logo


  1. Pierluigi Urbani Rispondi
    ricordo di una grossa lotta per annullare l'articolo 2 non graditi alla minoranza dem ; potrebbe fornirmi qualche ragguaglio su questo punto ? Grazie in anticipo
  2. Giulio MANCABELLI Rispondi
    Pertanto, non possiamo decretare la fine della storia accontentandoci del solito obsoleto esistente! (Fukuyama) In quanto già gli stessi Greci Antichi avevano concepito il “ciclo”come l’uovo di Colombo e l’hanno introdotto come criterio dinamico evolvente per praticamente applicarlo nelle prassi dell’esercizio della democrazia, dove sistematicamente il ciclo veniva usato per l’assolvimento delle cariche cosicché, si alternavano nei ruoli e nelle funzioni per meglio poter contrastare rischi di cadere nel dispotismo. Così in altrettanto dinamico alterno modo, praticavano il ciclo, oltre i Greci anche gli stessi Romani, con riferimento perfino anche al loro impianto istituzionale giacché, quando reputavano la loro Repubblica a rischio, la sospendevano per inserirvi un ciclo d’assoluta governabilità attraverso l’elezione di un dictator – dittatore per poi (dopo sei mesi) ritornare alla Repubblica! Questa era la prassi, anche se espressa in modo sbrigativo, permetteva loro di concepire in modo elastico flessibile l’istituzione per mantenerla il più possibile integra incarreggiandola entro quegli evolventi termini alterni fra “Senato e Governatore“!? Pertanto anche da questi soli aspetti se ne dovrebbe evincere quell’insito latente assioma diade che il SEMIALTERNO esprime ed intende sintetizzare nella sua articolazione: “Governabilità e Rappresentatività” ancora dai meccanismi elettorali data la complementarietà di entrambi. Da cui sgorga il sistema elettorale SEMIALTERNO!
  3. Henri Schmit Rispondi
    Penso che qualsiasi cittadino mediamente intelligente e onesto debba insorgere contro qualsiasi forma di lista bloccata, negazione del diritto di voto, cioè che i deputati sono quelli preferiti dagli elettori, non da qualcun altro, nascosto dietro quinte a tirare i fili. Con 120 collegi da cinque seggi in media significa che l'ultimo seggio si assegna a (100:6 meno qualcosa per la dispersione del voto =) 14%. Con un partito al 35%, tre compresi fra il 15% e il 22% significa che solo i 120 secondi seggi, quasi tutti del PD, saranno assegnati con le preferenze; con il gioco delle candidature multiple; meno della metà, diciamo che forse 60. Ma poco importa, 90%, 80% o solo il 75% assegnato con posti bloccati, è sempre violazione della costituzione e dei principi elementari della democrazia, anche se la Consulta dovesse accettare. Povero paese! Senza questo tipo di controllo su chi decide (= formalmente la maggioranza in Parlamento) il paese non cambierà, non riuscirà a controllare l'attività del governo e dell'amministrazione e degli uomini che vi girano intorno. Certo, non basterà il libero voto (cioè il controllo dell'opinione pubblica sull'attività legislativa), ma senza libero voto non si cambierà mai niente. Un mio articolo su forum costituzionale "la riforma del senato e la rappresentanza democratica". Mi batto per questo tema dal 2005 quando sostenevo che si doveva abolire la quota proporzionale della legge che portava il nome del neo-presidente della repubblica.
  4. anonimo milanese Rispondi
    Domanda, ma é costituzionale approvare una legge elettorale incompleta? Secondo il calendario descritto, si verrebbe a creare una finestra di circa un anno (forse piu') con il bicameralismo perfetto (in attesa della riforma del Senato) ed una legge elettorale solo per la Camera mentre al Senato resterebbe il cd. "Consultellum". In queste condizioni ho seri dubbi sull'ammissibilita' costituzionale dell'Espositum perché creerebbe un vacuum legislativo (o quantomeno una forte incertezza) di circa un anno, cosa che non mi risulta ammissibile dalla Costituzione. Quando l'Espositum sara' votato, il Presidente della Repubblica dovrebbe valutarlo in funzione del quadro costituzionale in vigore al momento della firma, non di quello che potrebbe essere dopo. In sintesi, troverei proceduralmente piu' corretto fare prima la riforma costituzionale e poi la legge elettorale, non contemporaneamente. Questo ovviamente al di la' dei contenuti.
    • Roberto Rispondi
      Ovviamente sarebbe più corretto fare prima la riforma costituzionale e dopo la legge elettorale, ma come sempre accade in Italia si fa tutto il contrario di tutto. Inoltre la riforma costituzionale non sarà semplice approvarla perché alla fine dovrà passare attraverso il referendum. In caso di mancato successo della riforma costituzionale, l'italicum si rivelerebbe inutile perché non permetterebbe comunque a Renzi di andare a votare avendo la certezza della maggioranza assoluta, visto che il senato rimane eletto con il proporzionale. Quindi in caso di elezioni anticipate si rischia l'ennesimo impasse, a meno di non cambiare prima delle elezioni anche la legge elettorale del senato adeguandola a quella della camera. E' la solita situazione gattopardesca italiana, riforme ideate male dal punto di vista tecnico e temporale rischiano di lasciare tutto come prima.
      • anonimo milanese Rispondi
        Sono d'accordo con l'osservazione, ma se provo a trarre le conclusioni del ragionamento significherebbe che, in queste condizioni, il Presidente della Repubblica non dovrebbe accettare di firmare la riforma elettorale finché non viene prima approvata la riforma costituzionale, o sbaglio? Gli scenari sarebbero quindi quelli di un Presidente che firma una legge elettorale palesemente incostituzionale oppure di un Presidente che, rifiutandosi di firmare, si farebbe garante della Costituzione ma con conseguenze politiche importanti per il Governo in carica (scenario verosimile?). Altresí mi domando la legittimitá dei Presidenti delle Camere nell'approvare una calendarizzazione cosí confusa e pasticciata del processo legislativo, sempre ragionando al netto dei contenuti.
        • Roberto Rispondi
          Tutti i tuoi ragionamenti sono legittimi e giustificati. Purtroppo però non credo che Mattarella abbia la forza politica di bloccare la riforma elettorale, felice di essere smentito. Stesso discorso vale per i presidenti delle camere, serve gente molto più forte politicamente per modificare l'atteggiamento del governo. La Boldrini e quello che è accaduto alla camera nella recente approvazione della riforma costituzionale è un esempio della pochezza di certe personalità. Per questo motivo è probabile che andrà a verificarsi la situazione già citata (prima riforma elettorale e poi costituzionale), con il solito rischio di governabilità in caso di elezioni anticipate.