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  1. Piero Rispondi
    Il comportamento della Bce non va verso l'espansione della base monetaria,farà tutto per stringere i cordoni del credito. senza credito l'economia non riparte, deve scendere in campo il governo con un poderoso intervento del fondo centrale do garanzia per ristabilire la fiducia tra banche e imprese, in difetto il Qe seppur tardivo sarà inutile. Tutti coloro che salgono, oggi sul carro del Qe, fino a ieri ne erano dei detrattori, devono convincersi che la tardività dell'intervento ha fatto propagare la crisi finanziaria nell'economia reale provocando danni pari ad una guerra mondiale, lo stato deve intervenire subito con il fondo centrale di garanzia con un intervento di 100 miliardi.
  2. antonio Rispondi
    Si proseguirà ad oltranza col QE e non si conseguirà nessun miglioramento dell'economia, in quanto sia alla BCE che ai governi europei non importa nulla della crescita economica, la BCE è un consorzio di banche private e come tale, ha come unico obbiettivo la tutela degli interessi del sistema bancario europeo , pertanto lo scopo primario del QE è quello di fornire enormi plusvalenze sui titoli già detenuti , poi come useranno le banche questo danaro, a nessuno è dato saperlo, ma se diamo uno sguardo al passato , è chiaro che ne faranno u uso sconsiderato alimentando bolle speculative che prima o poi scoppieranno
    • bob Rispondi
      ..esattamente una partita di giro !!!
  3. bob Rispondi
    "canali di trasmissione .." Il prof Baglioni ha meglio di tutti in maniera sintetica centrato la problematica. Dicendo che un piccolo vantaggio del QE è avvenuto con la svalutazione dell' euro, però , se non ho capito male, ha anche sostenuto che l'eventuale fallimento della manovra QE sia proprio dagli "intoppi" nel percorso dei canali di trasmissione. Burocrazia folle, banche e aziende obsolete, mentalità e cultura poco aperta all'innovazione sono "intoppi" non da poco nel tentare con la " miccia QE" di far innescare un processo virtuoso dell' economia stessa. Inoltre aggiungo che l' Europa tutta e l' Italia in particolare deve avere come obiettivo un concetto di politica economica proiettata al mantenimento e all' accrescimento della qualità della vita dei propri cittadini. Una qualità fin qui conquistata e non riscontrabile in altri blocchi geo-politici. Il senso del Continente Europa in futuro ha una valenza solo se saprà esprimere il concetto di " Continente di Qualità" per eccellenza...altrimenti diventiamo una discarica medioevale
    • Piero Rispondi
      Le banche italiane non sono vecchie, anzi sono quelle che hanno retto di più con la crisi finanziaria importata dall'America, sono state le più prudenti, per questo furono premiate, ricordo che non avevano l'esposizione nella Grecia, oggi la nostra esposizione è dovuta all'Esm ecc. Il vero problema delle nostre banche e l'ingente ammontare di crediti deteriorati, ma non per incuria della banca ( crediti facili) ma per la crisi dell'economia reale, il tardivo intervento della Bce ha propagato la crisi finanziaria all'economia reale, per tale motivo, oggi le banche hanno giustamente paura di prestare il denaro e se lo prestano lo vogliono dare a quelle virtuose che già lo hanno, questo è il paradosso italiano. Come se ne esce, solo con la garanzia dello stato sui crediti bancari, non vedo altra via di uscita.
  4. Maurizio Cocucci Rispondi
    Personalmente mi ha sorpreso l'annuncio dato ieri, mi aspettavo un rinvio a dopo le elezioni greche oltre che nell'ammontare del piano di acquisti. Draghi si è dimostrato un eccellente banchiere che ha saputo tenere testa alle opinioni divergenti di banchieri influenti come Jens Weidmann e mi auguro che i suoi detrattori, purtroppo in buona parte suoi connazionali, la smettano finalmente di considerarlo un servo dei tedeschi visto che le reazioni in Germania, seppur in parte comprensibili, le ritengo del tutto esagerate così come un po' eccessiva è l'euforia che rilevo dall'altra parte con troppe aspettative legate a questa misura di politica monetaria. Misura, che così come ha scritto il prof.Baglioni, ha più l'obiettivo di evitare un peggioramento della situazione scongiurando una deflazione che per la verità non si è verificata se si guarda all'andamento dei prezzi dei prodotti non petroliferi. In ogni caso testimoniano una crisi di domanda e la banca centrale, titolare della politica monetaria, ha reagito attivando misure che rientrano nelle proprie competenze. Quello che però serve davvero e ci si aspetta senza ulteriori indugi sono le riforme strutturali e le misure di politica fiscale da parte dei governi che dovranno essere più espansioniste altrimenti si potrà anche proseguire ad oltranza con il Quantitative Easing ma conseguendo ben pochi miglioramenti dell'economia.
    • Piero Rispondi
      Purtroppo faccio parte di quella categoria di "detrattori" del soldatino della Merkell chiamato Draghi. Tutte le manovre di politica monetaria che ha messo in atto begli ultimi anni sono fallite, alla fine ha dovuto digerire il QE, ripeto digerire perché non era nelle sue intenzioni tale strumento e guarda caso, ancora oggi è stato un'annuncio, partirà dal mese di marzo, perché? In ogni caso fa bene anche marzo, l'economia reale ha bisogno di liquidità, altrimenti le imprese non ripartono, basta vedere la Spagna con 50 miliardi di liquidità e' ripartita. La tempistica di Draghi e' anche stupita, ha annunciato il QE prima delle elezioni in Grecia, sperava che i soldatini greci della Merkell potevano vincere le elezioni, così per fortuna non è' stato, via ha fatto il giorno dopo Draghi, ha convocato tutti le istituzioni europee, per fare cosa? Vedremo...