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  1. CARMELA Rispondi
    Sono stata cococo dal 2003 e ono partita iva dal 2006 per la stessa azienda, posso rivolgermi all'ispettorato del lavoro per richiedere di essere assunta ?
  2. cri cri Rispondi
    Cosa succede al pensionato che lavora in azienda come cocopro (fa recupero crediti) dall' 1.1.16?
  3. Marco Rispondi
    Un dipendente pubblico con contratto a tempo indetermnato presso un università può firmare un contratto co.co.pro? Ed è vero che quest contratti non sono stati aboliti per le P.A.?
  4. Giorgio Rispondi
    Ho appena saputo dall'azienda dove lavoro da circa 10 anni con diversi contratti a progetto (ed effettivamente lavoro su progetti) che a causa del "Jobs Act" non mi potrà più essere rifatto. Se aprirò partita Iva ci sarà forse qualche possibilità. Assunzione manco se ne parla :"qui non si assume nessuno!"
  5. Roberto Spettoli Rispondi
    Sono un pensionato già iscritto alla gestione separata INPS e svolgo attività di consulenza aziendale e sono docente in corsi di formazione, non sono iscritto a nessun albo e, fino ad oggi ho sempre lavorato con contratti cocopro; Adesso cosa devo fare?
  6. Patrizia Turri Rispondi
    A me capita la cosa inversa, in un certo senso. Sono assunta come artigiana a tempo indeterminato da 12 anni e ora dicono che gli costo troppo, quindi mi licenziano per farmi aprire la partita iva e continuare il rapporto con loro (ovviamente per 11 mensilità annuali) A ma pare una palese falsa partita iva, ma possono farlo? Grazie
  7. Nicola Grimaldi Rispondi
    Egregio Professore, se chiudo la partita iva e mi iscrivo alle liste di collocamento presso l'agenzia per l'impiego, è necessaria una "anzianità di iscrizione al collocamento" per l'assunzione agevolata con contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti? Grazie in anticipo!
  8. Nicola Grimaldi Rispondi
    Egregio Professore, se chiudo la partita iva e mi iscrivo alle liste di collocamento presso l'agenzia per l'impiego, è necessaria una "anzianità di iscrizione al collocamento" per l'assunzione agevolata con contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti? Grazie in anticipo!
  9. Fernando Di Nicola Rispondi
    Solo per segnalare un refuso di qualche rilievo, in quanto un terzo dei contributi (30,7% dal 2015) è a carico del collaboratore, i due terzi essendo a carico del committente. Mi chiedo poi quanto la nuova dizione di collaboratore subordinato elimini effettivamente i contratti dei cococo e cocopro, cioè quanto spazio resterà ancora ad interpretazioni diverse utili a risparmiare sul costo del lavoro.
  10. Antonio carbone Rispondi
    Perché chiamarlo a tutele crescenti! Se si parte da tutele ridotte per arrivare a quelle "normali" per gli altri lavoratori, il termine corretto sarebbe "a tutele ridotte". Ma nell'epoca della "politica marketing" riconosco che non suona bene. L'esclusione del settore pubblico, poi, la dice tutta sulla moralità della riforma. Si, moralità! Perché nel settore pubblico oltre ai cocopro sopravvivono ancora i cococo, per non parlare dei contratti a Piva. Un esercito di persone che aiuta a mandare avanti la macchina amministrativa e tecnica dello Stato. Si, un esercito, e non solo quei 50000 della gestione separata INPS. Essendo spesso professionisti con partita iva, essi sono iscritti a casse come quella forense o l'inarcassa, l'epap, ecc. Molti, inoltre, sono "girati" a società che hanno contratti di assistenza amministrativa e tecnica con le PA. Per non parlare del frequente utilizzo di fondi strutturali europei per finanziare tali contratti con i quali (di fatto) viene garantito il funzionamento ordinario della PA. Che squallore! E poi qualcuno dice che il lavoro fisso non esiste più! Non è vero. È solo un altro gioco di parole. Sono i lavoratori fissi che non esistono più!
  11. Andrea Rispondi
    Non esiste una soluzione senza riserve. Perciò tanto vale provare quanto fatto dal governo, che però deve monitorare attentamente ciò che succede ed essere pronto a introdurre le opportune modifiche. E' inutili fare ora previsioni a tavolino.
  12. PA Rispondi
    " Infine molti collaboratori in realtà preferiscono rimanere autonomi e ovviamente potranno continuare a esserlo."...sul decreto dove è scritto? è possibile scegliere di rimanere collaboratore? e con che contratto?
  13. Antonio Rispondi
    "L’implicazione pratica della nuova norma è che d’ora in poi un lavoratore etero-organizzato può andare dal giudice e chiedere di essere trasformato in subordinato" ....... e subito dopo venir licenziato, con la mancia prevista dal Jos Act per i neoassunti. Ma forse un consulente tecnico del ministero dell’Economia ... omississ ... fa bene a non rilevarlo. Cordialmente. Antonio Frustaci
    • pierrot Rispondi
      Caro Antonio, mi hai tolto le parole di bocca ! Perchè così andrà a finire ...
    • Andy Mc Tredo Rispondi
      ... e non troverà più nessuno che vorrà avere a che fare con il suddetto "piantagrane" ...
  14. PB Rispondi
    "d’ora in poi un lavoratore etero-organizzato può andare dal giudice e chiedere di essere trasformato in subordinato." O MEGLIO: Subordinato con il contratto a tutele crescenti, cioe' licenziabile a costi irrisori entro i primi anni (come del resto riconosce anche Garibaldi, sempre su lavoce). Bella sicurezza, bella lotta al precariato, non c'e' che dire!
    • domenico Rispondi
      Bhe la cosa fa ridere, per esempio io sono 13 anni che sono precario, il cococo garantiva nel pubblico che molti di noi dottori potessero avere un contratto, probabilmente non si rendono conto che molti di noi cosi' andranno a casa, perchè non ci sono i soldi per fare un contratto a tempo determinato (un ricercatore costa 45000 euro) mentre un cococo 15000 euro per un anno. Dovrebbero stabilizzarli i ragazzi che sono più di 10 anni in un ente pubblico e con forme cococo-cocopro, mi avranno valutato più di 30 volte con bando pubblico (e parliamo di concorsi? ma dai). Siccome nel pubblico spesso rimani a casa per uno-due mesi per aspettare nuovo contratto, uno alla fine deve fare altre forme di collaborazione cococo (visto che ti garantisce di avere più contratti) con aziende private, che utilizzano le tue conoscenze. Ma se tolgono i cococo nel privato uno non può sfruttare nemmeno queste forme di collaborazione. Non capiscono che non devono togliere le forme di contratto, ma agevolare abbassando le tasse a prenderti in pianta stabile, perchè e' soltanto questo il problema. Gli enti pubblici ti fanno assumere da aziende esterne per evitare che dopo 3 anni di tempo determinato tu venga stabilizzato, quindi di cosa parliamo di leggende. Con queste leggi si creano soltanto problemi a chi vuole lavorare, dovrei aprire partita iva con un milione di tasse? già sono precario con contratti non continui, devo dare anche quel poco che porto a casa, lavorando 10-12 ore al giorno?
      • bia Rispondi
        come ti capisco,,,