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  1. marcello Rispondi
    Vorrei far notare che i tentativi di far quadrare i bilanci attraverso la svalutazione interna, cioè riducendo i salari, sono falliti, per citare solo l'ultimo caso quello della Lituania. Il probema greco, come tutti ormai sanno era ed è un problema di ristrutturazione del debito sovrano. I due bailout hanno salvato le banche tedesche e francesi e traslato il rischio, che vorrei ricordare è l'unica variabile che spiega un tasso d'interesse sui bond sovrani superiore al tasso di preferenza intertemporale, sui governi dell'EU, che geni i nostri governanti! La proposta di Varoufakis di GDP-Linked bond, sul modello di quelli più volte approvati e sostenuti dal FMI, in ultimo per l'Argentina, non solo sono legittimi, ma amche l'unica vera alternativa alla distruzione economica e sociale della Grecia. La possibilità di un minimo di spazio per una manovra di crescita della domanda aggregata è legata alla spesa pubblica che può essere finanziata solo consentendo una moratoria sui rimborsi e pagamento degli interessi. Cosa altro dovrebbe fare un paese che ha perso quasi il 30% del PIL che ha una disoccupazione al 25% quella giovanile al 60%, il 40% della popolazione in povertà e senza assistenza sanitaria. Cerchiamo di non perderci nei dettagli e guardiamo al quadro generale che è tragico.
  2. eurino Rispondi
    Prof.ssa, ma se il suo avanzo primario reale sara' piu' basso di quello previsto, come fara' Varoufakis a realizzare il piccolo walfare annunciato, oltremodo tutto poggia su entrate previste assai labili e di difficile realizzazione. Ora tutti sappiamo che alla Grecia serve un default guidato, come paese inderoga, al fine di permettere una ottima svalutazione esterna, che possa aiutare le esportazioni dell' industria alimentare, agricola, e manufatturiera, ad uscire dall'empasse, e far riprendere la crescita, oltre ad alimentare con debito, politiche che sensibilizzino la domanda interna. Mi dica se la Grecia la si puo' gia' considerare fuori o no?
  3. Santolo Cannavale Rispondi
    Alla faccia dell'art. 47 della Costituzione Italiana! Nel 2012 i risparmiatori - moltissimi italiani - che possedevano titoli di Stato della Grecia in euro, dalla sera alla mattina videro il loro credito abbattuto dell'80%, senza che nessuno a Roma, a Bruxelles ed a Francoforte, alzasse un dito in difesa dei cittadini europei espropriati ed abbandonati al loro destino. I risparmiatori cosi penalizzati avevano avuto il torto di pensare che sottoscrivere titoli in euro di uno Stato dell’UE fosse sufficiente per la restituzione del risparmio così investito. La BCE e le Istituzioni europee non hanno chiesto scusa per la loro colpevole indifferenza in occasione di detta rapina della Grecia. Il FMI, seppur tardivamente, ha ammesso le sue colpe nella gestione della crisi ellenica. E' stato un grande errore quello di fregare centinaia di migliaia di risparmiatori mettendo al riparo banche ed istituzioni. Da segnalare che la perdita netta accollata nel 2012 ai possessori di titoli di Stato ellenici fu “imposta unilateralmente” come risultato della “ristrutturazione del debito greco” e non fu registrata dalle banche depositarie come “minusvalenza” compensabile con eventuali guadagni (plusvalenze) da successive operazioni in titoli. L’Unione europea, e per essa la BCE, potrebbero farsi perdonare restituendo il maltolto ai risparmiatori rapinati nel 2012, consegnando nuovi titoli di Stato per l’importo corrispondente, non importa con quale scadenza, non importa con quale rendimento.
  4. antonio baldeli Rispondi
    Ringrazio per la riflessione che appare di importante qualificazione e che consente di focalizzare su elementi oggettivi il problema.