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  1. Andrea Rispondi
    Recentemente l'argomento è stato trattato anche a Radio24, veniva citato il modello di zoning già presente in Italia ovvero quello di Mestre ed i suoi (positivi, a detta dei fautori) risultati. Sarebbe stato bello vederli citati nell'articolo.
  2. Francesco Rispondi
    In un articolo moto interessante Bisschop, Kastoryano e Van der Klauuw trovano che l'apertura delle zone a luci rosse in Olanda ha ridotto i reati di violenza sessuale a livello cittadino. Trovano anche effetti positivi rispetto alla riduzione di reati legati alla droga, che si concentra però nelle zone a luci rosse. Quindi, se regolamentate bene, le zone a luci rosse possono portare benefici alla città nel suo insieme. Però come giustamente sottolineano qui gli autori vi è sicuramente il problema della scelta della zona e di trovare una giusta compensazione per i suoi residenti.
  3. Luca Rispondi
    " e avendo come unico obiettivo il benessere delle persone costrette a prostituirsi." Tutto bene, ma non c'è sempre costrizione, e non tutta la costrizione è uguale.
  4. Rainbow Rispondi
    Il problema e'complesso per cui occorre un approccio pragmatico e non dogmatico. Premettendo e tenendo presente che La prostituzione ci sara'sempre,sia in un regime proibizionistico,sia in un regime regolamentato il male minore ( approccio pragmatico!) e'quello di regolamentarla; almeno pagano le tasse,ci sarebbero dei controlli sanitari e di ordine pubblico,e la regolamentazione ridurrebbe una delle fonti di entrata della criminalita'organizzata!
  5. Tommaso Rispondi
    1) Perché le prostitute devono essere considerate "vittime"? 2) perché la prostituzione deve essere considererata di per sè negativa ("l’effetto negativo – diretta conseguenza del primo – è un aumento nella quantità di prostituzione")?