'occasione per rilevare altre importanti constatazioni cui giunge il rapporto ISTAT e che, non so perchè, non sono state colte dall'autore. Esse riguardano: 1) l'elevato incremento d i spesa per acqua potabile delle famiglie (+74%); 2) la diminuzione della manutenzione delle reti per effetto della diminuzione degli investimenti; il conseguente aumento delle dispersioni. Chi e come ha impiegato quindi queste maggiori risorse (+74%) se gli investimenti non sono stati fatti? Forse occorre pensare a qualcosa di diverso dalla privatizzazione....
    • Antonio Massarutto Rispondi
      In un articolo di 5000 battute non si può parlare di tutto.Questo intendeva commentare i dati quantitativi su disponibilità e usi. Nel merito della sua osservazione: non si possono confrontare grandezze disomogenee, e siamo d'accordo. Però oggi l'Istat certifica che l'impiego di acqua in agricoltura è molto minore di quanto si stimava in passato, e questo dato mi pare rilevante, soprattutto se può contribuire a togliere all'agricoltura l'immeritata patente di "sprecatore di acqua" che la vulgata le ha da tempo affibbiato..Quel che l'agricoltura preleva ritorna in buona parte in falda, e non va contabilizzato come consumo (semmai, fa un favore all'ambiente, rallentando il deflusso dell'acqua verso il mare).
      • Marco Rispondi
        Mi dispiace replicare nuovamente all'autore, che dimostra di non conoscere, come purtroppo molta parte di chi governa le risorse idriche in questo paese oggi, lo stato reale delle cose. Un'analisi attenta ed imparziale conferma, ripeto conferma, che l'uso agricolo oggi eccede del 100% circa l'uso potabile, con dispersioni rilevantissime dovute sia ai sistemi di irrigazione adottati, sia al carente stato manutentivo delle reti irrigue. L'affermazione che i prelievi agricoli ritornano in buona parte in falda, rallentando il deflusso delle acque verso il mare e facendo così "un favore" all'ambiente, è infine una beata amenità, innanzitutto perché tornano in falda anche le dispersioni delle reti idrico-potabili (ma ciò nonostante si continua a demonizzare le loro dispersioni), ma soprattutto perché i quantitativi che l'agricoltura "restituisce" all'ambiente (per l'appunto in falda) sono strapieni e stracarichi delle peggiori razze di pesticidi e fertilizzanti (delle quali tutti gli agricoltori non hanno alcuna intenzione di fare a meno) che vanno ad inquinare le falde, quelle stesse falde dalla quali traggono origine molto spesso gli approvvigionamenti delle reti idrico-potabili, imponendo ai gestori inevitabili e costosi trattamenti epurativi. Morale: gli usi agricoli sono i principali fattori di depauperamento quantitativo e qualitativo della risorsa idrica e rappresentano la prima priorità in un piano di recupero serio.
  2. Francesco Giordano Rispondi
    Dalle mie parti, in Sicilia, da tempo sono in corso delle campagne di opinione per restituire ai comuni la gestione dell'acqua, al grido di slogan spesso abbastanza demagogici ("in difesa della sacralità dell'acqua..."). Potete consigliarmi qualche fonte su esperienze serie di gestione dell'acqua "in house" o da parte di privati? Grazie. F. Giordano- Sciacca (AG)