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  1. Stefano Scarabelli Rispondi
    Questo diffuso entusiasmo per il QE mi sembra fuori luogo: le aspettative di inflazione in Giappone, negli Stati Uniti e in Inghilterra non si sono affatto irrobustite nonostante immissioni di liquidità ben superiori a quelle che dovrebbe mettere in atto la BCE. Se partiamo dalla premessa che stampare moneta non è un'attività economica che crea ricchezza, gli unici effetti che può avere un QE sono quelli di redistribuzione della ricchezza già esistente: e queste redistribuzione mi sembra che stia andando esattamente nella direzione opposta a quella auspicabile. Infatti, gli assets detenuti dalla maggior parte delle famiglie sono depositi bancari, polizze ed abitazioni (assets che la banca centrale non può comprare, anche se a sentire l'avvocato generale non si sa mai), mentre il qe sta gonfiando i prezzi di azioni ed obbligazioni, detenuti da una parte minoritaria della popolazione mondiale. Con l'effetto, tra le altre cose, di complicare parecchio i piani previdenziali dei lavoratori più giovani. Insomma, lo stimolo all'economia derivante dal wealth effect del QE è oltremodo inefficiente e pure politicamente e democraticamente discutibile.
  2. Maurizio Cocucci Rispondi
    E' probabile che domani avverrà l'annuncio ma personalmente credo che tutto verrà invece rinviato a Febbraio visto che domenica vi sono le elezioni in Grecia e con ogni probabilità si preferirà attendere l'esito e le conseguenze politiche. Poi c'è da considerare che da quest'anno vi è una modifica nelle modalità di voto dato che i Paesi dell'area euro sono diventati 19 e le norme prevedevano una modifica una volta che il numero avesse superato le 18 unità. Cosa cambia? Cambia che a turno mensile un governatore (o presidente) di una banca centrale di primo livello (Germania, Francia, Italia, Spagna e Paesi Bassi) non potrà votare ma solo presiedere la riunione e domani sarà quello spagnolo che non potrà farlo, mentre per quelli di secondo livello ( i restanti) vi saranno 11 voti disponibili e ciò significa che 3 non potranno votare (tra cui il governatore della banca centrale greca). I quattro in totale che domani non voteranno dovrebbero essere tutti favorevoli al Quantitative Easing mentre i contrari saranno presenti, questo significa che Draghi potrebbe rimandare anche per questo motivo la decisione al prossimo mese onde evitare una spaccatura all'interno del Consiglio Direttivo.
  3. Andrea Rispondi
    Sarebbe interessante avere un commento riguardo a potenziali diversi effetti di QE under risk sharing Vs QE with no risk sharing.
    • Giuliano Rispondi
      Sarebbe anche interessante capire con quali criteri verrá ripartito l'intervento tra i vari paesi. La liquiditá fa comodo a tutti, germania compresa (non credo che ci sará qualcuno che dirá "no grazie"). E che dire degli impieghi di questo denaro da parte dei governi? Per fare in modo che sostenga la ripresa servono idee chiare su come utilizzare questa liquiditá. Qualcuno controllerá? Oppure assisteremo al solito siparietto in cui ogni attore (BCE, governi fa il suo "micro-compotino" ma nessuno si preoccupa del quadro d'insieme? Come sempre spetterá ai posteri l'ardua sentenza....
      • Giovanni Teofilatto Rispondi
        Le scelte monetarie delle famiglie sono una ricchezza non esente da rischi di collasso finanziario causa mancanza di un sistema di benessere universale di vincoli finanziari impliciti nella vita dell'uomo: protezione economica, questo è il quantitative easying necessario per la continuità di reddito e, quindi, di speranze di vita.
      • Maurizio Cocucci Rispondi
        I governi non percepiranno un singolo euro da un eventuale, anche se quasi certo, Quantitative Easing e questo perché i titoli che verranno acquistati saranno quelli già collocati e a breve-medio termine (si parla di scadenze non oltre 3 anni), quindi i governi hanno già incassato il corrispettivo. L'acquisto coinvolgerà le istituzioni finanziarie che li detengono e l'obiettivo è quello da una parte di ridurre i rendimenti (riduzione comunque già in atto da diverse settimane) cosicché i governi potranno emettere titoli con minori costi e dall'altro per incentivare i finanziamenti a famiglie e imprese, sempre che vi siano richieste in tal senso vista la debole crescita della domanda. Poi c'è da tenere presente che alcune banche centrali sono contrarie all'operazione e non è escluso che Draghi per non compromettere le relazioni accetti una soluzione che scarichi almeno in parte la responsabilità sulle singole banche centrali nazionali, questo significa che le eventuali perdite a fronte di eventuali insolvenze su titoli acquistati dalla Banca Centrale Europea saranno distribuite su tutte le singole banche centrali ma su eventuali titoli acquistati da queste ultime le perdite dìsaranno esclusivamente a loro carico. Se così, è certo che ad esempio la Bundesbank non effettuerà alcun acquisto per proprio conto.