logo


  1. francesco Rispondi
    l'elogio al sistema cooperativo di piccoli istituti bancari e le sue critiche alle banche maggiori sono condivisibili (discorso delle fondazioni, discorso dei dividendi, ecc.) però ho un dubbio. Siccome, al di là della retorica, i bilanci bancari in Italia da qualche anno e per qualche anno si faranno sugli accantonamenti crediti, potrei sbagliarmi ma la sensazione è che i processi che hanno seguito le big (tipo Intesa e Unicredit) sulle svalutazioni da crediti inesigibili siano più rigorosi di quelli delle banche minori. Essendo giustamente sotto una vigilanza più attenta e rigorosa è chiaro che viene meno quella discrezionalità che ancora è permessa sugli accantonamenti ai micro-istituti i cui bilanci rischiano di portare a nuovo utili che in realtà non esistono perchè frutto di non-accantonamenti che i big hanno coperto con aumenti di capitale, rari nel mondo cooperativo. Al netto dei giusti discorsi su fondazioni, manager, ecc. ecc., è la faccia della medesima medaglia. Anzi, chi ha seguito il processo "svalutazioni + aumento di capitale" ha fatto una scelta di trasparenza che è doverosa.
  2. Beniamino Rispondi
    D'accordissimo che le Fondazioni a capo delle Banche sono quanto di peggio ci possa essere, rappresentando l'esempio peggiore di quello che può nascere dalla commistione tra politica, interesse, clientelismo, nepotismo, mancanza di merito, ... Però non ci dobbiamo neppure dimenticare dei Supermanager che hanno massimizzato (detto elegantemente) o meglio spolpato le ricche banche italiane vendendo ai propri clienti polizze e gestioni patrimoniale fondi di fondi e obbligazioni strutturare e unit linked e... chi ne ha più ne metta e guadagnando, sulle spalle dei clineti, le commissioni nel breve, ma facendo un pessimo servizio nel lungo provocando una giusta (purtroppo tardiva) reazione nei clienti. Mi riferisco, su tutti, in particolare ai Sig.ri Profumo e Passera che, dopo aver diretto le maggiori Banche Italiane, attualmente hanno ancora incredibilmente ruoli di primaria importanza (rispettivamente MPS e addirittura in politica come Ministro). E' incredibile come in Italia chi ricopre questi ruoli di grandissimo potere ne esca sempre, malgrado gravi responsabilità sotto gli occhi di tutti, e stipendi e liquidazioni milionarie, come un grande statista. E comunque non sono sicuramente messe meglio le altre Banche più piccole Mancano la Responsabilità e la Meritocrazia in ogni ordine e grado!
  3. Daniele Corsini Rispondi
    A) la distribuzione dei dividendi negli anni sia grassi che magri risente del peso delle popolari, settore che altri paesi hanno in misura meno marcata, vero elemento strutturale di dispersione di risorse. Su 14 banche sistemiche, 9 sono cooperative! B) le BCC non possono essere portate ad esempio dato la minore svalutazione dei crediti con la quale nel tempo hanno sostenuto indirettamente gli aumenti patrimoniali C) vengono trascurate le inefficienze delle macchine operative, fonti di sprechi soltanto a pensare al gigantismo delle reti e del personale perseguito fin dopo l'inizio della crisi D) che dire infine dei bassi investimenti in tecnologia e del mantenimento di processi obsoleti? Si pensi solo ai servizi di pagamento che ci vedono ultimi in Europa. Sintesi: il sistema bancario italiano necessita di una profonda riconversione industriale, vera garanzia per recuperare patrimonio, competitività e quindi disponibilità al credito. Basta con questo vittimismo delle regole europee che ci avrebbero danneggiato e di affermazioni sempre più di maniera circa la solidità del sistema. Un sistema è solido se fa ciò che è deputato a fare, vale a dire, nella fattispecie, credito. C'è di buono che sta cominciando un'altra storia che vedrà vigilanti e vigilati costretti a cambiamenti assoluti nei consolidati e non sempre esaltanti modi di essere. Good morning Italian Banking System!
  4. trenti giorgio Rispondi
    1 - I dividendi distribuiti dalle banche dal 2008 al 2013 sono stati irrisori. Se possedesse azioni di banche se ne sarebbe amaramente accorto. 2 - Quelle che chiama grandi banche sono i gruppi bancari, voluti dai Governi, che sono inutili all'economia italiana. 3 - Togliere il 100% del capitale bancario alle Fondazioni è stata la causa principale delle lesioni irreversibili al sistema bancario, provocate dai Governi.
    • bob Rispondi
      d' accordo che le Grandi Banche sono virtuose crezioni dei Governi. D' accordissimo che non servono all' economia italiana a mio avviso per le considerazioni da me fatte. Ma lei è favorevole alle Fondazioni? Non sono state le stesse Fondazioni ( politiche/governative) la "causa principale delle lesioni irreversibili al sistema bancario..."? Lo trovo contradditorio se lei distingue Fondazioni/ Governo
  5. bob Rispondi
    non entro in meriti tecnici ( ma le equazione che lei pone ci vuole poco per comprenderle) ma vorrei solo testimoniare i danni che il sistema bancario sta commettendo sul quelle poche attività produttive che ancora sorreggono questo Paese. Nessuno parla di un sistematico genocidio commesso proprio verso le aziende sane unica risorsa per cercare di colmare i difetti strutturali di aziende ormai decotte: la banche! Puntare il dito contro le Fondazioni non fa che confermare quanto io sostengo. La Fondazione non è altro che il braccio-politico che la politica stessa ha messo dentro le aziende-banche. La Fondazione decide le carriere, decide le assunzioni, conserva privilegi medioevali. Per capire di cosa parliamo basta pensare ad una Fondazone ed a Apple per capire la distanza di mentalità secolare che divide il nostro mondo dal mondo globale di cui noi "tentiamo" di farne parte. Provate ad esporre un piano industriale a qualsiasi funzionario di banca? Vedrete nella Sua faccia l' assenza totale di una persona che è stata messa li e che non sa lontanamnete cosa vuol dire: mercato, cultura d'azienda. cliente, progetti etc. La natura delle Fondazioni ha fatto si che la banca fosse una corporazione che garantisse privilegi a pochi, terrorizzata per sua natura dalle innovazioni. Come può un sistema del genere sopravvivere nel mondo attuale? Non sopravviverà ma farà danni incalcolabili proprio verso quella parte del Paese sana, giovane, vitale che ancora ci fa stare in piedi