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  1. Mauro Scarfone Rispondi
    Da quel che leggo sul Sole24h, il Tesoro deve, non può, sottoscrivere questi CSA, altrimenti non si capisce quale sarebbe il vantaggio, e mi sembra assai strano che valga per vecchi contratti (in questo Riccardo ha 1000 ragioni) a meno che questi contenessero dei covenants. Quanto alla gestione del debito, mi pareva che la dott.ssa Cannata facesse un lavoro egregio. Dal grafico pare anche che l'allmighty Germania paghi tassi più alti della Francia, o mi sbaglio.
    • Umberto Cherubini Rispondi
      Ringrazio tutti dei commenti. Riccardo e Mauro consentono di ritornare sulla questione dell'applicazione ai titoli vecchi. Pare sensato che questi contratti dovrebbero essere chiusi e riaperti. Il punto è che nell'esempio in oggetto il Ministero dovrebbe pagare 10 miliardi per la chiusura che diverrebbero collaterale per i contratti che vengono aperti. I 440 milioni di pagamento dalle banche al Ministero di cui parla Riccardo rappresentano il cosiddetto FVA (Funding Valuation Adjustment). Questo viene negoziato tra le parti, e se non lo chiede il Ministero le banche certo non lo concedono. Tra l'altro, prevede di doverne concordare la stima. Per essere chiari, si tratta dello stesso caso dei 63 milioni pagati dal Comune alle banche quando vennero chiusi i derivati, ma non mi risulta di nessun caso in cui le banche abbiano pagato i funding cost degli enti. Comunque, può sempre esserci una prima volta. Per quanto riguarda la segnalazione di Filippo è interessante, anche se in finanza, a differenza dell'economia, i flussi non contano. Contano solo le informazioni sui flussi futuri. In altri termini, in mancanza di novità sui fondamentali, i CDS non risponderanno, se non in maniera molto modesta alla novità. Infine, non si può non concordare con un profondo conoscitore del mercato dei derivati come Luciano Steve. E' vero che ormai non si fanno più derivati senza collaterale. Aggiungo che questo è anche richiesto dalla normativa MIFID,
  2. filippo Rispondi
    l'articolo non tiene conto del risparmio che lo Stato (e quindi i cittadini) ottiene dalla diminuzione dello spread sui CDS dovuto al fatto che le banche che hanno derivati col Tesoro non devono più comperarli (come fanno oggi) per proteggersi dal rischio Italia oltre agli effetti benefici sul mercato secondario dei BTPs con conseguente diminuzione dello spread dei BTP stessi.
  3. luciano steve Rispondi
    Credo che il punto sia: niente CSA, niente derivati. Ma ormai questo vale per tutte le controparti del mondo, anche con rating molto migliore del nostro.
  4. Riccardo Rispondi
    Ha senso cambiare un contratto in essere (da non collateralizzato a collateralizzato) solo se viene versata la differenza di prezzo, ovvero nell'esempio solo se le banche versano al tesoro 440 milioni. Altrimenti si tengano il contratto così come lo hanno sottoscritto. Semplice, no?