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  1. daniele borioli Rispondi
    Sono d'accordo sul "carciofo". E domani lo dirò nel corso dell'audizione di Messori ed Elia, in 8^ Commissione al Senato
  2. Andy Mc TREDO Rispondi
    Salve, vorrei ricordare che le ferrovie non sono nate pubbliche (anche se hanno sempre beneficiato di contibuti pubblici fin dai tempi di Cavour) ma sono divenyte pubbliche per perdite di gestione ripetute e impossibilità di farci fronte .... : non vorrei che dopo aver sfogliato il carciofo ci rimangano solo le bucce spolpate da rimettere bellamente insieme...
  3. rob Rispondi
    ..le privatizzazioni sono cosa da Stati che hanno un minimo di DNA liberale nel loro percorso storico e con un alto senso civico. Altrimenti diventano oligarchie più o meno ampie a seconda dei clan. In Italia sono ampissime perchè all' oligarchia si somma il nepotismo atteggiamento che nel nostro Paese equivale alla : commedia al' italiana, agli spaghetti, al mandolino etc
  4. Paolo Rispondi
    Una cosa non mi é chiara: nell'ipotesi di unbundling lo stato dovrebbe (secondo lei) vendere il segmento av per incassare subito e sussidiare altri segmenti non redditizi messi a gara. Ma lo stato non potrebbe liberalizzare l'accesso al mercato dell'av senza vendere la propria compagnia? Nel senso di operare nel segmento av aperto alla competizione ma con la propria firm? Il problema sarebbe il conflitto di interessi tra la proprietà della rete e la proprietà del segmento av (stessa proprietà)? Immagino di sí e quindi la migliore opzione sarebbe la vendita. Come prevederebbe detta vendita? Con il 100% delle quote vendute a mercato (IPO)? Grazie Paolo
  5. carlo Rispondi
    Che bello!, ancora una volta dopo che lo Stato ha speso miliardi di €, diamo la gestione degli assets pi redditizi a qualche privato ( imprenditore). Ci chiediamo perché nessuno si candida a prendere la gestione delle linee ferroviarie regionali? Nulla insegna neppure la vicenda Grandi stazioni, oppure le autostrade, o addirittura la telefonia? L'Enel oggi ha solo il 30% della produzione nazionale di energia.Altro invece è la gestione e il controllo della situazione attuale, nei riguardi della quale ancora non sembra aver brillato l'attuale presidente delle FSI. Cosa succede invece in Francia e Germania e perché, poi, occorre privatizzare quanto è di più strategico nel paese ? Perché è scritto su qualche libro o perché lo dice qualche professore ? e gli interessi del Paese? Non c'è una qualche coincidenza con l'avvento delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni e l'impoverimento del Paese?
  6. tiberio damiani Rispondi
    penso che la privatizzazione dei servizi ferroviari sia una cosa impegnativa per la nazione; se consideriamo gli investimenti necessari per la realizzazione della alta velocità, sono stati pubblici ed ora danno i loro risultati anche con l'ingresso di ntv. per quanto riguarda i trasporti regionali penso sia doveroso considerare che solo in alcune realtà sarebbero ora appetibili per un privato, che si troverebbe a gestire servizi con due opzioni: chiedere finanziamenti al pubblico per migliorare le infrastrutture, oppure aumentare le tariffe. la rete dei trasporti locali ha senso solo se viene adeguatamente potenziata e non trasferita su gomma. faccio alcuni esempi. la linea arezzo-fossato di vico, mai più riattivata assicurava tempi di percorrenza e sicurezza sicuarmente maggiori ai tracciati stradali attuali, collegava ben tre direttrici nord sud e poteva costitutire un elemento importante per collegare tirreno ed adriatico decongestionando bologna. la centrale umbra prolungata fino a ravenna sarebbe un asse aggiuntivo tra roma e venezia oltre a collegare zone ad alto valore paesagistico e artistico. i trasporti locali in Germania e Francia sono ben più capillari dei nostri e nelle aree urbane supportano le reti metropolitane, cosa è successo del famoso anello ferroviario di Roma, fermo alla via Salaria e mai arrivato alla Aurelia?