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  1. ettore gasparini Rispondi
    domanda:secondo audiweb di luglio coloro che in un mese si sono connessi almeno una volta ad internet sono 27.800.000,e'credibile che 25.200.000 abbiano un profilo facebook?
  2. giovanni capelli Rispondi
    Questo studio è un meraviglioso documento sull'attualità del concetto di alienazione inteso come disposizione alla monetizzazione di ogni aspetto dell'esperienza umana prospettiva secondo la quale anche fare l'amore è spreco di risorse-tempo ameno che non ci si rivolga al mercato della prostituzione.
  3. Piero Rispondi
    Se qualcuno nel suo tempo libero vuole utilizzare facebook invece di giocare al biliardo al bar, cosa c'entra con il costo? Sono cambiate le abitudini, e' cambiata la società con internet, ha non si può affermare o pensare di affermare che Facebook distolga risorse lavorative, anzi è il contrario, i social network aumentano il Pil. Non vorrei sentire affermazioni che l'Italia è in crisi perché gli italiani passano due ore al giorno di facebook.
    • Ferrariemil Rispondi
      è giusto stare attenti al tempo che passiamo sui social, ma non tanto per il reddito che non produciamo, quanto perché sarebbe preferibile la realtà anziché un'interazione tendezialmente fasulla e isolante che induce forte dipendenza tra resto. Senza abbracciare la massima " il tempo è denaro ", mi sento di condividere l'osservazione dell'articolo. È la qualità di quel che facciamo che conta, e stare su Facebook non è gran cosa. Per carità, nemmeno la Tv. Siamo liberi di rincretinirci o migliorarci, dipende da noi.
  4. Antonio Agostini Rispondi
    E invece a me questo articolo e' piaciuto molto. E' chiaro che sono innumerevoli le obiezioni che gli si potrebbero porre. Ho paura che chi si accanisce nel cercare il pelo nell'uovo della validita' statistica ed economica si perde in realta' il senso profondo dell'articolo, almeno a mio modesto parere: riflettere su quanto benessere e valore ci apportano l'uso dei social network e di FB in particolare. Ed eventualmente trarre le dovute conseguenze a livello individuale. Chiunque legga l'articolo non puo' non restare colpito dal paragone del valore monetario (sia pur teorico) del tempo passato su FB e di quello che con quella stessa somma potremmo comprarci. E' l'effetto sulla consapevolezza individuale che conta, non l'esattezza dei calcoli effettuati. Apprezzo in particolar modo l'autoironia finale: lo terro' per me, niente rimbalzo su Facebook.
    • Alessandro Rispondi
      Ragionando ancora in termini economici, nell'utilizzo dei social network si potrebbe al contrario trovare una forma di risparmio personale al pari della lettura di un buon libro; invece di uscire e consumare carburante, consumazioni al bar, al supermercato, acquisti vari, mezzi pubblici, ecc.ecc. si sta al calduccio a casa propria completamente gratis. Certo però, ne risentono i consumi.
  5. Riccardi Rispondi
    E se uno usa FB per un attivismo politico che va ad incidere anche sulle condizioni economiche generali ed individuali? Questo studio mi sembra un approccio riduzionista di cose complesse come i network sociali. E giustamente allora la TV? Quanto ci costa la "Vita in Diretta" in termini economici (e di spesa sanitaria per perdita di neuroni)?
  6. Marco Bigelli Rispondi
    L'ipotesi sottostante è che sia tempo perso e sottratto al lavoro in termini di costo opportunità ma molte cose non quadrano. In primis, twitter può essere paragonato alla lettura dei giornali (per molti versi più approfondita e personalizzata, vedasi acocunt di lavoce.info) e quindi dovremmo contare anche la lettura di giornali e perché non dei libri come tempo sprecato e pensare solo a vendere le nostre ore al costo opportunità di 10 euro/ora (minimo sindacale?). Ovviamente si è difficilmente d'accordo. Circa LinkedIn, molti lo utilizzano come strumento di lavoro per trovare clienti o contatti per cui va proprio tolto. Rimane facebook, come rimane la televisione, le partite in TV, il cinema. Non è tempo sprecato. E' un altro modo di divertirsi o distrarsi rispetto al passato. La ricerca andrebbe fatta sul tempo che i dipendenti (meglio pubblici) trascorrono su Facebook nel proprio orario di lavoro. Li si può considerare il costo opportunità, il danno alla collettività e l'incremento di produttività che ne deriverebbe se si inibisse il collegamento a tale sito da PC di posti di lavoro pubblici.
  7. lallo Rispondi
    Il concetto non è chiaro: su questa linea di pensiero vogliamo allora calcolare anche quanto ci costa il sonno?
  8. Salvesalvi Rispondi
    Questo calcolo va rifatto per la TV, network ancora ben più presente di FB nelle case italiane. Altroché divertissement...